Mal di Tv

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Televisionite: non è nei dizionari della lingua italiana, ma un’indagine dell’Osservatorio che analizza il mondo del piccolo schermo racconta che si tratta di una malattia tutt’altro che rara e nel ‘caso Berlinguer’ endogena, sicuramente non trasmessa geneticamente. Colpisce maschi e femmine contagiati dalla libidine da teleschermo. Un esemplare è ‘Bianchina’ – così ha ribattezzato la figlia del rimpianto leader Pci il folcloristico montanaro Corona -, che ha reso tragi-comico il programma Rai ‘Carta Bianca’. Il sodalizio, che condisce di bizzarria goliardica l’appuntamento di prima serata del martedì di Rai 3, nelle intenzioni di chi firma il palinsesto della Rete dovrebbe competere, ma che sopravalutazione! con i gemelli del parto plurimo adottati dal sistema mediatico per gli approfondimenti, gli uni contro gli altri armati per scalare la graduatoria dell’audience. I Formigli, Floris, Giletti confliggono a colpi di rissa salottiera, con la collaudata tecnica di contrapporre ospiti ‘nemici’ giurati e spiccatamente litigiosi. Vanno su gli indici d’ascolto e si consolida il potere mediatico dei conduttori, affetti appunto da televisionite. Il ‘caso’ della Berlinguer, ’ che farebbe cosa meritoria se abbandonasse il cognome paterno in favore di Manconi, suo secondo marito: ‘Bianchina’, probabilmente allarmata per lo scarso favore di cui gode il suo show parapolitico è andata ben oltre la partnership con l’improvvisato tuttologo Corona e nel solco tracciato a suo tempo  da Maurizio Costanzo con le urla sguaiate e il turpiloquio di Sgarbi,  ha annusato l’aria che tira dalle parti dei belligeranti Putin-Zelenski e ha rapidamente arruolato il sabotatore della condanna per l’aggressione alla Russia, al secolo Alessandro Orsini, conclamato e contestatissimo russofono. Ecco la sua incredibile esternazione, vera e propria sviolinata nei confronti della giornalista russa  Fridrikhson: “Vorrei darle il benvenuto e spero che lei con noi si senta a casa, perché noi nei suoi confronti abbiamo soltanto un grande rispetto. Ci tengo a dirle che io amo il popolo russo, la Russia è un grande Paese, voi potete essere orgogliosi essere russi. Noi abbiamo tante cose da ammirare alla Russia e mi dispiace per le discriminazioni che i cittadini russi stanno subendo in Europa a causa di questa guerra. Io voglio farle sapere che io sono dalla parte dei cittadini russi che vengono discriminati”. All’ospitalità reiterata del   prof proPutin, scivolata via senza contraddittorio, la dissociata ‘Bianchina’ ha dato seguito appunto collegandosi con Nadana Fridrikhson, giornalista russa dell’emittente Zvezda tv, portavoce del Cremlino, che ha definito l’aggressione all’Ucraina “operazione militare speciale russa”,  non guerra o invasione, e ha profittato dell’invito per accusare gli ospiti di ‘Cartabianca’ di muovere gravi insinuazioni nei suoi confronti e verso la Russia.

Chissà, questo evidente esempio di non idoneità a occupare ore della televisione pubblica potrebbe dimostrarsi illuminante per i vertici Rai e spingere in basso l’audience di ‘Bianchina’, per donarle un lauto pensionamento da ex direttrice del Tg3 e più spazio per il privato da condividere con il nuovo marito, una volta guarita dalla ‘telvisionite’.

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