Deriso (pardon ‘sputtanato’) il bluff di Matteo

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Sprofondato nel buio mentale da shock, frastornato, inebetito, scippato del ben dell’’intelletto, anche nella normalità quotidiana in deficit di neuroni che navigano solitari nel mare piatto della materia grigia, il prode valpadano, tracotante con i deboli, aggressivo per distonia comportamentale da complesso  d’inferiorità, a testa china e farfugliando scuse da falso in atto pubblico, è finito in tilt per il divertimento, contemporaneo al disgusto di social,  agenzie di stampa, delle testate on line di mezzo  mondo. Lo ha ghigliottinato in presa diretta televisiva un beffardo boomerang, che il number one in rapido declino del leghismo nordista, ha improvvidamente lanciato immaginando di trasformare un caso evidente di sciacallaggio in consenso nazionale e internazionale. Il truce respingitore di migranti in fuga da guerre e violenze, si è illuso di acquisire endorsment spacciandosi per portatore sano di interventi umanitari in favore dei profughi ucraini fuggiti in Polonia. Ben informato sulle opportunità di captatio benevolentiae, il razzista della Padania ha fatto irruzione nella stazione di Przemyls, dove era in corso l’accoglienza profughi del sindaco Bakun. Gli si è avvicinato in favore di telecamera il parlamentare del Carroccio, forse con la speranza di improvvisare un comizio. La ripresa dell’‘evento’ ha regalato a blob un filmato da Oscar. Si sono confermati distanziatori di eventi negativi per la destra i maggiori Tg nazionali, pubblici e privati. La notizia è stata ignorata dai più, o platealmente falsata nella sostanza per ribaltare il significato della scena, fortunatamente visibile grazie a Internet. Per i notiziari ‘amici’ della Lega alla ‘sceneggiata’ del sindaco polacco, estremamente ridotta, avrebbe risposto da par suo il l’‘avvoltoio’ erede di Bossi. Il sindaco: “Ritengo la sua visita un gesto insolente” e gli ha rinfacciato di essere amico di Putin. Gli ha fatto dono di una maglietta con la fotografia dello zar moscovita, indossata nella piazza rossa e nell’aula del parlamento europeo. E lo ha informato che non l’avrebbe ricevuto in municipio. Mentre Salvini si allontanava” lo hanno accompagnato un paio di ‘omaggi? Verbali: “Pagliaccio…buffone. In napoletano l’episodio si traduce con “cornuto e mazziato” e in italiano con “chi va per questi mari, questi pesci piglia”. Il ‘nostro’ dilettante acchiappavoti era talmente ko da non capire che al sindaco polacco (di destra non di sinistra come ha supposto lo sconclusionato Salvini) avrebbe potuto replicare addebitandogli l’appartenenza a un regime che ha blindato i confini del Paese con chilometri di filo spinato e si appresta a erigere un muro altrettanto lungo per impedire l’accesso ai migranti africani. E ancora: l’anomala accoglienza polacca di ucraini in fuga, nasconde forse l’aspettativa di ricevere dall’’Europa lauti compensi per l’ospitalità accordata?

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