FINTI DEMOCRATICI & PROGRESSISTI / SE LI CONOSCI, LI EVITI

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Un diluvio delle più colossali cazzate – come avrebbe detto Villaggio alle prese con la Corazzata Potemkin e la storica discesa della carrozzina sulla scalinata di Odessa – ieri da mattino a notte inoltrata per i commenti tivvù sul 25 aprile.

Vomitevole il ritornello sulle “perfette analogie” circa la Resistenza dei nostri partigiani di allora e quella degli ucraini oggi.

Una delle poche voci parzialmente fuori dal coro quella (parliamo sempre della tivvù spazzatura) di Lucio Caracciolo che nel salottino di Lilli Gruber ha osato dire: “per favore, non facciamo di tutta erba un fascio. Non sovrapponiamo cose che non c’entrano una con l’altra, come la Resistenza di allora e di oggi”.

Ma la resistenza di chi, oggi?

Dell’Ucraina armata per 8 anni fino ai denti dagli Stati Uniti?

Del presidente-fantoccio Zelensky infarcito di missili e cannoni targati NATO e sempre più ansioso di riceverne vagonate ogni giorno perché il suo popolo vada al massacro “fino all’ultimo ucraino”, come si augurano Joe Biden & C., felici come una Pasqua nell’infliggere colpi al nemico di sempre, l’odiata Russia del macellaio Putin da far fuori costi quel che costi?

Apre di mattina il tema Sergio. Ecco le parole di Mattarella: “Oggi c’è concordia tra gli storici nell’assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono ad un’invasione straniera, frutto dell’arbitrio e contraria al diritto, oltre che al senso stesso di dignità. Tutto ciò è un pericolo non solo per l’Ucraina ma per tutti gli europei”.

E il Mattino riferendosi alle accorate parole del Mattarella 2, così titola: “Bella Ciao per Kiev dal Sud partigiano”.

Ma quali strampalati ‘storici’ frequenta il nostro Capo dello Stato?

Facciamo un salto in Francia, per i commenti al Macron 2, visto che siamo in vena di replicanti ai vertici dei nostri sempre più  ‘sgarrupati’ Stati, ridotti – è proprio il caso di dirlo – in stato comatoso.

Il commento più azzeccato è uscito dalla bocca di un marocchino, intervistato nella banlieu parigina dove il voto s’è diviso a metà, tra Melanchon e astensione, l’unica scelta (l’astensione) al ballottagio: “Ma dovevamo scegliere tra il Covid e il colera?”. Qualcuno, restando in tema, è stato più drastico: “Tra peste e vaiolo?”, riferendosi all’opzione Lepen-Macron.

Ha ragione Stefano Montanari quando diagnostica: “questo è il risultato dei sistemi occidentali. Quando sei costretto a scegliere per il leggermente meno peggio”. E la libertà va a farsi benedire: calpestata, oltraggiata, vilipesa come uno straccio inutile, al pari della democrazia (ormai in Occidente un guscio sempre più vuoto) e la giustizia sociale, una chimera, visto che le elite al potere se ne strafottono non solo più degli ultimi e dei poveracci, ma anche di una bella fetta di quella che una volta si chiamava ‘middle class’, e da noi ‘piccola borghesia’, ora ridotta allo stremo.

Non vi basta, come esempio, la Francia? Bene, allora voliamo negli Usa, dove l’ultimo confronto presidenziale ha visto fronteggiarsi l’uscente Donald Trumpe lo sfidante Joe Biden. Anche stavolta siamo al dilemma tra peste e colera. Possibile che   nei tanto democratici States non ci sia la chance, per milioni e milioni di americani, di essere rappresentati? Che i diritti di mezza collettività e passa a stelle e strisce non siamo tenuti in alcun conto?

Dobbiamo dircelo chiaramente, senza paura: fa sinceramente più schifo un ‘democratico’ solo di nome e oggi guerrafondaio fino alle estreme conseguenze come Biden di un pazzoide narcisista come Trump.

Peggio uno che si spaccia per progressista e democratico senza esserlo minimamente, e facendo esattamente il contrario, servendo la ‘causa’ totalmente opposta, rispetto a un tipo che è e si proclama conservatore, sovranista, populista o quel che preferite, senza poi fingere tanto.

Sappiamo che la Lepen è una pericolosa fascista; ma non teniamo in giusto conto tutti i pericoli di un finto democratico come Macron, non a caso votato dai ricchi, dai centri, non dagli ultimi e dalle periferie.

Il problema vero, unico, è che una Sinistra autentica, reale non esiste.

E’ morta e sepolta, e non se ve ne vede neanche il lontano profilo all’orizzonte.

E’ di quella che c’è bisogno: urge trovarla, a qualunque costo.

Con uomini nuovi, non controfigure o figuri taroccati.

Figurarsi, oggi siamo costretti ad assistere alla sceneggiata Letta-Speranza per rifare una sinistra, a campo più o meno largo: con loro, i loro lacchè e quelli che hanno già illuso e rovinato gli italiani per anni come, per fare solo un nome, il D’Alema formato Sarajevo?

Cosa può mai significare di ‘sinistra’, di ‘progressista’ e di ‘democratico’ un Letta qualunque?

Un servo della NATO, non dobbiamo aver paura a urlarlo in piazza, che trova oggi il suo idolo in Mario Draghi, l’ammazza Grecia in sella alla BCE e oggi il becchino della nostra economia e di tutti noi.

Finti democratici & progressisti, come titoliamo: se li conosci li eviti. Ricordate – tanto per rimanere in ‘paralleli sanitari’ – quella   campagna ai tempi dell’Aidsfine anni ’80, primi ’90?

Ora ben peggio di allora.

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