Mai dare ‘Carta Bianca’ a Bianca

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I pasticcieri lo sanno: non tutte le ciambelle riescono con il buco, e con azzardata traslazione non tutti i figli di grand’uomini ereditano le loro qualità.  Di esempi è satura la storia, ma per non esondare dal prossimo ragionamento fermiamo l’indagine alla signora Bianca, generata dal nobile esponente della sinistra che fu Enrico Berlinguer. L’attraversamento del Tg3 della figlia (per carità nessun sospetto di nepotismo), non ha lasciato tracce di speciale qualità. Com’è in uso ai piani alti della Rai, anche Bianca, socia del club degli ex direttori, ha incassato in premio l’affidamento di uno dei tanti talkshow che parlano, sparlano di politica e innalzano i numeri dell’audience con il ‘trucco’ di litigi, urla e insulti tra ‘ospiti’ in aspra opposizione. Bianca è andata oltre. Per condire di folclore da burlesque il suo salotto televisivo, ha eletto a politologo, sociologo, psicologo, opinionista, il montanaro Mauro Corona, alpinista con l’hobby della scrittura. Il rapporto tra i due, amore e odio nutriti per fare ascolto, si è dissolto con la sospensione di Corona dal programma, perché reo di aver apostrofato la Berlinguer con un ultra machista “Zitta gallina”. Ma presto ha prevalso la pace, accelerata per frenare il calo di ascolti di Carta Bianca e la signora Berlinguer può aggrapparsi di nuovo alle ‘diversità’ dello scalatore, compensato dalla Rai con 500 euro a puntata (cifra totale, incassata finora, ventimila euro). Sempre a caccia di provocatori (di Sgarbi ce n’è uno solo ed essendo destrofilo è ospite fisso di Madiaset) il circolo tutt’altro che virtuoso dei conduttori di salotti televisivi del politichese ha pescato nel mare torbido dei guastafeste un soggetto da contrapporre alla stragrande maggioranza di filo Ucraini. Lo ha poi ingaggiato proprio la Berlinguer, al costo di duemila euro a puntata, che moltiplicati per sei partecipazioni a Carta Bianca, fruttano euro dodicimila! Orsini, docente della Luiss, non fa certo mistero di tifare per Putin e di condannare Zelensky, con argomenti che non spaccerebbe per buoni neppure il portavoce del Cremlino. Il tizio, che la Berlinguer ospita a caccia indiscriminata di ascolti, infiamma il programma di Rai 3 (roba da Blob caustico), nel ruolo di difensore d’ufficio dello zar. E ci avverte: se mettiamo Putin alle corse lo costringeremo a usare la bomba atomica (sic).  La signora di Carta Bianca protegge la scelta di ospitarlo e si complimenta con sé stessa per averlo ingaggiato. Dice che altri avrebbero corteggiato e allettato Orsini con l’offerta di compensi più elevati. Il Pd non ci sta e contesta il ricorso a risorse della televisione pubblica che finiscono nelle tasche di estimatori di Putin. La Rai rinsavisce e rescinde il contratto, ma nessun addebito alla Berlinguer.  Sulle sorti del suo programma incombe l’ipotesi, non improbabile, di Mauro Corona, che potrebbe rivolgersi alla signora in questione con un nuovo insulto, per aver provato a sottrargli il ruolo di primo attore, consegnato al prof. Orsini. Viva la Rai.

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