STATI UNITI / QUEL “MEMORANDUM 200” PER LO STERMINIO DEI POPOLI

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Gli Stati Uniti hanno avuto da sempre un’ossessione: quella di ridurre la popolazione mondiale, di attuare politiche demografiche in grado di fermare non solo la crescita delle nascite, ma di ridurre drasticamente il fenomeno. Anche con sistemi che definire ‘border line’ è un mero eufemismo.

Quelle idee sono oggi fatte proprie, coltivate e portate avanti con impegno dal fondatore di Microsoft, Bill Gates, che dopo aver lasciato il timone della sua corazzata informatica, s’è dato anima e corpo alle due grandi sfide del futuro: le pandemie (e quindi i vaccini) e i cambiamenti climatici.

E l’avamposto numero uno per portare avanti tali politiche è il “World Urban Forum” (che si riunisce annualmente a Davos e, con la pandemia, ‘virtualmente’), fondato e animato dal banchiere tedesco di simpatie nazi Klaus Schwab, l’ideatore di quel ‘Great Reset’ che dovrà scandire le tappe socio-economiche del nostro futuro.

Ma partiamo, per questo rapido excursus storico che vede al centro la prima potenza al mondo, gli Stati Uniti, dal lontano 1965, quando l’allora presidente degli Usa, Lyndon Johnson (subentrato all’assassinato John Fitzgerald Kennedy) dichiarava che “5 dollari investiti nel controllo della popolazione valgono quanto 100 dollari investiti nello sviluppo economico”.

Quattro anni dopo, il neo capo della Casa Bianca Richard Nixon, in un messaggio al Congresso a stelle e strisce, ammoniva: “Crediamo che le Nazioni Unite dovranno prendere l’iniziativa di reagire contro la crescita della popolazione mondiale. Gli Stati Uniti collaboreranno interamente ai loro programmi in tal senso. Sono fortemente impressionato dalla forza del recente rapporto, prodotto dal gruppo di specialisti dell’Associazione delle Nazioni Unite, di cui John Davidson Rockfeller III è il presidente”.

L’anno seguente – siamo nel 1970 – l’Amministrazione Nixon approvò una direttiva con la quale venivano ordinati dei precisi studi finalizzati al contenimento, anzi alla diminuzione della popolazione mondiale.

Eccoci ad un passaggio strategico, nel 1974, quando per impulso di Henry Kissinger viene pubblicato il ‘National Security Study Memorandum 2000’(‘NSSM-200’ per i suoi fans), con un significativo ed esplicativo sottotitolo: “Implications of Worldwide Population Growth for US Security and Overseas Interests’.

Il documento venne indirizzato al nuovo presidente Gerald Ford, ai ministeri dell’Agricoltura e della Difesa, all’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale’ (‘Agency for International Development’) e, last but not least, al direttore della CIA.

Come mai questo ‘misterioso’ ulteriore invio anche ai potenti Servizi Segreti Usa?

Puzza di bruciato lontano un miglio.

Henry Kissinger

Il maxi dossier venne inviato il 16 ottobre da Kissinger a Ford e accompagnato da una serie di ‘raccomandazioni confidenziali’, con le quali il potente Segretario di Stato – che ha dominato la scena politica Usa per un ventennio e ancor oggi è un ‘vecchio saggio’ molto ascoltato dai vertici americani – esortava il capo della Casa Bianca a premere sull’acceleratore per una “leadership degli Stati Uniti sulle questioni concernenti la popolazione mondiale”.

Ma quali sono, in sostanza, le linee guida del fondamentale ‘Memorandum 200’?

In soldoni viene sottolineata l’importanza strategica di una relazione sempre più stretta tra la potenza politico-economico-militare di un paese leader come gli Usa e le questioni demografiche.

E cosa propone, quale terapia-base indica? Il graduale, ma costante e progressivo, spopolamento di interi territori, di nazioni, di città. E’ l’unico modo – viene sostenuto in modo non troppo diplomatico – per mantenere i privilegi americani nel settore industriale, in quello commerciale, e per conservare, anzi accrescere la supremazia statunitense a livello mondiale.

La crescita demografica dei paesi cosiddetti ‘emergenti’, dell’un tempo chiamato ‘terzo mondo’ è la vera mina vagante – secondo il ‘Memorandum 200’ – sull’inarrestabile marcia trionfale degli Usa per il futuro.

Fa anche di più, il grazioso studio: perché indica nome per nome quei paesi che stanno acquisendo un peso politico crescente negli equilibri mondiali, anche per via del loro crescente peso demografico. Ecco la lista dei cattivi, o dei pericolosi se preferite: India, Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Messico, Indonesia, Brasile, Filippine, Tailandia, Egitto, Turchia, Etiopia, Colombia.

Il Memorandum pone l’accento sulla necessità di esercitare pressioni (e qui si spiega il ruolo della CIA) sui governi stranieri e i loro leaders, “in modo sottile ed efficace” – viene evidenziato – con un’azione ai fianchi (diremmo oggi in linguaggio pugilistico), un’azione ‘erosiva’. Per riuscire in tutto ciò occorre – si precisa –   che il governo Usa intensifichi la sua collaborazione con le organizzazioni delle Nazioni Unite, tra cui soprattutto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (è evidente lo scopo), la Banca Mondiale, l’UNICEF e l’UNFPA, ossia il Fondo per le Attività sulla Popolazione delle Nazioni Unite.

Dettagliamo, a questo punto, alcuni strumenti operativi indicati nel ‘Memorandum 200’. Vengono infatti indicate precise linee d’azione per “indurre queste popolazioni ad accettare un cambiamento radicale di mentalità e imporre il modello di famiglia ridotta e quello di società a basso tasso di natalità”. L’obiettivo numero uno è proprio quello di ridurre drasticamente non solo il tasso di natalità, ma addirittura quello di fertilità delle donne in tutto il ‘terzo mondo’. Viene raccomandato il trasferimento della ‘tecnologia contraccettiva’, la sterilizzazione,

l’aborto, come normale prassi di controllo demografico.

Il 26 novembre 1975, quelle ‘raccomandazioni’ socio-politiche raccolte nel ‘Memorandum 200’, vennero approvate e accolte dell’Amministrazione Usa. Da quel giorno in poi, lo spopolamento di intere nazioni diventava uno dei primi obiettivi, a pieno titolo, della politica estera americana.

Il Memorandum venne firmato e ufficializzato da Brent Scowcroft, Direttore del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e legatissimo ad Henry Kissinger. Il passo immediatamente successivo è stata la creazione, sempre su imput dell’infaticabile Segretario di Stato, dell’Office of Population Affairs, alle dirette dipendenze del Dipartimento di Stato.

Quel Dipartimento di Stato oggi dominato dai falchi che stanno spingendo Joe Biden alla guerra sempre più totale contro la Russia, ossia Tony Blinken eVictoria Nuland.

Ma non si fermò lì l’azione di Kissinger: il quale pensò bene di dar vita anche ad un altro organismo, stavolta a stretto contatto con il Consiglio di Sicurezza Nazionale: si trattava del ‘Ad Hoc Group on Population Policy’, a cui spettava di elaborare le politiche più spinte tra quelle contenute nel ‘Memorandum 200’: che non pochi esperti hanno definito come ‘politiche genocide’.

Gli anni seguenti sono in grado di documentare l’efficacia di quelle lontana – ma oggi ancor più attuale che mai, con l’aria che tira – ‘terapia’ elaborata e attuata dai sempre tanto ‘democratici’ americani.

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