CASALESI / LE MANI DEI CLAN SU FERROVIE & AEROSPAZIO 

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I Casalesi son tornati.

Ma se ne erano mai andati?

E, soprattutto, come mai li ritroviamo alle prese con gli stessi business ‘storici’, di tanti anni fa, e spesso con gli stessi protagonisti in campo, al massimo cugini o nipoti?

E ancora. Come mai la magistratura, gli inquirenti, sono stati con le mani in mano per tanti anni, ad osservare la crescita smisurata delle loro fortune, senza adottare i minimi provvedimenti necessari?

Vediamo le ultime, incredibili storie.

Le mani dei Casalesi sugli appalti per i servizi delle rete ferroviaria”, titolano in queste ore i media in Campania. 17 in galera e 17 ai domiciliari, ben compresi alcuni ex papaveri di ‘Rete Ferroviaria Italiana’, RFI per i suoi fans, ossia il braccio operativo delle nostre FS, attiva su tutto il fronte degli appalti.

Un terreno sempre molto fertile, quello griffato FS. Fin dai lontani tempi in cui al vertice sedeva il calabrese Ludovico Ligato, freddato da uomini di rispetto ad agosto del 1989, dopo che l’anno precedente era stato costretto a dimettersi per lo scandalo delle ‘lenzuola d’oro’.

Da allora in poi una sequela di storie che vedono sempre i clan di ‘ndrine e camorra dettar legge, soprattutto su un fronte: quello degli appalti per le pulizie. Sempre negli anni ’80 dominavano la scena le imprese legate al clan Nuvoletta di Marano, regolari aggiudicatarie di appalti all’epoca a molti zeri.

Ma veniamo ad oggi. Gli appalti stavolta finiti nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli riguardano ‘centraline di sicurezza’ e ‘lavori di pavimentazione stradale’. Ai funzionari coinvolti – secondo i primi accertamenti – venivano di prassi donati, in occasione dei bandi di gara per gli appalti, “gemelli d’oro cartier” oppure “soggiorni da oltre 9 mila euro in costiera sorrentina”, tanto per gradire. Le forze dell’ordine hanno effettuato un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 50 milioni di euro.

La società, RFI, che si ritiene parte lesa e a questo punto si costituirà – incredibile ma vero – parte civile, assicura: “Da tempo stiamo rafforzando azioni contri i tentativi di infiltrazione criminale negli appalti”. Da tempo? Come mai, allora, la musica è sempre la stessa da più di trent’anni?

Tra gli arrestati fanno capolino nomi ‘eccellenti’. Come quelli di Nicola Schiavone e Dante Apicella, già coinvolti nel famoso maxi processo ‘Spartacus’ di tanti anni fa. Nicola è fratello di Vincenzo: ed entrambi sono cugini del ben più noto Francesco Schiavone, alias ‘Sandokan’.

Passiamo alla seconda inchiesta, che riguarda un altro settore ‘storico’ per la camorra, quello dei rifiuti, più o meno tossici.

Stavolta la Direzione Distrettuale Antimafia indaga su 11 soggetti e ne ha arrestati 5.

Nel mirino dei casalesi, stavolta, un’altra star del firmamento imprenditoriale, il CIRA, ossia il ‘Centro Italiano Ricerche  Aerospazionali’, da decenni attivo a Capua. E anche stavolta i capi di imputazione riguardano corruzione e turbativa d’asta, con riferimento a gare d’appalto per la realizzazione di una serie di manufatti.

Nella rete degli inquirenti, oltre ai soliti funzionari solleticati dai cadeau in vista dei bandi, anche due vecchie conoscenze della DDA: ossia i fratelli Orsi, Sergioe Adolfo.

Già saliti alla ribalta delle cronache una quindicina d’anni fa per le acrobatiche performance di una loro sigla, ‘Ecoquattro’, capace di far man bassa di appalti pubblici sul fronte della raccolta di rifiuti in molti comuni del casertano. Riuscivano a tessere ottimi rapporti, gli Orsi, sia con le amministrazioni di centrodestra che di centrosinistra, in modo perfettamente bipartizan. Tanto da riuscire ad arruolare, nel loro staff, persino alcuni assessori: come successe, per fare un solo esempio, a Sessa Aurunca, dove il premuroso assessore di turno venne assunto dalla generosa ‘Ecoquattro’.

Siamo alle solite. Come mai nessuno, in 15 anni, si accorge di niente? Stiamo parlando delle manovre non intorno ad una piccola stazione di servizio: ma al CIRA, il più grosso centro di ricerche aerospaziali a livello italiano.

Misteri di casa nostra…

 

 

Nella foto la sede del Cira

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