JOE & HUNTER BIDEN / I MEDIA AMERICANI DENUNCIANO GLI AFFARI PRESIDENZIALI IN UCRAINA 

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Clima sempre più bollente, negli Stati Uniti, intorno alla dinasty presidenziale, formata dal capo della Casa Bianca, Joe Biden, e dal rampollo Hunter Biden.

Al Congresso Usa stanno per aprirsi cinque filoni d’inchiesta sui ‘dirty business’coltivati dai due nell’ultimo decennio, dalla Cina fino all’Ucraina, oggi nell’occhio del ciclone.

Ecco cosa scrive il ‘New York Post’: “In cima alla lista ci sono i controversi rapporti d’affari all’estero di Hunter – alcuni dei quali hanno coinvolto la ‘Bank of China’ controllata dallo stato e altre società legate al governo cinese – e il loro potenziale impatto sulla sicurezza nazionale. I repubblicani vogliono sapere se il presidente Biden ha potuto realizzare un ‘guadagno finanziario’ o abbia avuto un ruolo negli affari di suo figlio, come affermato dall’ex socio in affari di Hunter Biden, Tony Bobulinski”.

Tony Bobulinski. In alto i Biden, padre e figlio

Prosegue la ricostruzione del quotidiano: “Nell’ottobre 2020, Bobulinski ha confermato la speculazione, secondo cui l’anziano Biden era il ‘ragazzo grosso’ per il quale il 10 per cento dei potenziali profitti di una joint venture con il conglomerato cinese CEFC China Energy sarebbe stato detenuto da suo figlio e ha anche affermato che il futuro presidente ‘era chiaramente familiare, almeno ad alto livello, con i cinesi’”.

Denuncia ancora il ‘New York Post’: “Il senatore Ron Johnson del Winsconsin, che con il senatore Chuck Grassley dello Iowa, ha pubblicato un rapporto del 2020 sugli affari di Hunter Biden, ha detto che la cosa numero uno che vuol sapere è perché l’allora vicepresidente Biden ha incontrato l’ex socio in affari di suo figlio, il truffatore e super condannato Devon Archer, alla Casa Bianca nel 2014”.

 

INCONTRI PERICOLOSI…

Un incontro tira l’altro. E il quotidiano newyorchese incalza: “L’ex presidente di ‘Rosemont Seneca Partners’, Eric Schwerin, avrebbe visitato la Casa Bianca almeno 19 volte. Nel frattempo, il membro della commissione della Camera, James Comer, e altri 14 colleghi,   hanno chiesto a Eric Schwerin di consegnare i documenti di tutte le sue comunicazioni che coinvolgono il presidente Biden e Hunter Biden dal 2009 – quando Joe Biden è diventato vicepresidente – e un elenco delle posizioni di Schwerin nelle società della famiglia Biden”.

Eric Schwerin

Rosemont Seneca Partners’ è strettamente collegata alle sigle griffate Hunter Biden che si sono occupate, tra l’altro, di finanziare i biolaboratori militari segreti installati, a partire dal 2014, dagli Usa in Ucraina, una delle ‘bombe’ più sporche e pericolose, e tra i motivi preminenti del conflitto sempre più intenso tra Usa (più NATO) e Russia.

Stando sempre al ‘New York Post’, “Wikipedia avrebbe rimosso la voce per Rosemont Seneca Partners’, lo società di investimento collegata ad Hunter Biden”.

Papà Bush ha sempre sostenuto di essere totalmente all’oscuro circa gli affari del dinamico figliolo. Però, è stato costretto ad ammettere di aver esercitato ‘pressioni’ sui vertici politici ucraini affinchè venisse estromesso dalle indagini lo scomodo procuratore generale che stava indagando sui torbidi affari legati a ‘Burisma’, l’Eni ucraino, ossia il colosso energetico nel cui board è entrato a far parte, con un appannaggio mensile da 50 mila dollari, nientemeno che Hunter Biden. In rappresentanza chi che?, si era chiesto il procuratore-ficcanaso, di quali affari & connection?

Non finiscono certo qui le acrobazie di Hunter in terra ucraina, e sulle quali finalmente il Congresso americano potrebbe presto far luce, creando non pochi problemi (richiesta d’impeachment prima d’ogni cosa) al numero uno della Casa Bianca.

 

… E MAIL BOLLENTI

Una mail bollente, infatti, sarebbe la prova, la ‘pistola fumante’ in grado di documentare i rapporti tra ‘Burisma’ e ‘Metabiota’, una società che si occupa di biotecnologie, appaltatrice della Difesa americana e coinvolta nel giallo dei biolaboratori ucraini (militari, segreti, almeno 13 quelli ormai ufficiali, una trentina secondo non poche fonti), di cui la Voce si è più volte già occupata, a partire da gennaio scorso.

Ecco cosa scrive il ‘Daily Mail’, a testimonianza che una parte della stampa sta finalmente aprendo gli occhi: “Il figlio del presidente e i suoi colleghi hanno investito 500.000 dollari in Metabiota attraverso la loro azienda Rosemont Seneca Technology Partners. Hanno raccolto diversi milioni di dollari di finanziamenti per la società da giganti degli investimenti, tra cui Goldman Sachs. Le e-mail mostrano che Hunter era particolarmente coinvolto nelle operazioni di Metabiota in Ucraina”.

Rincara la dose il ‘Wall Street Journal’, a proposito delle indagini svolte fino ad oggi ‘sotto traccia’ dagli inquirenti americani: “I pubblici ministeri si sono concentrati, in particolare, sui pagamenti di Burisma, che prima sono passati ad una società chiamata Rosemont Seneca Bohai LLC e poi sono finiti al signor Biden. Tra il 2014 e il 2019, Hunter Biden ha ricoperto un posto nel consiglio d’amministrazione di Burisma per il quale è stato pagato circa 50.000 dollari al mese”.

 

ALLARME VIRUS & INFEZIONI

Restando sempre sul terreno – estremamente minato e più pericoloso che mai – dei bioloboratori, va segnalato un significativo summit che si è tenuto ad Astrakhan, uno dei più importanti centri della Russia meridionale. A guidarlo il segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione russa, Mikolai Patrushev. Il quale ha affrontato di petto il tema bollente delle odierne minacce biologiche e delle possibili, letali ‘biologic wars’ future.

Mikolai Patrushev

A suo parere, la questione della bio-sicurezza assume, oggi, una rilevanza particolare, visto che gli Usa “hanno dispiegato i loro laboratori biologici in tutto il mondo, anche in prossimità dei confini della Russia e principalmente in Ucraina”.

La fase decisiva per la creazione dei biolaboratori in Ucraina, sotto il controllo del Pentagono, è cominciata nel 2014, subito dopo il golpe orchestrato dagli Usa e dalla NATO.

Afferma Patrushev: “Nei laboratori biologici dell’Ucraina, gli scienziati militari statunitensi hanno creato virus, batteri, tossine e, in realtà, hanno creato una nuova arma biologica. Abbiamo avuto prove e riscontri di ciò sulla base dei documenti trovati in quei laboratori e finiti nelle nostre mani”.

“Tutto è stato diretto dalla autorità militari americane, con il paravento di attività di ricerca portate avanti dal ‘Centro di ricerca scientifico e tecnico ucraino’. Laboratori simili sono stati dislocati e dispiegati dagli Stati Uniti anche in Georgia, Azerbaigian, Uzbekistan, Kazakistan e Armenia, dove, con il pretesto dell’attività scientifica, conducono attività biologiche militari”.

Secondo il responsabile del Consiglio di Sicurezza, i focolai di malattie infettive, osservati in numerosi paesi, possono essere correlati direttamente alle attività di questi biolaboratori. I rischi di portare agenti patogeni di malattie pericolose dal territorio dell’Ucraina, poi, stanno crescendo in modo significativo e preoccupante.

In aumento anche i rischi di maggior diffusione dell’infezione da coronavirus. Infatti, in alcune regioni meridionali della Russia, l’incidenza del Covid ha superato la media nazionale. Più di un milione e 300 mila residenti sono stati contagiati dal coronavirus nel distretto, dove sono stati registrati circa 40 mila decessi. “Quasi la metà – osserva Patrushev – dei casi di febbre emorragica di Crimea rilevati nel paese, così come un quarto dei casi di febbre del Nilo, si verificano nel Distretto Federale Meridionale. Esiste poi una potenziale minaccia di infezione di animali e uccelli con malattie pericolose, come afta epizootica, rabbia, peste africana, antrace e altre”.

E ammonisce: “Occorre prestare la massima attenzione alla sicurezza antiterrorismo delle strutture impegnate nella produzione, stoccaggio e trattamento di sostanze biologiche, chimiche e radioattive”.

 

 

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