“Putin, arrivo”. “Vado, non vado?”

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Si rimpiange, spero quasi all’unanimità, la saggezza delle risposte alle missive dei lettori, che per anni hanno avuto come referente Corrado Augias e la sua rubrica di Repubblica. Non smentisco di avere criticato in alcune circostanze il successore Merlo, pur riconoscendogli collaudata professionalità. In questa afosa domenica di fine maggio gli rivolgo convinte lodi. In risposta all’ingenua domanda “Perché Salvini vuole andare a Mosca” Merlo recupera dal casellario della memoria un campionario di deliranti cavolate del ‘carrocciaro’ di Pontida. “Movimentista”, lo etichetta Merlo “nel senso che si muove molto…ma non ha pensiero politico”. Lodi dunque, accompagnate dagli emoticon ‘applausi’ e ‘congratulations’. Ed ecco la citazione di alcune eccelse esternazioni di Salvini: “Se devo scegliere tra Obama e Putin, scelgo Putin tutta la vita”.  “Ne avessimo di più di Putin sulla faccia della Terra”. “Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin”. In coda alla risposta, scrive Merlo: “Anche i russi lo hanno capito. Tutti i loro amici italiani, storditi dalla guerra (Conte, Grillo, persino Berlusconi) si sono smarriti per strada, ma Salvini è il più suonato, quello che le prendeva anche quando vinceva, figuriamoci oggi che le prende”.

Su Internet qualche titolo sulla truce vicenda del “Vado a Mosca, da Putin” pubblicizzata da Salvini, commentano la cavolata pari alla reboante gaffe del Papeete beach: “Ucraina, Salvini frena sul viaggio in Russia: non ho certezze che andrò, ci si lavora”. “Viaggio a Mosca per ora congelato, l’ira Salvini”. “Il mio viaggio a Mosca? Se creo divisioni sto con i miei figli”. “Guerra in Ucraina, Salvini: Viaggio in Russia? Vedremo”. “Salvini: Viaggio in Russia? Chiederei a Putin il cessate il fuoco”. “Salvini, attacchi da Letta e Meloni, ma non molla sulla pace”. “Di Maio attacca Salvini sul viaggio a Mosca: in Russia ci va Draghi”. “Letta: ennesima boutade”.

Nel patetico intento di uscire indenne dal ‘cul de sac’ in cui si è cacciato, il deprimente nord leghista, titolare dell’exploit “Vado a Mosca” senza informare nessuno, neppure il suo vice Fontana, i potenti governatori Zaia e Fedriga, né il ministro Giorgetti, ha consultato tale Antonio Capuano, ex di Forza Italia, che chissà a che titolo afferma di assistere alcune ambasciate e forse anche la Russa. Se è sua l’idea di affidare a Salvini il ruolo di sostituto del governo, del premier, del ministro degli esteri, dei presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Corpo Diplomatico, auspichiamo che non abbia ricevuto in cambio una lauta parcella.

Per non trascurare opinioni autorevoli sul ‘caso’, ecco un cenno a un’altra perla sul ‘valpadano’.  Sebastiano Messina (sempre su Repubblica) la consegna ai suoi lettori. Il tema è la fanatica, quanto interessata stima di Salvini per lo zar del Cremlino: “Una delle persone più lungimiranti al potere sulla faccia della Terra”.

Nel riflettere sul fuori di testa del leghista, per capire di quale genio parliamo, è utile ricordare lo smacco subito dal sindaco (di destra) polacco di Przemysl. In presenza dell’invasione russa dell’Ucraina, il primo cittadino rispose  alla provocazione “Sono qui per motivi umanitari in favore dei profughi” mostrandogli la t-shirt pro-Putin indossata durante una ‘gita’ nella piazza Rossa di Mosca.

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