EMMANUEL MACRON / A 10 GIORNI DAL VOTO, I GIALLI “ROTHSCHILD”, “PFIZER” E “MCKINSEY”    

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Piove sul bagno per Emmanuel Macron a meno di un mese dalle votazioni per scegliere il capo dell’Eliseo.

Non bastano le quotidiane telefonate con Vladimir Putin, per ritagliarsi uno strategico ruolo internazionale nel complesso scacchiere della crisi ucraina, a placare la bufera che si sta addensando sui cieli francesi, per via di una serie di scandali, vecchi e nuovi.

Il senato francese

Può però contare, Macron, sullo scarso appeal esercitato dagli avversari sull’elettorato, tutti ben al di sotto di quanto gli viene accreditato nei sondaggi, quel 30 per cento che li tiene a debita, notevole distanza, almeno dieci punti sulla storica avversaria, Marine Le Pen, con la quale dovrebbe poi confrontarsi al ballottaggio, con il plebiscitario favore dei pronostici.

Cosa mai potrebbe fermare la sua quasi scontata vittoria? Secondo la gran parte degli opinionisti non corre grossi rischi.  Anche se gli scandali pesano, possono fargli perdere qualche punto, ma non in modo tale da impedirgli un secondo mandato per l’Eliseo.

Vediamo di cosa si tratta.

 

IL GIALLO ROTHSCHILD

Torna a galla la ‘Rothschild-story’, una vicenda di dieci anni fa, quando era un illustre funzionario della consociata transalpina della grande banca d’affari a stelle e strisce, ossia ‘Rothschild France’.

Nel 2012 si è occupato direttamente di una mega operazione finanziaria, relativa all’acquisto del settore ‘alimentazione infantile’ di Pfizer da parte di Nestlè. Operazione tra due autentici colossi, ognuno nel proprio campo: per un valore da ben 9 miliardi di euro. Ufficialmente la sua ‘parcella’ si è limitata a 3 milioni di euro, una bazzecola a fronte di una transazione di quelle colossali dimensioni, orchestrata nei lussuosi studi di ‘Rothschild France’

E ora ribalzano, sul web, dei dubbi. Ne scrive, ad esempio il sito ‘Off-Investigation’. La prima perplessità riguarda quell’importo, da non pochi ritenuto troppo esiguo. La seconda concerne la dichiarazione dei redditi presidenziali: dove quella cifra, pur ‘piccola’ e ammessa dallo stesso Macron, non figura nella dichiarazione dei redditi. E allora?

Karim Tadjeddine

Ricostruisce ‘l’Humanitè’, un tempo molto vicina all’ormai semi scomparso partito comunista francese: “Nell’aprile 2012, Emmanuel Macron ha avuto un ruolo assolutamente chiave in quel grande affare che è stato l’acquisizione del ramo nutrizione infantile di Pfizer da parte di Nestlè per oltre 9 miliardi di euro. Secondo i dati che circolano nelle banche di investimento, per un’acquisizione come questa, la banca che l’ha effettuata riceve tra lo 0,5 e l’1,5 per cento dell’importo dell’operazione. Rothschild avrebbe quindi ricevuto tra i 45 e i 135 milioni di euro. Emmanuel Macron era in prima linea in questo affare. Fu lui a fare di Nestlè un cliente dei Rothschild e poi, in un fine settimana, a fare la proposta decisiva, mentre le trattative tra Pfizer e Danone andavano a rotoli. Pertanto, le nostre fonti stimano che molto probabilmente avrebbe ricevuto tra i 5 e i 10 milioni di ‘benefici’”.

E sul web infuria il leit motiv: “Macron avrebbe nascosto danaro in nero nei paradisi fiscali quando lavorava in banca Rotschild Francia, non dichiarandolo all’Alta autorità per la trasparenza”.

Come verrà adesso gestita la più che intricata matassa? Cosa dice il fisco francese? E la magistratura sta a guardare?

 

IL CASO MCKINSEY

Ma c’è un altro incubo che tormenta i sonni presidenziali. Si chiama ‘McKinsey’ e, guarda caso, tira in ballo di nuovo Pfizer. Gli scherzi del destino.

Sta seguendo il caso, passo passo, un ottimo sito francese di ‘controinformazione’, ‘Le Media en 4-2-4’.

Per dar subito un’idea della portata di tutta la vicenda, viene tirata in ballo un po’ tutta la politica governativa di questi anni, affidata, appaltata e consegnata in gran parte a società di consulenza che la fanno ormai da padrona. Tra esse primeggia la star ‘McKinsey’ che ha totalmente gestito la pandemia in Francia e soprattutto la campagna vaccinale. Da rammentare che ‘Mc Kinsey’ ha gestito un’altra importante campagna: quella di Macron alle precedenti presidenziali finite con il suo trionfo, grazie alla costruzione dal nulla, in pochi mesi, del suo movimento, ‘La Republique En Marce’.

Molto sta emergendo da una serie di audizioni che si sono svolte e ancora si stanno svolgendo in Senato, dove viene redatto un ‘Complement d’Enquete’.

Vediamo alcuni passaggi della prima inchiesta, comparsa sul sito il 27 marzo.

“Fu negli archivi del ministero dell’Economia e delle Finanze, che custodiva i documenti comprovanti la truffa, che i senatori andarono a perquisire due volte. La loro indagine attesta che l’azienda McKinsey non ha pagato le tasse sulle società in Francia per almeno 10 anni. McKinsey aveva realizzato un fatturato di 329 milioni di euro in Francia nel 2020, di cui circa il 5 per cento nel settore pubblico. Il meccanismo utilizzato da McKinsey è quello del ‘transfer pricing’, che consente a una società madre (domiciliata nel Delaware, noto paradiso fiscale) di fatturare nuovamente le proprie controllate affinchè i costi arrivino ad un risultato negativo. Questa pratica è pianificata, ma la domanda è se sia convalidata dall’amministrazione fiscale. Il processo di McKinsey sarà sia di elusione fiscale che di amministrazione fiscale. Si intravede anche la collusione di un presidente la cui campagna è stata gestita da McKinsey e le sue decisioni politiche e commerciali sempre a favore di Pfizer”.

Laurent Fabius

Prosegue la lunga ricostruzione dei bollenti fatti: “In un comunicato stampa del 25 marzo 2022, il Senato ha annunciato di aver sporto denuncia contro il sig. Karim Tadjeddine, direttore associato di McKinsey, per sospetto di falsa testimonianza, sotto giuramento, davanti alla Commissione d’inchiesta sulla ‘crescente influenza di società di consulenza in materia di politiche pubbliche’ ai sensi dell’articolo 40 del codice di procedura penale. In ottemperanza alla separazione dei poteri, spetta ora ai tribunali pronunciarsi su questa relazione del Senato”.

Il reportage del 27 marzo così si conclude: “La gestione della strategia vaccinale è stata affidata a McKinsey e la legge relativa alla gestione della crisi sanitaria giudicata conforme alla costituzione dal Consiglio costituzionale presieduto da Laurent Fabius, padre di Victor Fabius, direttore associato di McKinsey. Emmanuel Macron è stato eletto grazie a McKinsey, le sue decisioni a favore di Pfizer sono state gestite dalla stessa azienda, responsabile della campagna pubblicitaria Pfizer a favore degli oppiacei (500.000 morti negli Stati Uniti)”.

 

COME PRIVATIZZO LO STATO

Passiamo alla seconda puntata dell’inchiesta, pubblicata da ‘Le Media en 4-2-4’il 30 marzo. E’ dedicata soprattutto al gigantesco ruolo svolto dalle società di consulenza nella Francia griffata Macron, che ha praticamente affidato nelle loro mani il funzionamento dello Stato: un privatizzazione che più totale non si può.

Ecco l’incipit: “Il Senato denuncia la costosa intrusione di imprese private che consigliano lo Stato nella sua strategia, la sua organizzazione e le sue strutture informatiche. Poco conosciute al grande pubblico, si chiamano Accenture, Bain, Boston Consulting Group (BCG), Capgemini, Eurogroup, EY, McKInsey, PwC, Roland Berger o Wavestone e impiegano 40.000 consulenti in Francia. Sotto la presidenza Macron, le spese di consulenza dei ministri sono aumentate da 379 milioni di euro nel 2018, a 539 milioni nel 2019, 617 milioni nel 2020 e 893 milioni nel 2021”.

“Non solo McKinsey si è rimpinzato (e non è l’unico), ma non paga le tasse in Francia da almeno 10 anni. Durante una conferenza stampa in campagna elettorale, Macron è stato costretto a rispondere ad una domanda sulla relazione del Senato: afferma che i bandi sono trasparenti. Bugie! La trasparenza dei bandi, infatti, non c’è più, dalla creazione da parte dello stesso Macron, nel novembre 2017 (non ha perso tempo!), della ‘Direzione Interministeriale per la Trasformazione      

Pubblica’. Il DITP concentra i bandi di tutti i ministeri e li tiene segreti. Perché Macron si è precipitato a nascondere le offerte?”.

Il reportage, a questo punto, entra maggiormente nei dettagli e fa nomi e cognomi di svariati consulenti d’oro. Vediamoli in rapida carrellata.

 

CONSULENTI D’ORO

Mael de La Lande de Canal è uno dei consulenti McKinsey incaricati di supportare il governo sulla vaccinazione contro il covid. E’ stato eletto presidente del Consiglio dipartimentale del Finistere (5.639 euro al mese), ma abbasserà questa remunerazione del 5%, sicuramente per probità. Sono entrati in politica altri McKinsey, con la casacca di ‘La Republique en  Marche’ ovviamente: Guillaume de Ranieri, Paul Midy. Alexandra Dublanche è diventata vicepresidente della regione dell’Ile de-France”.

Non è finita qui. “Guillaume Kasbarian, allora manager di PMP ed ex consulente di Monitor, ricorda: ‘Sono stato dietro Macron dal primo giorno’. Divenne deputato di La Republique en Marche per Eure-et-Loir”.

Eccoci, più in dettaglio, ai tentacoli della piovra McKinsey, secondo la minuziosa ricostruzione del sito ‘contro’.

McKinsey è al Dipartimento della Salute. Il 23 dicembre 2020 Mael de Calan, partner associato di McKinsey, ha presentato la strategia vaccinale adottata dal governo, le date della campagna vaccinale, le consegne programmate dei vaccini e il circuito logistico studiato per la loro distribuzione. Costo: 3,4 milioni di euro più 600.000 euro per una ‘torre di controllo strategica’ presso Public Health France”.

Amelie de Montchalin

McKinsey è al Dipartimento dell’Agricoltura. Secondo ‘Le Canard Enchinè’ del 13 gennaio 2021, nell’ambito del piano di risanamento sostenuto dal governo di Jean Cast per contrastare gli effetti economici della crisi sanitaria, chi ritroviamo? McKinsey!”.

McKinsey è all’Agenzia per l’Ambiente e l’Energia (ADEME). L’informazione è contenuta nel libro ‘Les infiltres – Comment le cabinets de Conseil on pris le control de l’Etat’: una mission da un milione di euro”.

“Il ‘Boston Consulting Group’ ha la sua bella fetta della torta. Molti nomi dello staff di Macron arrivano da BCG. Valentin Somma e Guillaume de Montchalin sono stati beneficiati, così come le loro società. Amelie de Montchalin, moglie di Guillaume, è stata nominata ministro della ‘Trasformazione e della Finanza pubblica’ il 6 giugno 2020. Al Senato la signora Amelie è stata sentita in merito ad una missione del 2019, organizzata da BCG sul miglioramento del servizio telefonico pubblico: è costata 358.000 euro”.

Dulcis in fundo la star, Pfizer.  Picchiano duro, i reporter del sito: “S’è fatta prendere con le mani nel sacco. Il laboratorio che ha vaccinato di più in Francia ha beccato una multa miliardaria per dei gravissimi illeciti. Ma chi ha scelto quel laboratorio iper-recidivo? McKinsey. Ma per McKinsey la multa è stata di appena 573 milioni di euro”.

“Ricapitoliamo. A Macron nel 2017 è stato affidato il governo della Francia. E’ a McKinsey, la quale aveva curato la sua campagna elettorale, che il presidente affida la campagna vaccinale e la gestione statale della pandemia. E’ a Pfizerche McKinsey affida la vaccinazione, praticamente obbligatoria per i francesi. E’ a questi che i francesi si sono affidati per cinque anni?”.

E probabilmente finiranno per affidarsi anche per i prossimi cinque…

 

LINK

Macron rattrapé par les affaires – Aujourd’hui : les cabinets conseil McKinsey, Eurogroup, Boston Consulting Group…

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