La verità della ‘Treccani’

Condividi questo articolo

Odio, sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui; amore, sentimento di viva affezione verso una persona, che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene. In questa biblica antitesi si colloca lo scenario, che al suo estremo potrebbe avvelenare il pianeta,  distruggerlo in dimensione non circoscritta, con una pioggia incrociata di ordigni nucleari, di armi chimiche e convenzionali, tecnologicamente sofisticate, distruttive ben oltre l’arsenale che nei cinque anni della seconda guerra mondiale ha devastato i territori dei contendenti e dimostrato, se ve ne fosse bisogno, che l’ energia atomica, trasformata in ordigno di distruzione e morte dalla fantasia scientifica di Oppenheimer esprime un potenziale pericoloso per la sopravvivenza della Terra. Vero, falso? A immediato ridosso dell’aggressione, Putin, in risposta alla sfida del popolo ucraino alla potenza militare della Russia ha minacciato di piegare la resistenza dei ‘fratelli’ con le armi nucleari.

Aggressività (Treccani), stato di tensione emotiva generalmente espresso in comportamenti lesivi e di attacco.

L’odio del neo zar, che non fa mistero di perseguire l’intenzione di riaggregare alla Russia gli Stati satelliti divenuti indipendenti, fa leva sulle ambizioni di oligarchi rapaci e sul nazionalismo popolare, alimentato dalle menzogne della propaganda di regime e altrimenti incomprensibile considerata l’indegna forbice che separa, come e pochi altri Paesi del mondo ricchezze miliardarie e tragiche povertà.

L’universo dell’arte e dello sport ben raffigura il parallelismo imperfetto dello scontro in famiglia tra russi e ucraini. Al culmine del paradosso incombe l’assurdo del fuoco nemico-amico tra due etnie che non di rado s’incrociano con il vincolo del matrimonio. In pieno nel titolo bipolare odio-amore: a sipario alzato le cantanti liriche Ludmyla Monastyrska, ucraina e Ekaterina Gubanova, russa, emozionano il pubblico del teatro San Carlo di Napoli. Si abbracciano con tenero, commovente affetto; a Lucca, Vlady, giovane russo e Roman, ucraino, gestiscono in perfetta armonia il ristorante Stravinsky e denunciano all’unisono l’assurdità della guerra”: amore.

Atleti russi esclusi dalle Paralimpiadi per colpa di Putin minacciano gli ucraini: “Bombarderemo le vostre famiglie”. Odio. A Mosca i giovani russi manifestano per la pace, contro l’aggressione dell’Ucraina. Amore. Finiscono in manette, rischiano condanne fino a 15 anni di carcere. Il Cremlino definisce ‘teppista’, odio, Marina Osyannikova, di padre russo e madre ucraina, giornalista anti Putin, apparsa alle spalle della conduttrice del Tg con la scritta “No War’ e in un video invita i russi a non credere alla propaganda del Cremlino, “che mente”. Apertamente accusa Putin, unico colpevole di “crimine”. Aggressione.  La coraggiosa giornalista è stata arrestata e multata, in attesa di processo. Odio.  Il russo Miranchuk dell’Atalanta segna ma non esulta per rispetto del compagno di squadra ucraino Malinovskyi. Amore

Condividi questo articolo

Lascia un commento