‘Partigiano’, sinonimo di libertà democratica

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Nel tempio napoletano della memoria storica, nella via Del Grande Archivio, nel sontuoso spazio dove è custodito, catalogato e disponibile alla visione della collettività, non solo degli studiosi, l’immenso tesoro che racconta il passato prossimo e remoto, questa mattina, ospiti dell’Archivio di Stato i componenti del comitato scientifico dell’ANPI, associazione Nazionale Partigiani, invitati per un incontro preliminare dal presidente della sezione napoletana Ciro Raia, hanno posto le premesse di un articolato progetto teorico-operativo. A una rappresentanza ristretta del comitato è stata affidata l’elaborazione dei contenuti su cui impegnarsi di qui a  un anno per il coinvolgimento di tutte le componenti sociali, non solo di Napoli, in occasione   dell’ottantesimo anniversario delle ‘Quattro Giornate. Di grande, inedito significato, s’è già rivelato il sodalizio ‘firmato’ dall’Anpi e dall’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, presidente Guido D’Agostino, impegnati in un percorso comune che con altre realtà di grande importanza collaterale, come le Università, saranno determinanti nel connettere i valori dell’antifascismo ai nuovi soggetti della società che parla con il linguaggio dei social, dell’intelligenza artificiale, e ribaltare il mancato recarsi del mondo della scuola nei luoghi della memoria.  Obiettivo è la difficile contaminazione delle nuove generazioni, la sintonia con chi accede al sapere via internet, a cominciare dall’identikit della nomenclatura ‘partigiano’, assimilata molto parzialmente dai giovani, grazie all’universale ‘Bella ciao’. Di fondamentale importanza, secondo quanto è emerso dalla prima riunione del comitato, è promuovere un inedito approccio ai temi dell’antifascismo, in ombra nella scuola e nel mondo giovanile, per responsabilità degli ‘omissis’ di sistema, che di riforma in riforma, hanno escluso o marginalizzato la storia moderna dai programmi dell’intero ciclo dell’apprendere.

L’incontro del comitato si è svolto nel ‘santuario’ della memoria storica di piazza Grande Archivio, per generosa, non casuale ospitalità della direttrice dell’Archivio, Candida Carrino, in assenza di una sede propria dell’Anpi. Oggi, la Repubblica pubblica una serie di domande al sindaco Manfredi, poste dai cittadini napoletani giustamente esigenti. Chiedono concretezza, risposte non formali. Sarebbe interessante una risposta, al battagliero tassista ‘X, Y’, alla critica dei sindaci che si sono avvicendati a Palazzo San Giacomo: “A chi affiderebbe la fascia di primo cittadino, sicuro della sua capacità di amministrare Napoli con autorevolezza, onestà, competenza, operatività?” La risposta che circola di più: “Nessuno ha in sé queste contemporanee qualità!”.

I temi dei quesiti posti a Manfredi da ‘la Repubblica’: rifiuti, traffico, aeroporti, porto, stazione centrale, criminalità, periferie, trasporti, cimitero, infanzia, cultura. Leggeremo le risposte? A proposito di ANPI a questa legittima considerazione: “Com’è possibile che non si assegni una sede napoletana alla città medaglia d’oro per le Quattro Giornate” (ad esempio nella Galleria Principe di Napoli, ndr).

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