ECCO L’ULTIMA / SANZIONI A CHI NON SANZIONA LA RUSSIA 

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La sapete l’ultima?

Ci sono paesi che stanno pensando di comminare sanzioni a quei paesi che non le impongono alla Russia.

Per la serie: sanzioni a chi non sanziona.

Ai confini della realtà, in quest’Europa ormai al totale collasso.

Succede ad esempio in Gran Bretagna, dove la rouling class griffata Boris Johnson (ci voleva la guerra per far dimenticare agli inglesi i festini del primo ministro al 12 di Downing street!) sta spingendo per un rapido ricorso alle sanzioni contro la Germania, dove il cancelliere Olaf Scholtz tentenna nell’impugnare l’arma delle ritorsioni economiche contro la Russia.

Ecco cosa scrive, per fare un esempio emblematico, l’editorialista di punta di ‘The Telegraph’, Matthew Lynn: “è necessario imporre sanzioni alla Germania. L’Occidente deve abbandonare i prodotti dell’industria tedesca, automobili, prodotti chimici, macchine utensili e apparecchiature elettriche, se questo paese continua ad acquistare gas dalla Russia”. E, tronfio, aggiunge: “Sebbene la Germania sia una delle economie più potenti del mondo, saremo in grado di sostituire le sue merci: importeremo automobili dalla Francia e dal Giappone, prodotti chimici dalla Corea del Sud o dagli Stati Uniti”.

Il povero Cancelliere Scholz – una delle poche menti politiche pensanti di questo sempre più ‘sgarrupato’ Occidente – è oggi sotto una gigantesca pressione, internazionale ma anche interna.

Sui media tedeschi fanno sempre più capolino i termini di ‘mentitore’, ‘traccheggiatore’.

All’arrembaggio la ministra della Difesa Annalena Baerbock, una Verde che ora scopre (come del resto il suo movimento, i ‘Grune’, un tempo progressista, oggi militar-atlantista) il suo animo bellicista: “ora non è il momento delle scuse – tuona – bisogna inviare molte più armi pesanti a Kiev”.

Scrive il sito ‘Politico.eu’: “Lunedì il ministro degli Esteri Baerbock ha esortato i paesi occidentali a fornire armi pesanti all’Ucraina, mentre ha lanciato critiche velate al Cancelliere Scholtz, che ha ritardato la consegna di carri armati a Kiev”.

Un’esperta di geopolitica e commentatrice di ‘Deutsche Welle News’, Jessica Berlin, è letteralmente scatenata sui social: “Se non siamo disposti a pagare di più per l’energia per difendere la pace di Europa, perderemo la pace in Europa. La libertà dell’Ucraina è la nostra libertà. Atrocità russe, inazione tedesca. L’ho visto arrivare l’8 marzo, ora eccoci qui”.

 

 

Nella foto Boris Johnson

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