ROVESCIARE IL SISTEMA O SUBIRNE LA CATASTROFE

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DI GIORGIO CREMASCHI
Sembra oramai l’elenco dei flagelli bilblici, ma è il mondo attuale e non ci sono punizioni divine.
La pandemia è stata infinitamente più grave per i tagli alla sanità pubblica, per l’assenza di una vera prevenzione a tutela della salute, per il dominio del profitto sui farmaci e sulla medicina.
La guerra è frutto di anni di riarmo e politica di potenza sempre più feroci, di trasformazione della politica neoliberista di competitività totale in scontro militare.
La crisi economica è frutto sia dei danni della crisi pandemica, sia di quelli della guerra, sia di quelli di un sistema economico fondato sul capitalismo finanziario e sul massimo sfruttamento degli esseri umani e della natura.
E ora proprio la natura, con la siccità che porta carestia e fame, ci annuncia la contraddizione estrema del sistema.
Il pianeta che si ribella alla stupidità della crescita a tutti i costi, all’inquinamento e alla privatizzazione dell’acqua e dei beni naturali.
I nostri fiumi in secca, i nostri raccolti che muoiono, sono il segno che questo sistema capitalista oramai è alternativo e nemico rispetto alla stessa vita.
Nulla di quello che ci accade è frutto del destino o della sorte, ma tutto è causato sempre dall’azione o dall’inazione umana.
Non ci sono adattamenti o rattoppi che ci salvino: o si sceglie la pace tra gli esseri umani e con la natura, rovesciando il sistema e cambiandone tutte le priorità. E i mezzi scientifici e tecnici ci sono tutti, ma vanno sottratti al profitto privato e al mercato e condotti sotto il controllo pubblico e la democrazia.
Oppure la continuità del sistema, il dominio delle sue classi dirigenti, le diseguaglianze ci porteranno al disastro.
O giustizia sociale e climatica, o catastrofe.
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