Il ‘gaffeur ‘seriale

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Non è proprio un genio, tanto meno come politico. Salvini sembra avere vocazione per il suicidio e si spende in gaffe madornali. Esempi: le stolte esternazioni del Papeete, la sortita in Polonia conclusa da un sindaco del posto (come lui di destra, intento a ospitare profughi ucraini) che lo ha sputtanato ricordandogli l’endorsement esplicito per Putin. Ora la gigantesca caz…tata del viaggio in Russia per incontrare l’amico oligarchico del Cremlino, sgarbo istituzionale condannato, sbeffeggiato da tutti e quel che più conta dal suo entourage, stufo delle idiozie che ricadono negativamente sul consenso in caduta libera della Lega.

Salvini sboccato, fuori di testa, costretto in angolo, nel confronto-scontro con Floris (‘Di martedì’). Non risponde alle domande e abusa di parolacce da trivio sul tema dei presunti fondi russi concessi alla Lega e del rifiuto a riferirne in Parlamento: “Se avessi preso 60 milioni di dollari stasera sarei qui con lei? Starei a farmi gli affari miei ai Caraibi. Dove cazzo li nascondo 60 milioni di dollari?” E ride. Floris: “Dovrà ridere anche davanti al magistrato”. Secondo round. Il ‘carrocciaro valpadano’ mostra un documento sull’aumento dell’Iva, clamorosamente smentito da Floris. Il finale è da film-satira, tipo Checco Zalone. Salvini mostra la fotografia dell’orecchio di un agente della polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano, secondo lui preso a morsi da un detenuto nordafricano. Ma è un falso. Il frastornato leghista continua a dire parolacce, a eludere le domande.  I giornalisti presenti lo beccano senza pietà. Ma la Lega, cosa aspetta a pensionarlo anzitempo?

In tema di ‘russofonia’: nasconde un mistero inglorioso il perché reti Tv insistono nel dare spazio a un signor nessuno, al secolo tale Orsini, narcisista che ha scoperto come diventare noto e perfino ricercato, spacciando per patrimonio culturale controcorrente fandonie pro Putin e attacchi viscerali al governo, all’Europa, a Zelensky. Lo coccola la Berlinguer per qualche ascoltatore in più di ‘Carta Bianca’ e lo affianca al folclore montanaro di Corona.

Lo stesso soggetto, accolto con fervore da Giletti nel suo inguardabile spazio di ‘Non è l’Arena’, ha provato a ribattere con poco costrutto a Renzi, che per una volta dalla parte giusta, non è stato indulgente con Orsini. Ha definito “Idiozia dire che Mario Draghi è il Lukashenko di Putin; idiozia che il nonno fosse felice durante il fascismo”. Alleluia.  Ma c’è sempre un peggio: Carlo Rossella, ex Rai, con precedenti non proprio ‘candidi’, dichiara in Tv di essere sempre fan di Putin, ‘non pentito’.

Calcio: la strana coppia Berlusconi Galliani ci rifà in periferia. Abbandonato il Milan investe sul Monza e forte dei miliardi del ‘cavaliere’ spara il pronostico “scudetto e coppa Campioni” per la neopromossa in serie A.  I giornalisti sportivi sono avvertiti, d’ora in poi Monza uber alles, e come dire, ‘no gratis’. Loro sanno cosa intendere’ con il ‘no gratis’.

In tema football: il razzismo leghista è una variante calcistica del coronavirus. Contagia e a differenza del Covid-19 non interessa chi dovrebbe combatterlo con un vaccino ad hoc, perché non prevede grandi profitti. Dunque è diffuso, come una pandemia. Il maggior numero di casi è prerogativa del Veneto e coinvolge l’informazione. Tale S.P., conduttrice veneta di una televisione locale, evidentemente ‘inviperita’ per la sconfitta del Vicenza (retrocesso nella serie inferiore) ad opera del Cosenza, rivolta a un bambino calabrese, piccolo tifoso della squadra cosentina, che intervistato dall’inviato post partita, ha detto con legittimo entusiasmo “Lupi si nasce”, gli ha indirizzato l’insolente e (appunto) razzista: “E gatti si diventa. Non ti preoccupare che venite anche voi a cercare qui lavoro”. La replica del padre, su Facebook: “Alla gentilissima Sara Pinna. Sono il papà di Domenico, il bambino che nel post partita Cosenza-Vicenza ha esultato per la vittoria della sua squadra e con giustificato orgoglio ha detto “lupi si nasce”. Lei ha dimostrato di essere anzitutto poco sportiva oltre che ignorante e con non pochi pregiudizi. Non sa, cara S.Pi., che Domenico è figlio di due imprenditori calabresi che amano la propria terra e che con non poca fatica contribuiscono ogni giorno per migliorarla. Dovrebbe sapere, come giornalista, cosa sono etica e morale. La storia insegna che la Padania e il suo sviluppo devono tanto ai meridionali. La invito a visitare la Calabria perché capisca che è terra meravigliosa, perché sappia quanta bella gente la abita e che noi (non come lei), detestiamo i pregiudizi. Il razzismo proprio non ci appartiene”.

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