YEMEN / UNA GUERRA DA 7 ANNI, E L’OCCIDENTE SE NE FREGA

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Continua, da anni, lo sterminio scientifico della popolazione yemenita.

Nel totale disinteresse dei governi e dei media occidentali, oggi impegnati nella strenua difesa dell’Ucraina dalle orde russe capeggiata da re del Terrore, Zar Vladimir Putin.

Il parlamento yemenita, a quanto pare, non ci sta. Ed esorta le Nazioni Unite a prestare “anche un quarto” dell’attenzione dedicata all’Ucraina, aprendo finalmente gli occhi sulla spaventosa crisi umanitaria nello Yemen devastato dalla guerra.

Una guerra che però gli occidentali nemmeno conoscono e neanche sanno cosa sia. O meglio, fanno finta e chiudono occhi, bocche e orecchie, in perfetto stile mafioso.

Il presidio della Camera dei rappresentanti dello Yemen ha appena tenuto una sessione straordinaria per discutere “le ripercussioni catastrofiche” del sequestro saudita di prodotti petroliferi diretti in Yemen.

Secondo il presidente della Camera, Yehia al-Ra’i, la coalizione a guida saudita “sequestra navi a combustibile davanti al mondo intero, tuttavia cerca di incolpare il governo yemenita per la crisi di prodotti petroliferi che sta colpendo il Paese”. Al-Ra’i chiede per l’ennesima volta all’ONU di inviare una sua missione per verificare l’entità della catastrofe umanitaria causata dall’aggressione e dall’assedio saudita, che prosegue indisturbato nel disinteresse internazionale più clamoroso e colpevole che si possa immaginare, davanti ad un mondo occidentale e ‘democratico’ che si proclama ogni giorno contro ogni guerra.

Il presidio della Camera yemenita, riferendosi all’assedio e al sequestro delle petroliere, ritiene gli Stati Uniti e tutti i paesi membri della coalizione pienamente responsabili del continuo aggravarsi della crisi umanitaria in Yemen. E sottolinea l’importanza di aprire l’aeroporto di Sana’a ed il porto di Hudaydah “come necessari sbocchi umanitari per decine di milioni di yemeniti”.

Secondo il portavoce della ‘Yemen Petroleum Company’, Essam al-Mutawakel, il paese sta vivendo la crisi più dura dall’inizio dell’aggressione e dell’assedio saudita, cominciata ben sette anni fa.

Un periodo di tempo che porta tragicamente alla memoria quello trascorso dalle popolazioni del Donbass, massacrate dal governo ucraino a partire dal 2014, provocando almeno 15 mila morti, dimenticati e ‘rimossi’ dal tanto democratico Occidente.

Torniamo in Yemen. Il ministro del petrolio e dei minerali, Ahmad Abdullah Dares, avverte che il sequestro saudita di navi che trasportano il petrolio potrebbe ben presto portare alla sospensione di molti servizi e accentuare ulteriormente la già gravissima crisi umanitaria, causando una vera catastrofe senza via di ritorno.

Un breve cenno storico. L’Arabia Saudita e alcuni alleati regionali, compresi gli Emirati Arabi Uniti, hanno lanciato una brutale guerra contro lo Yemen nella primavera 2015. Pretesto per dar via al conflitto è stata l’eliminazione del popolare movimento ‘Houthi Ansarullah’ per riportare al potere l’ex presidente Mansur Hadi, fedele alleato di Riyadh. L’obiettivo non è stato raggiunto, ma l’assedio è cominciato e continua tuttora, provocando la morte di decine di migliaia di yemeniti.

L’ONU afferma – ma solo a parole, fregandosene di prendere le necessarie iniziative – che oltre 24 milioni di yemeniti hanno un disperato bisogno di aiuti umanitari, di cui oltre 10 milioni sono ridotti in condizioni disperate, a livelli estremi di fame e senza le cure necessarie. Durante gli anni di assedio, sono state distrutte o gravemente danneggiate scuole, fabbriche, ospedali, case, infrastrutture.

Secondo le Nazioni Unite, si tratta della più grave crisi umanitaria del mondo, oggi. Peccato che nessuno lo sappia, nessuno se ne freghi, nessuno alzi un dito: sempre nel tanto umanitario e tanto democratico Occidente, tutto preso nella lotta del secolo contro Satana-Putin.

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