Nuclear world, ‘si salvi chi può’

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Il simpatico e ‘pacifico’ Putin non esclude il ricorso ad armi nucleari: ipotesi ‘normale’ per lui e i guerrafondai suoi compagni di cinismo bellico (incluso il circolo di cosiddetti intellettuali italiani fuori di testa a caccia di visibilità) se messi alle strette, cioè in speciali evenienze, ad esempio per l’urgenza di metter fine a guerre senza sbocchi. Certo, è cosa di settant’anni fa e ne hanno consapevolezza solo uomini e donne con i capelli d’argento, ma come cancellare dalla memoria storica il crimine senza uguali di trecentomila uomini, donne, bambini, uccisi dalle atomiche sganciate da bombardieri americani sul Giappone? Come osare la replica dell’omicidio di massa che pesa (non abbastanza) sulla coscienza degli Usa che la pubblicistica, mentendo, definiscono come il più democratico del mondo? Stati Uniti, Cina, Russia, India, e un numero incredibilmente pericoloso di Paesi, hanno nei loro arsenali ordigni nucleari potenzialmente pericolosi per la sopravvivenza del pianeta e vantano la potenza dei loro ordigni come deterrente nel braccio di ferro che finora, per fortuna, non ha trasformato le minacce in guerra atomica. E noi, siamo una potenza nucleare? Sì, anche se per vie traverse, in quanto costretti a fornire ‘location’ per bombe atomiche (in obbedienza agli ‘alleati’ americani). Quante, dove, perché? Ci obbligano lo status di membri della Nato, longa manu militare degli Usa nel mondo occidentale, il programma che con enfasi patriottica è detto ‘deterrenza nucleare dell’Alleanza’, “per difendere la pace2 (!).  Bombe ‘H’, oltre che negli Stati Uniti sono ‘ospitate’ da Gran Bretagna e Francia, ma anche dall’Italia e da altri Paesi europei. Noi, l’avreste mai immaginato, ne deteniamo da 70 a 90, ad Aviano, (Pordenone, Friuli Venezia Giulia), e a Ghedi, (in provincia di Brescia, Lombardia).

Terrorizzato all’idea di una guerra nucleare, chi se lo può permettere ha investito ingenti capitali per dotarsi di rifugi antiatomici. Il ‘West Star’ nel borgo di Affi, ex sede nato, in provincia di Verona è il bunker più grande d’Italia, nelle viscere del monte Moscal: 13 mila metri quadrati a 150 metri sottoterra, unico capace di resistere alla potenza di 100 chilotoni, 5 volte tanto la bomba sganciata su Hiroshima. Può ospitare fino a 1000 persone, ma le bombe attuali raggiungono i 10 megatoni, cioè 100 volte di più dei 100 chilotoni. Se si pensa che quella sganciata su Hiroshima era di 15 chilotoni…Anche bombe meno potenti, dai 40 ai 70 chilotoni, spazzerebbero via una città come Milano. Nelle viscere di Soratte, a poca distanza di Roma, c’è un bunker pensato per difendere le alte cariche dello Stato da un attacco atomico.

Chernobyl, da ‘zona morta’ a ‘zona strategica’ Soldati russi contaminati dalle radiazioni nucleari. Notizia choc dei media bielorussi: “Molti soldati sono stati portati via da Chernobyl con gravi sintomi provocati dall’esposizione ad alte dosi di radioattività. Sono ricoverati nel Centro repubblicano bielorusso di ricerca per la medicina delle radiazioni e l’ecologia umana con l’obiettivo di salvare la loro la vita”. Il ministero dell’Ambiente ucraino ha dichiarato che nei pressi della centrale nucleare sono stati individuati trentuno incendi e la contaminazione radioattiva è in aumento”. Il via, vai di camion carichi di militari russi contaminati, che presentano sindrome da radiazioni acute, sarebbe incessante.

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