Super diversità, interessanti eguaglianze

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Il mondo soffre di discrasia globale, diffusa: povertà, anche estreme,  ricchezze immensamente sproporzionate, egoismi e generosità, intelligenza e stupidità, menzogne e verità, pacifismo e guerre, fame, sete, malattie non protette e ignobili sprechi alimentari, alberghi a 5 stelle e ristoranti da ‘tre forchette’, Ferrari e pesanti carriole spinte da bambini operai; paradisi terrestri per Vip in vacanze dorate e violente aggressioni al polmone della foresta amazzonica, medicina esclusiva per alti redditi e  tragico abbandono di chi crepa in strada senza un dollaro in tasca, calciatori miliardari e ragazzi delle favelas che si contendono su terreni polverosi stracci in approssimativa forma di sfera, aziende della modernità, favorite da tecnologia agricola avanzata e fatica disumana di chi si spacca la schiena per smuovere terra spaccata dal sole;  abiti firmati da stilisti del iet set e ‘pezze’ recuperate nei contenitori stradali dove ci si libera dell’abbigliamento fuori moda, traversate del Mediterraneo a rischio della vita e biglietti da diecimila dollari per voli in aerei con camera da letto, bagno, cuoco e maggiordomo personale, crociere in yacht transoceanici con dotazioni pari a lussuosi ‘Resort’, bagni per il  sollievo dal caldo in acque inquinate dei ‘lidi mappatella’, sub popolari, accesso agevolato alla cultura e analfabetismo. E tanto altro: questo profluvio di aspetti della diseguaglianza anticipa l’argomento di questa nota in eccesso? Può darsi, ma l’idea del prologo è suggerita da aspetti non secondari del conflitto provocato dall’aggressione russa dell’Ucraina. Putin risponde alle sanzioni subìte con il ricatto in micidiale progressione di tagli all’erogazione di gas: benzina, metano alle stelle e nuovo caso di discrasia: ne fanno le spese le famiglie con redditi medio bassi e le attività produttive. Costi delle bollette insostenibili, benzina e gas-auto usati come al tempo dell’austerity, fabbriche con i conti in rosso. Disagi anche per i redditi alti, ma solo disagio perché intaccano i loro tesoretti senza particolari patimenti. Incombe sul pianeta il disastro dei mutamenti climatici. Alla devastazione invernale di alluvioni, mareggiate, esondazione di fiumi, frane, si sovrappone nelle estati sempre più torride il disastro della siccità: culture distrutte, invasione di cavallette, un quarto del Paese, per ora, costretto a calmierare l’uso di acqua per l’agricoltura e di casa. Il problema riporta al tema della discrasia. Se con la guerra in Ucraina si arricchiscono produttori e venditori di armi, il deficit di grano e ora di acqua è manna del cielo per la speculazione di chi trasforma i danni della crisi in profitti incontrollati. La siccità per chi imbottiglia e vende acqua minerale è sinonimo di arricchimento supplementare per la prevedibile, prevista impennata del record italiano di acquisti di acque lisce, frizzanti, eccetera. La tragedia è di impressionanti dimensioni per i popoli del mondo che da tempo patiscono i colpi mortali della siccità. Allora, se l’isola di Malta, priva di un acquedotto ‘normale’,  usa l’acqua del mare da cui è circondata e la rende potabile grazie a un mega impianto dissalatore; se le Bermuda si dissetano con l’acqua piovana convogliata in cisterne individuali dalla particolare conformazione dei tetti, perché non imitare Malta e le Bermuda a vantaggio dei Paesi africani più esposti al dramma dell’acqua che non c’è? E l’Italia, perché no? È completamente circondata dal mare, tra l’altro in aumento per lo sciogliersi degli iceberg polari e potrebbe affiancare il beneficio dei dissalatori alle altre fonti di energia ‘pulita’. Utopia? Purtroppo sì.

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