Parental control, un altro please

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Se in casa circolano figli in età puberale, ai genitori preoccupati per l’ignobile paccottaglia di programmi trash o troppo violenti, eccessivamente ‘disinvolti’ nel proporre erotismo prossimo alla pornografia, viene in soccorso il dispositivo ‘parental control’ ed oscura la visione. Sfortunatamente non c’è come attivare un ‘parental control’ per impedire lo scempio che per tre quarti della settimana propone informazione politica. Per non pubblicizzare oltre il lecito questo buco nero, nerissimo, del giornalismo televisivo, è bene limitarsi a elencarne i titoli, tutti made in Rete 4 del network berlusconiano, responsabile di aver livellato molto in basso lo standard politico e culturale di gran parte degli italiani, o peggio, di amplificare le voci stonatee della destra: dunque alla domenica ‘Zona bianca’ di Giuseppe Brindisi, che ha concesso a Lavrov, numero due del Cremlino, un comizio infarcito di menzogne (Hitler ebreo, ebrei antisemiti…). Merlo (rubrica lettere di Repubblica) ha definito l’intervista-monologo una “difficile, vera pagina di giornalismo”. Forza Italia (Tajani) come capita di frequente, prova a tenere un piede nella scarpa della solidarietà all’Ucraina e uno in quella di Lavrov, cioè di Putin, in memoria delle bisbocciate al bunga-bunga nella tenuta sarda di Berlusconi: le minacce all’Italia? “Normale”. Il ‘fattaccio’ Lavrov fa il paio con l’assurdo di un altro dispensatore di scempiaggini (Orsini, professorino della Luiss). Iin uno di questi programmi spazzatura ha sparato la colossale bugia della colpa di Inghilterra e Francia per lo scoppio della seconda guerra mondiale.  Tutto qui nel pio desiderio di cancellare Rete 4? Eh no, a ‘Zona bianca’ fanno eco dal lunedì al giovedì sera ‘Quarta Repubblica’ di Nicola Porro, l’ineguagliabile, vergognoso ‘Fuori dal coro’ di Mario Giordano, ‘Controcorrente’ di Veronica Gentile, ‘Diritto e Rovescio’ di Paolo Del Debbio indicato dalla ‘geniale’ Meloni (che ha proposto di abolire la bocciatura degli alunni asini) come ministro del governo con lei premier. In margine al questa nota c’è da segnalare lo sconcerto di La7, dell’  incompatibilità di Mentana con ‘Non è l’Arena’ di Giletti, che di recente ha interloquito a lungo con l’incredibile Santoro in avanzato di smarrimento intellettuale e con l’Orsini russofano. Consola che Mediaset sborsi un consistente malloppo di euro per tenere in piedi le suddette rubriche, a fronte di ascolti, in prima serata, al di sotto del milione di telespettatori evidentemente masochisti. Fosse il dato numerico di serate spettacolo, fiction, spettacoli d’intrattenimento, il ‘Biscione’ li avrebbe spenti dopo la prima puntata. Sopravvivono solo perché uffici stampa della destra.

Sputtanata la finta solidarietà di Salvini per l’Ucraina aggredita da Putin.  L’ondivago leghista, schierato pur senza convinzione con Zelenski, si è pentito dello sgarbo inflitto all’amico Putin e agli interlocutori russi di affari milionari non proprio trasparenti. Come ‘penitenza’, ha fatto richiesta al Cremlino di accogliere la richiesta di una visita a Mosca, accompagnato da una delegazione di ‘carrocciari’. Sarebbe il nono viaggio di Salvini in Russia in pochi anni. Il lupo (lupo, poi…) perde il pelo, non il vizio e fa il gioco dell’arrembante Meloni, del suo essere destra alla Le Pin, cioè diretta discendente della Fiamma Tricolore, del neofascismo mai completamente sradicato dall’Italia, delle adunate oceaniche di fascisti e simpatizzanti plagiati da Mussolini. A cantare in puro italiano non restano che Toto Cotugno e per fortuna, in tutto il mondo, le mille versioni di ‘Bella ciao’.

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