TERZA GUERRA MONDIALE / IL PIANO NATO-USA E’ SERVITO

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Adesso il piano è chiaro.

Provocare la Russia in modo che più palese non si può.

Completare quell’azione di accerchiamento partita esattamente 30 anni fa e che oggi giunge al suo apice.

Con il probabile, prossimo ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO, viene impressa una tremenda accelerazione alla possibile terza guerra mondiale, con le devastanti conseguenze che tutti sanno, o almeno dovrebbero sapere.

L’aveva incredibilmente profetizzato nel 2014 (vedi link) Giulietto Chiesa, che per anni è stata una delle colonne della ‘Voce’, con i suoi memorabili interventi: dall’Ucraina partirà la scintilla, da lì avrà inizio la prossima guerra mondiale.

Una profezia che, tragicamente, sta prendendo corpo. Perché non solo l’Ucraina, capeggiata dal presidente-fantoccio   Volodymyr Zelensky, non vede l’ora di fare il suo ingresso nella NATO, ma adesso anche Stoccolma ed Helsinky bussano alla porta. Con una Finlandia ad un tiro di schioppo dalla Russia e la possibilità concreta di missili puntati in direzione Mosca.

La somma, a questo punto, fa 15, o forse 16.

Non stiamo dando i numeri e vi spieghiamo il perché.

Fino ad oggi sono 13 i paesi che prima rientravano nella cosiddetta ‘sfera d’influenza’ sovietica fino al crollo del Muro di Berlino e man mano, a partire dal 1992, sono passati sotto quella di marca NATO.

Alterando profondamente, e soprattutto pericolosamente, un equilibrio faticosamente raggiunto dalle diplomazie internazionali dopo il collasso sovietico.

Si tratta di fatti e vicende storiche, incontrovertibili, oggi sepolte e dimenticate. E chi osa riportarle alla memoria, in queste settimane di smanie guerrafondaie, è un filo-Putin, quindi un macellaio, un criminale, un killer o un genocida, fate voi. Fatti e vicende che ha più volte rammentato, per fare solo un nome, uno storico del calibro di Franco Cardini, certo non un rivoluzionario.

La Voce ne ha scritto poco più di un mese fa in un’inchiesta, che potete leggere cliccando sul link in basso.

Stiamo parlando degli accordi stipulati nel 1991 tra 4 potenze mondiali: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania. In base a quegli accordi, proprio per non provocare la Russia e non destabilizzare il quadro politico internazionale, venne deciso che la NATO non avrebbe oltrepassato neanche di un centimetro il confine dell’Oder. In sostanza, nessun allargamento verso Est, nessuna minaccia alla Russia. I documenti di quegli accordi sono stati trovati da un reporter del settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ nel grande archivio storico di Londra: erano stati ‘desecretati’ nel 2017 ma fino ad oggi nessuno li aveva mai né visti né letti.

Patti letteralmente calpestati, nel corso di questi 30 anni, dagli Stati Uniti e dai suoi fedeli alleati: tanto che ben 13 paesi sono passati sotto l’ombrello NATO, sia nazioni europee un tempo vicine all’Urss, sia ex repubbliche sovietiche.

E prendiamo proprio il caso dell’Ucraina. Pur non facendo (ancora) parte della NATO, gli Stati Uniti sono riusciti a piazzare sul suo territorio ben 13 biolaboratori militari & segreti, in cui vengono condotte ricerche border line su virus mortali: insomma 13 Wuhan disseminate in Ucraina.

Lo stesso è successo, per fare altri due esempi geograficamente non lontani, con la Georgia e il Kazakistan: anche qui biolaboratori militari americani a go go, con licenza di uccidere (cavie umane locali) e di infestare.

Più volte Putin ha denunciato l’accerchiamento. Più volte ha chiesto la demilitarizzazione, ad esempio, dell’Ucraina. E la ‘denazificazione’, viste le famigerate imprese del Battaglione Azov: quellì sì autentici crimini, e in tempi di pace, visto che lo sterminio di 15.000 ucraini filo russi a partire dal 2014 per i media occidentali non conta. Sono morti di serie B.

Adesso la ciliegina sulla torta.

L’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO, sognato da Biden & C., è il primo atto verso il terzo conflitto mondiale.

E la nostra povera Italia starà come al solito a guardare, accovacciata ai piedi del Padrone Amerikano?

 

P.S. Ultimissime. Gli Stati Uniti hanno deciso – aderendo agli appelli griffati Zelensky – di inviare un gigantesco quantitativo di sofisticate armi offensive agli ucraini, per quasi 1 miliardo di dollari. Non basta: perché è previsto il prossimo sbarco a Kiev di super-militare (sotto le vesti di ‘capo di gabinetto’, sic) per coordinare la nuova ondata bellica. E ‘falco’ Blinken parla esplicitamente di guerra per ‘almeno tutto il 2022’. Guarda caso, in concomitanza con elezioni americane di medio-termine, strategiche per il futuro di Joe Biden.

 

 

 

Link

 

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