To be, or not to be? Vero-non vero

Condividi questo articolo

Nessuna titubanza, riserva, dubbio: Putin deve rispondere di vittime innocenti, di milioni di esuli in fuga dalla guerra, di devastazione delle città bombardate, di cinismo disumano, di riproporre dopo settant’anni il rischio di un terzo conflitto mondiale, ma…

…ma l’Ucraina è davvero terra di democrazia filo occidentale? Ha fondamento il sospetto sull’ambizione nascosta di aggregarsi politicamente, ma soprattutto economicamente al circolo europeo dei Paesi ricchi, di larga manica nei confronti dei soci bisognosi? Zelensky è credibile paladino della libertà e dell’autodeterminazione? Putin è un criminale da processare alla stregua dei gerarchi nazisti responsabili della shoa? La ‘cattiveria ‘ del Biden antisovietico ha ragion d’essere per il suo bisogno urgente di mostrare i pugni alla metà del Paese che lo ritiene un debole? Zelensky, stupefacente protagonista della performance in streaming esibita con l’irruzione televisiva, che ha indotto il congresso degli Stati Uniti a tributargli una doppia standing ovation, ha costruito la sua eroica sembianza sull’abilità creativa di chi gli scrive i discorsi, di affermati sceneggiatori che gli cuciono addosso il carisma di leader senza peccato, con la schiena dritta e teneri slanci di commozione per le vittime del putinismo? In parole scarne è un magnifico statista o un consumato attore, che riciclato la comicità in chiave di drammatico difensore della libertà?

Di domanda in domanda: che dire del mimetismo italico dei partiti?  Non solo di Berlusconi (Putin è il più grande leader democratico mondiale”) e Salvini (“No alle sanzioni anti Russia”) che hanno rinnegato amicizia e ammirazione per il neo zar del Cremlino trasformata in un attimo in indignata esecrazione dell’aggressione dell’Ucraina. Clamorosa anche la retromarcia del grillismo, che ha smantellato anche un ultimo titolo dell’anticonformismo politico su cui è stato fondato. Nel progetto 5Stelle, era in grande evidenza il no alle sanzioni contro la Confederazione russa. Le bocciò Di Maio e Grillo definì ‘sensate’ le posizioni di Putin sulla politica internazionale, insensate le sanzioni. A suo tempo, i 5Stelle si sono astenuti in parlamento sulla condanna della Russia per aver avvelenato Navalny, oppositore del presidente.

È Putin a tifare per la pace ‘armata’ con l’Ucraina, indotto dal crescente dissenso interno o Zelenski, che per bocca dei suoi portavoce chiede al mondo occidentale di contribuire in prima persona alla disfatta russa?  Pechino ha in mente di ridurre la Russia a subordinato partner politico, economico, militare, di inglobarla per costruire un blocco antagonista dell’Occidente?

Morti e distruzione, possenti venti di guerra, rischi di un conflitto che non solo i pessimisti hanno previsto a rischio nucleare: l’Europa li ha colpevolmente sottovalutati, immersa nel letargo di molti lustri, disinteressata al ‘caso Ucraina’, al progetto espansionista di Putin?

Prevale, in questi giorni di informazione-disinformazione di quanto avviene a ridosso dell’Europa la semplificazione di ‘cattivo’ affibbiata al ‘criminale’ Putin e di ‘eroe’ attribuito a Zelenski. Il ‘pessimo’ soggetto del Cremlino, cos’è, “pazzo, malato, cinico, sanguinario, patriota, sovranista”? Ha scusanti l’Italia delle istituzioni che come un fulmine a ciel sereno subisce la dipendenza della nostra economia dal gas Russo, perfino dai fertilizzanti, elemento fondamentale per la nostra agricoltura?

Il flusso incontenibile di notizie sulla guerra in corso ha mai citato il ruolo del ‘famigerato’ battaglione Azov, dei militari ucraini di estrema destra, pericolosi esponenti dell’ideologia nazista?  Il fondatore è Andriy Biletsky, noto come “Führer bianco”, strenuo sostenitore dell’arianità della razza ucraina. La Russia addebita al battaglione (sarà vero?), di avere un suo covo nell’ospedale pediatrico bombardato di Mariupol e di aver fatto saltare in aria il teatro della città.  Un mare di perché.

Condividi questo articolo

Lascia un commento