VIVA LA LIBERAZIONE / E LIBERATECI DA LETTA, SPERANZA & C. 

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Viva la liberazione.

Viva la Resistenza, quella vera.

Sono ancora nell’aria le già storiche parole pronunciate da Roberto Speranza al congresso di ‘Articolo 1’, che lo ha stra-riconfermato segretario. “Se si fa la sinistra, noi ci siamo”.

Ma chi era mai Antonio Gramsci? Oppure, in tempi meno remoti, Enrico Berlinguer?

Nani, nanerottoli, di fronte alla statura politica del ministro della Salute, che indica la Via della Speranza per tutta l’Umanità.

Erano decenni e decenni che il Popolo percorreva il deserto in cerca del nuovo Profeta, del Salvatore, capace di inverare il Verbo, di aprire le acque come novello Mosè e di condurre le sue genti verso il Futuro, mostrandoci le sue Tavole. Eccolo, finalmente!

Fuor di metafora, suonano come un’autentica bestemmia – è il caso di dirlo – quelle parole pronunciate da un tipo che non ha mai chiesto perdono al suo popolo, agli italiani, per i crimini in tempo di pace commessi nei primi dieci mesi di pandemia.

Come mai, fino ad oggi, la così solerte Corte dell’Aja non ha inviato nessuna convocazione a Speranza & C.?

Intendendo per C. tutto il governo che ne ha condiviso le scellerate decisioni in tema di contrasto al Covid, quel ‘Comitato Tecnico Scientifico’ che ha – è ancora il caso di dirlo – ‘scientificamente’ dato i numeri per creare panico e depistare dalle cure, da quei farmaci che avrebbero potuto salvare decine di migliaia di vite.

E invece cosa ha fatto il premuroso ministro della Salute? ‘Tachipirina e Vigile Attesa’, le sue magiche parole, che hanno impedito ai medici di somministrate le cure e i farmaci salvavita, che hanno costretto a ricoveri in massa, che hanno intasato le terapie d’urgenza, che hanno riempito di salme camion militari e cimiteri.

C’è voluta, a dicembre 2020, quindi dopo ben 10 tragici mesi di perfetta ‘non-azione’, una ordinanza del Consiglio di Stato a bocciare, in sostanza, quel diktat, consentendo l’uso dell’idrossiclorochina, fino a quel momento addirittura vietato! Quando in Francia il suo uso – fortemente voluto dallo scienziato Didier Raoult – ha salvato migliaia di vite.

Ebbene, su queste basi, con questi uomini vogliamo far rinascere la Sinistra? Roba da matti.

E chi sarà mai l’altro pezzo da novanta dell’alleanza per il futuro?

Enrico Letta, of course. Che in questi due ultimi mesi ha dato il meglio di sé, ha tirato fuori quella passione politica, quella voglia di utopie che mancava da secoli.

Di nuovo, fuor di metafora, il professor venuto dalla Sorbona a miracol mostrare s’è dimostrato il più perfetto scendiletto per le politiche guerrafondaie di Joe Biden e della sua Casa Bianca sempre più armata fino ai denti.

Un perfetto cameriere al servizio completo della NATO, tanto che il suo nome circola con insistenza da qualche settimana per occupare la poltrona che il Segretario generale, il norvegese Jeans Stoltemberg, lascerà tra qualche mese. E lui, il segretario del Pd, è in pole position, insidiato solo dal premier Mario Draghi, stufo del ‘pandemonio’ politico nostrano e incavolato per l’inculata quirinalizia.

Avete sentito, negli ultimi due mesi, una parola di Letta che non sia stata una genuflessione a Biden, un abbraccio a Zelensky, un invito agli alleati e partner UE per spedire sempre più armi in Ucraina?

Avete udito, per caso, una parola in favore di un dialogo (come su tutti fa Papa Francesco), di una trattativa seria, di una diplomazia realmente schierata in campo?

No, solo proclami di guerra. E depistaggio storico sistematico, ben comune a tutta la PD gang. Che un giorno sì e l’altro pure tira fuori la solfa di un Berlinguer tutto pro-NATO, sotto il cui ombrello gli italiani si sarebbero sentiti più al sicuro.

Peccato che Letta, nonostante i tuffi nella Senna e le lezioncine alla Sorbonne, non conosca la storia. Anche la più recente, perché 30 anni sono una bazzecola.

Non rammenta, allora, le formali, precise rassicurazioni fornite nel 1991 da Usa-Francia-Germania-Gran Bretagna alla Russia che la NATO non si sarebbe allargata ad est di un centimetro?

Ed invece, in questi 30 anni, i tentacoli NATO si sono allungati su ben 14 (quattordici, non minutaglie) nazioni che prima facevano corpo unico con la Russia oppure erano sotto la sua influenza.

Non contano niente le basi militari (con tanto di missili puntati) installate in quei paesi? E le decine e decine di biolaboratori altrettanto militari e segreti nei quali si preparano le ‘biologic wars’?

E poi: la cantilena Pd che la resistenza ucraina vale la nostra resistenza! Il battaglione Azov (di pretta marca nazista) paragonato ai nostri partigiani!!

Ai confini della realtà.

Ma dentro i confini della Nuova Sinistra sognata da Letta, Speranza & C. …

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