NEWSWEEK / ECCO LE INVASIONI DELLA NATO AD EST   

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Per contrastare le fake news e la ‘propaganda’ che come una metastasi divora il panorama mediatico di casa nostra, pezzo dopo pezzo, può essere salutare leggere reportage di giornalisti occidentali, meglio ancora se americani, ed ancor più se sono pubblicati su riviste al di sopra di ogni sospetto, ‘storiche’ nel panorama editoriale internazionale. Come, ad esempio, il settimanale a stelle e strisce ‘Newsweek’.

Per la serie: c’è stampa e stampa, c’è informazione e informazione. Come anche nel caso di ‘Der Spiegel’, l’autorevole settimanale ‘conservatore’ che qualche settimana fa ha avuto il coraggio e il merito di pubblicare un vero scoop, scovando nell’archivio storico di Londra documenti desecretati nel 2017 sugli accordi del 1991 raggiunti da Usa, Germania, Francia e Gran Bretagna di “non oltrepassare l’Oder”, cioè di non sfondare con la NATO ad est.

Ma torniamo allo statunitense ‘Newsweek’. Sul quale è appena comparso un intervento firmato da un politologo difficilmente sospettabile di simpatie ‘comunistoidi’ o comunque putiniane, al giorno d’oggi: Ted Galen Carpenter.

Ecco i passaggi salienti del suo articolo.

“E’ diventato particolarmente di moda, in certi ambienti, insistere sul fatto che l’espansione della NATO al confine con la Russia non è in alcun modo responsabile dell’attuale crisi ucraina. Molti respingono tutte le argomentazioni contrarie in quanto ‘riprendono i punti di vista di Putin’ o ‘si sta diffondendo propaganda e disinformazione russa’. Lasciando da parte il brutto miasma del maccartismo che avvolge tali accuse, l’argomento di fondo è di fatto sbagliato”.

George Kennan, il pensatore che è stato definito l’architetto della politica di contenimento americana durante la Guerra Fredda, in un’intervista al ‘New York Times’ del 2 maggio 1998 avvertì su quanto avrebbe provocato il movimento della NATO verso Est. ‘Penso che sia l’inizio di una nuova guerra fredda’, ha affermato. ‘Penso che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo e ciò influenzerà le loro politiche. Penso che sia un tragico errore’”.

Continua Carpenter. “Eppure i funzionari statunitensi ed europei hanno attraversato un semaforo rosso dopo l’altro. George W. Bush iniziò a trattare la Georgia e l’Ucraina come stimati alleati politici e militari degli Stati Uniti e nel 2008 fece pressioni sulla NATO affinchè ammettesse l’Ucraina e la Georgia come membri. La diffidenza francese e tedesca ha ritardato tale impegno, ma il comunicato del vertice NATO ha affermato che entrambi i paesi alla fine avrebbero raggiunto tale status”.

“Nel suo libro di memorie del 2014, ‘Duty’, Robert M. Gates, che ha servito come Segretario alla Difesa sia nell’amministrazione Bush che in quella di Barack Obama, ha ammesso che ‘cercare di portare Georgia e Ucraina nella NATO è stato davvero esagerato’. Tale iniziativa, ha concluso, ha ‘ignorato sconsideratamente ciò che i russi consideravano i propri interessi nazionali vitali’”.

Scrive sempre Carpenter per ‘Newsweek’: “Nel 2014 gli Stati Uniti e diversi governi europei si sono intromessi spudoratamente per sostenere gli sforzi dei manifestanti per spodestare il presidente ucraino filo-russo, Victor Yanukovich, circa due anni prima della scadenza del suo mandato, ottenuto dopo un’elezione che persino l’Unione Europea e altri osservatori internazionali hanno riconosciuto essere ragionevolmente libera ed equa. Invece l’Occidente ha sostenuto a spada tratta le violente manifestazioni di piazza che hanno posto fine a tale governo e portato sugli scudi un altro potere, stavolta filo-occidentale. La registrazione della famigerata telefonata trapelata tra l’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina Goeffrey Pyatt, ha confermato la portata dell’ingerenza di Washington negli affari di un paese sovrano. La Nuland, oggi ancora in servizio al Dipartimento di Stato e particolarmente attiva sul fronte ucraina, spiegava ai suoi interlocutori chi avrebbe dovuto andare al governo”.

L’intervento di Carpenter continua. “Quanto avvenuto in Ucraina si è rivelata un’intollerabile provocazione per la vicina Russia. Putin ha risposto annettendo la strategica penisola della Crimea e gli Stati Uniti e i suoi partner della NATOhanno quindi imposto sanzioni economiche alla Russia. La nuova guerra fredda era iniziata sul serio”.

“Eppure Washington si rifiutava ancora di fare marcia indietro. Invece, le amministrazioni Trump e Biden hanno riversato armi in Ucraina, approvato esercitazioni militari congiunte tra le forze statunitensi e ucraine e hanno persino spinto gli alleati a includere l’Ucraina nei giochi di guerra della NATO”.

“Alla fine del 2021, è diventato chiaro che le carte in mano al Cremlino si erano esaurite. Mosca ha avanzato richieste di garanzie di sicurezza, compreso il ritiro delle forze militari già dispiegate nei paesi orientali della NATO. Per quanto riguarda l’Ucraina, la richiesta era molto chiara e intransigente: non solo Kiev non avrebbe mai dovuto ricevere un invito all’adesione, ma neanche armi e truppe dalla NATO. Quando l’Occidente non ha fornito tali garanzie, Putin ha lanciato la sua guerra devastante su larga scala”.

Così conclude Carpenter il suo intervento per ‘Newsweek’: “Si può facilmente immaginare come reagirebbero gli americani se Russia, Cina, India o un altro concorrente nostro pari ammettessero paesi dell’America centrale o dei Caraibi in un’alleanza di sicurezza a loro guida, e poi cercassero di aggiungere il Canada come alleato militare, ufficialmente o di fatto. Eppure, anche se l’Ucraina ha un’importanza per la Russia paragonabile a quella del Canada per gli Stati Uniti, i nostri leader si aspettavano che Mosca rispondesse passivamente alla crescente invasione”.

Ed il finale: “I calcoli degli Stati Uniti e della NATO si sono rivelati disastrosamente sbagliati e, grazie alla loro inettitudine, il mondo è ora un posto molto più pericoloso”.

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