IL ‘NEGOZIATORE’ DI ZELENSKY / ECCO SERVITA LA GUERRA 

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Un’autentica sceneggiata alla napoletana.

Una tragicomica pantomima che la dice lunga su alcuni tra i protagonisti del conflitto in Ucraina.

E’ andata in onda nel salottino di ‘Otto e mezzo’ della Gruber su  ‘La 7’: guest star “il negoziatore” di Volodymyr Zelensky, detto anche “il consigliere” oppure “il professore” come da tutti è stato omaggiato e riverito, al secolo Alexander Rodnyansky.

Alla Lilli nazionale va dato di certo un premio: essere riuscita a mostrarci di che pasta sono fatti i vertici maximi ucraini e soprattutto averci portato ad osservare – come in vitro – in che mani e purtroppo in che teste sono oggi affidate le sorti del mondo.

Da brividi.

Possibile mai – sorge spontanea la domanda – che il ‘negoziatore’ ucraino numero uno in questo tragico momento sia un totale, pericoloso coglione?

Uno al quale non affideresti neanche le sorti di una lavanderia a gettoni?

Uno – pardon, un ‘professore’ – che di storia ne mastica quanto un camionista, senza alcuna offesa per la meritoria categoria?

In certi momenti, sul serio, è sorto il dubbio di aver sbagliato canale e di trovarsi su ‘Scherzi a parte’. O in una comparsata del comico Zelensky, il guitto ora ‘Presidente’…

Singolare il comportamento di un politologo navigato, profondo conoscitore dei perigliosi mari della politica internazionale, come Lucio Caracciolo. Gli ha rivolto domandine puerili, quasi timoroso di rompere ‘l’incanto’.

In evidente stato di disagio Cecilia Strada, che s’è beccata – dal coglione – la patente d’ignorante.

Per niente pungente, come spesso le accade, la padrona di casa Lilli, che ha azzeccato solo una battuta circa la soluzione ‘toponomastica’ del conflitto.

Partiamo da qui per passare in rapida carrellata alcuni ‘pareri’ – o chiamateli come volete – dell’illuminato ‘negoziatore’, che con ogni probabilità non avrebbe un futuro all’Enel neanche come aiuto elettricista.

“Alla Russia possiamo fare al massimo qualche concessione del tipo di accettare la lingua russa in qualche zona del nostro paese oppure se non gli sta bene cambiare il nome di alcune strade delle nostre città. Poi basta”.

“Abbiamo subìto vent’anni di menzogne, inganni, violenze e soprusi dalla Russia. Non siamo più disposti a sopportarli”.

“Finchè ci sarà questo regime in Russia non ci sarà mai pace con noi”.

“Praticamente tutto il popolo russo sta dalla parte di Putin, la pensa come lui. La dissidenza è minima, c’è ben poco da contarci”.

“Vogliamo armi, armi e ancora armi. Di tutti i tipi, dei più moderni e la Nato, l’Europa ce le devono dare. Subito. E’ l’unico mondo per far finire questa guerra”.

“State sicuri che se non ci date le armi e noi non vinciamo la guerra, la guerra arriva in Europa, arriva in Italia. Sarete voi a subire le conseguenze peggiori”.

“Non capisco il no alla ‘no-fly zone’. Potrebbe accelerare la soluzione, e poi cosa può succedere, che possono fare i russi?”.

“Possiamo trattare, negoziare, trovare un accordo solo se Putin cade, se Putin non c’è più”.

“Impossibile pensare alla pace e ad un futuro se avremo ancora un vicino che è un dittatore e un massacratore”.

Ecco servito il ‘Negoziatore’.

 

 

nella foto Alexander Rodnyansky

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