CONTRASTO ALLA VIOLENZA / DUE PROGETTI DI RECUPERO NEL LAZIO

Condividi questo articolo

Un approccio diverso, alternativo, innovativo e denso di sensibilità per promuovere il recupero di uomini autori di violenze, sulle donne o sui minori. Non solo: ma anche la concreta volontà di dar vita a due centri di recupero nel Lazio, uno già avviato e l’altro in fase di decollo.

E’ l’idea fortemente voluta da tre realtà che hanno deciso di profondere tutte le loro energie per dare un contributo effettivo in una realtà sociale spesso devastata: si tratta del ‘Comitato per la Legalità e l’Anticorruzione ODV’ (C.L.A.), della cooperativa sociale ‘CREA.TIVA’ e dell’associazione ‘Non solo Chiara’.

Molto istruttiva la storia della prima.

Francesca Toto

Ce la racconta la sua fondatrice e animatrice, Francesca Toto: “Abbiamo raccolto il testimone di due prestigiosa associazioni di volontariato, ‘Mamme Etrusche’ e ‘Comitato Italia Virtuosa’ che in passato si sono occupate di ascoltare donne e minori vittime di violenza. Il C.L.A. ha già all’attivo esperienze con due autori di violenze, giunti al nostro piccolo centro grazie al supporto dell’attività legale di alcuni avvocati penalisti che ci segnalarono i casi. Tra il 2015 e il 2016, presso il carcere di Rebibbia, in occasione di alcuni incontri per il diritto alla difesa con la partecipazione del nostro fondatore, l’indimenticabile Ferdinando Imposimato, ci capitò di incontrare numerosi uomini autori di violenza, che lamentavano anche la mancanza di centri di ascolto, nonché di recupero. Insieme al giudice Imposimato decidemmo di dar loro uno spazio anche nei successivi incontri presso il carcere. Fu immediata la consapevolezza di una ulteriore necessità, un passo in avanti per il genere maschile che aveva maltrattato, ferito, ucciso una donna”.

Continua il racconto: “Fu una esperienza importante. I due uomini che seguimmo, nel corso del 2017-2018, provenivano da tali esperienze. Insieme cominciammo un percorso condiviso e guidato, fatto soprattutto di ascolto, dialogo e confronto. Ad ogni seduta venivano concordati, congiuntamente, quali argomenti sarebbero stati oggetto di quella successiva”.

Ma ecco, più in dettaglio, in cosa consiste il progetto, denominato ‘Cerchi di Luce’.

Si articolerà attraverso due centri, uno a Cerveteri e l’altro a Civitavecchia. Territori scelti con particolare attenzione, perché – come viene dettagliato nel progetto – “sono in grande aumento gli atti di violenza nel distretto Cerveteri-Civitavecchia, per cui riteniamo importante fornire due punti di ascolto e recupero”.

Nei due centri vengono svolte “attività di informazione, accoglienza, ascolto, progetti di recupero, azioni di monitoraggio post educativo”.

Commenta Francesca Toto: “Alla conclusione dei percorsi psico-rieducativi sarà interessante monitorare a quale livello è scesa la violenza fisica ma anche come è mutata quella psicologica. Un aspetto che i nostri centri puntano a non trascurare, poiché costantemente ci giungono segnalazioni di donne a rischio, con una violenza verbale e psicologica che si unisce sempre più spesso a quella fisica ed economica”.

Viene sottolineato nel progetto: “I centri riabilitativi saranno destinati per l’ascolto e la programmazione dei progetti di recupero individuali e di gruppo degli uomini autori di violenza, con un occhio di riguardo anche ad attività per l’eduzione alla legalità. Nei centri riabilitativi verranno offerti colloqui di orientamento e la possibilità di partecipare a gruppi. Lo staff sarà multidisciplinare e sarà composto da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, mediatori, avvocati ed educatori socio-culturali. Il nostro staff possiede consolidate esperienze che potranno essere messe in campo per il contrasto alla violenza di genere”.

Condividi questo articolo

Lascia un commento