A Napoli: perché?

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Se molto si è viaggiato, per lavoro o per diletto e si è napoletani di nascita, di lunga permanenza, è ragionevole condividere l’idea, probabilmente campanilista che all’indubbio fascino di città d’arte come Firenze, Parigi, Madrid, Mosca, Praga, moderne come Berlino, metropoli ciclopiche come Pechino, fa difetto la condizione geografica di luoghi non bagnati dal mare. Esagerando: se ci si trattiene per qualche tempo, manca qualcosa e forse lo si percepisce a stento, ma si riconosce l’effetto sull’umore. Non c’è il mare, quieto o imbronciato, imbiancato da marosi, blu, verde o grigio, in sintonia con i colori del cielo. Opprime il vuoto dell’ampiezza delle acque che incontrano l’orizzonte e dell’idea di libertà, di profondità, di suggestioni mai uguali. Già, ma quanti napoletani, ingabbiati nel cemento della speculazione edilizia, esclusi dal rapporto diretto con le meraviglie del golfo, dimenticano di vivere in una città di mare? Molti, è vero, ma a tutti, proprio a tutti, anche se il dialogo con il golfo non è permanente, basta coglierne un tratto, magari nel breve spazio tra due palazzi, per rinnovarlo quanto basta a sentirsi partenopeo. È anche questo che incuriosisce, suggestiona e affascina chi scopre l’unicità di Napoli e dei suoi abitanti.

Il privilegio di abitare, per esempio, in cima alla rampa del parco Grifeo, di destarsi ogni mattina e scoprire ‘il mare com’è’, da qualche giorno è disturbato dall’invasione del tratto a metà tra il Castel dell’Ovo e Mergellina  della ‘Truman’, smisurata portaerei della marina americana  raccontata dai quotidiani made in Naples come fenomeno bellico, a propulsione nucleare, con dotazione di ‘armi di distruzione di massa’, peso 100mila tonnellate, lunghezza 300 metri, predisposta per ospitare 75 aerei ed elicotteri  offensivi, cinquemila militari. La città militare navigante viaggia con una scorta di sei imbarcazioni e sottomarini. La sua immagine minacciosa infliggerà fino a sabato il timore per quanto avviene di disastroso a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, per il coinvolgimento dell’Italia, dell’Europa, degli Stati Uniti. Perché consentire la deroga al veto posto da Napoli alla presenza di navi da guerra a propulsione nucleare nelle acque del golfo, chi ha detto ‘sì’ alla marina americana e perché, cosa motiva che pagine di giornali, siano ‘sprecate’ nella descrizione della Truman, delle sue attrezzature belliche, del ruolo di Napoli, strategico per la dislocazione militare degli Usa, dei suoi comandi operativi?

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