BOMBA BIOLABORATORI AMERICANI IN UCRAINA / I PIANI DELLA “ZARINA” VICTORIA NULAND

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Sta scoppiando la bomba bio-lab, ossia i laboratori militari super segreti installati dal Pentagono soprattutto in Ucraina, ma anche in tante altre repubbliche sovietiche (e in mezzo mondo, per un totale di 25 paesi).

La Cina invita ufficialmente, con durezza, gli Stati Uniti a rivelare tutti i dettagli su quei bio-laboratori, facendo luce soprattutto sui rischi e i pericoli connessi, facili da immaginare dopo il giallo di Wuhan.

Igor Kirillov. In apertura Joe Biden e Victoria Nuland

Ovviamente ancor più duri i russi, che il 6 marzo hanno lanciato pesantissime bordate attraverso il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa, e, in modo ancor più incisivo, il generale Igor Kirillov, comandante della forza di difesa radiologica, chimica e biologica del Cremlino.

Su tutte le furie gli americani, in modo perfettamente trasversale, con i democratici e i repubblicani all’assalto del satanasso Vladimir Putin. Particolarmente bellicoso il senatore Lindsay Graham; mentre è costretta ad ammettere qualcosa la vera anima nera dei ‘progetti’ a stelle e strisce in Ucraina, l’attuale sottosegretario di Stato per gli affari politici dell’esecutivo Biden, ossia Victoria Nuland.

Aveva allora visto giusto la Voce che fin dai primi di gennaio ha cominciato a sfornare inchieste sui biolaboratori militari e segreti organizzati dagli Usa in Ucraina, in Kazakistan e in Georgia (le potete leggere cliccando sui link in basso), segnalando la pericolosità delle ricerche condotte, soprattutto in scenari di ‘biologic wars’. E ora ne abbiamo la prova: quelle strutture scientifico-militari sono uno degli ingredienti base e una tra le molle principali del conflitto. Quando Putin parla di ‘demilitarizzare’ l’Ucraina non si riferisce solo alle centrali nucleari, ma anche ai biolaboratori.

 

 

ANCHE LA CINA SCENDE IN CAMPO

Procediamo con ordine e partiamo delle ultimissime.

8 marzo. Il ministero degli Esteri cinese esorta a “garantire la sicurezza di tutti i laboratori biologici in Ucraina” e chiede agli Stati Uniti di rivelare “tutti i dettagli relativi ad essi”.

Il monito arriva dal portavoce del ministero, Zhao Lijian, e fa seguito alle dure affermazioni partite il giorno precedente dal ministero della Difesa secondo cui “ci sono prove di un programma biologico militare finanziato dagli Stati Uniti e sviluppato in Ucraina”.

Zhao Lijian

7 marzo. Il generale Kirillov tiene una conferenza stampa a Mosca sulle attività medico-biologiche USA in Ucraina.

Ecco i passaggi salienti di un report. “Secondo il generale Igor Kirillov, gli Stati Uniti hanno ‘coperto’ l’Ucraina con una fitta rete di biolaboratori legati al Pentagono. Ben 30 laboratori biologici sono stati stabiliti in Ucraina che stanno collaborando attivamente con l’esercito degli Stati Uniti. La lista dei partner di questi laboratori include la ‘Defence Threat Reduction Agency’ (DTRA) del Pentagono e il ‘Walter Reed Army Institute of Research’ (WRAIR), la più grande struttura di ricerca biomedica amministrata dall’esercito statunitense. Molti di questi laboratori sono attivi dal colpo di stato del 2014 in Ucraina e il loro emergere nel paese ha coinciso con un picco di malattie infettive nella regione, tra cui il morbillo tedesco, la difterite e la tubercolosi. Dopo che le forze russe hanno lanciato l’operazione militare in Ucraina il 24 febbraio, questi laboratori hanno iniziato a distruggere frettolosamente i materiali su cui avevano lavorato, compresi gli agenti batterici e virali attualmente patogeni. E Mosca ha ottenuto documenti relativi a tale processo”.

Carte e documenti bollenti, dunque, che possono far tremare, ora, i vertici del Pentagono e anche della Casa Bianca!

E vediamo, più in dettaglio, cosa potrebbe saltar fuori.

 

DA LEOPOLI A KHARKOV

Seguiamo il filo del report. “I documenti analizzati confermano che il ministero della Salute dell’Ucraina ha fissato un compito dal 24 febbraio per distruggere completamente i bioagenti nei laboratori. Allo stesso tempo, l’analisi delle istruzioni ai funzionari di laboratorio indica che la procedura di liquidazione delle collezioni è finalizzata alla loro distruzione irrevocabile. Apparentemente, tutto il necessario per continuare l’attuazione del programma biologico militare è già stato portato fuori dal territorio dell’Ucraina. L’analisi degli atti di distruzione mostra il lavoro con gli agenti patogeni della peste, antrace e brucellosi nel laboratorio biologico di Leopoli, gli agenti patogeni della difterite, salmonellosi e dissenteria nei laboratori di Kharkov e Poltava. Eccone alcuni: solo a Leopoli sono stati distrutti 232 contenitori con l’agente causale della leptospirosi, 30 con la tularemia, 10 con la brucellosi, 5 con la peste. In totale, più di 320 contenitori. I curatori del Pentagono capiscono che se queste collezioni arrivano agli esperti russi, molto probabilmente sarà confermato che l’Ucraina e gli Stati Uniti hanno violato la Convenzione sulla proibizione delle armi biologiche e tossiche. Vale a dire: svolgere un lavoro per migliorare le proprietà patogene dei microrganismi utilizzando metodi di biologia sintetica. Solo questo può spiegare la fretta con cui è stata effettuata la liquidazione”.

 

FAR SPARIRE LE “PROVE”

6 marzo. Non meno pesante il j’accuse del generale Konashenkov. Ecco le sue parole. “Durante un’operazione militare speciale, sono stati rivelati i fatti della pulizia di emergenza da parte del regime di Kiev delle tracce di un programma biologico militare finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti attuato in Ucraina. Abbiamo ricevuto documentazione dei dipendenti dei laboratori biologici ucraini sulla distruzione di emergenza di agenti patogeni particolarmente pericolosi di peste, antrace, tularemia, colera e altre malattie mortali il 24 febbraio. Questi documenti vengono ora analizzati dalle truppe russe di protezione nucleare, biologica e chimica”.

Un laboratorio USA in Ucraina

Continua il portavoce della Difesa: “E’ ovvio che con l’inizio dell’operazione speciale, il Pentagono nutriva serie preoccupazioni sulla divulgazione della conduzione di esperimenti biologici segreti sul territorio dell’Ucraina. I documenti ricevuti confermano che lo sviluppo di componenti di   armi biologiche è stato effettuato nei laboratori biologici ucraini, nelle immediate vicinanze del territorio della Russia. Al fine di impedire la divulgazione di fatti di violazione da parte degli Stati Uniti e dell’Ucraina dell’articolo 1 della Convenzione delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi batteriologiche e tossiche, il ministero della Salute ucraino ha inviato un’istruzione a tutti i laboratori sulla liquidazione di emergenza degli stock immagazzinati di agenti patogeni pericolosi”.

 

UNA “ZARINA” PER TUTTI I PRESIDENTI

E ora arriviamo ad uno dei punti clou, la Gran Regista, Victoria Nuland. La quale non ha potuto smentire fatti e notizie di tale evidenza e si è vista costretta ad ammettere: “Sì, l’Ucraina dispone di laboratori per la ricerca biologica. Noi siamo molto preoccupati del fatto che l’esercito russo possa prendere questi laboratori sotto il proprio controllo e perciò lavoriamo con gli ucraini per fare in modo che nessun materiale di ricerca finisca nelle mani dei russi”.

Di tutta evidenza, Dio li fa e poi li accoppia. Sia Joe Biden che Victoria Nuland, infatti conoscono molto bene l’Ucraina. Proprio come le loro tasche, si diceva un tempo.

Hunter Biden

Le tasche della dinasty presidenziale, composta dal capo della Casa Bianca e dal figlio Hunter Biden, sono zeppe di dollari raccolti attraverso una serie di business coltivati proprio negli anni d’oro del dopo-golpe, in cui ha dominato la legge degli States. Non solo ‘l’affare Burisma’, come la Voce ha documentato in alcune inchieste e come stanno puntigliosamente documentando un paio di libri al vetriolo usciti a fine 2021 negli Usa.

Eccoci alla ‘zarina’ Nuland, il cui pedigree è tutto un programma e trova una tappa importante, appunto, a Kiev.

Proprio nel 2014, infatti, viene inviata in un’Ucraina in fermento, con un incarico ‘strategico’: elaborare e portare avanti un piano in grado di ‘normalizzare’ la situazione. Ed è proprio da quel momento in poi che riceve un forte e decisivo impulso la realizzazione dei biolaboratori, considerati un tassello strategico per far tremare la Russia del nemico numero uno al mondo, l’odiato Putin, che ha instaurato un ‘regime del terrore’, pronto a progettare ‘invasioni’ e a manovrare ‘burattini separatisti’.

Per capire la ‘filosofia Nuland’ basta leggere cosa ha firmato per ‘Foreign Affairs’ meno di due anni fa, nel 2020: “Il presidente degli Stati Uniti deve condurre campagne per rafforzare la società democratica contro gli sforzi della Russia di interferire nelle libere elezioni, diffondere la disinformazione, infiammare tensioni sociali e condurre campagne di influenza politica. Le democrazie di tutto il mondo devono mettere in comune le proprie risorse e lavorare in modo efficace con aziende tecnologiche e ricercatori per esporre e scoraggiare le attività maligne della Russia mentre si verificano, non mesi o anni dopo. Nel frattempo, i governi e le aziende tecnologiche condividono la responsabilità di educare i cittadini a riconoscere quando vengono manipolati dell’estero”.

Tra i più fieri sostenitori dell’espansione NATO ad est per arginare e circondare il mostro russo, Nuland ha praticamente lavorato, ininterrottamente, con tutti i presidenti Usa, tranne che con Donald Trump.

Un ventennio di gloria, che trova già un suo apice con George W. Bush: viene infatti nominata braccio destro del guerrafondaio vicepresidente Dick Cheney, in qualità di consigliere speciale per la politica estera. E’ a quel punto che si concentrano nelle mani della già potente Victoria tutti i più bollenti dossier, dall’Iraq all’Afghanistan: con i risultati che, tragicamente, oggi possiamo avere tutti sotto gli occhi.

Dick Cheney

Altro tassello nel mosaico del suo crescente potere: la nomina ad ambasciatore, con funzione di ‘rappresentanza permanente’, in seno alla NATO: e proprio in questo ambito può dare il meglio di sè, contribuendo in maniera decisiva ad ampliarne i confini a dismusura, costruendo pezzo su pezzo il nuovo imperialismo yankee.

Non è certo finita qui. Anche con Barack Obama ha carta che più bianca non si può e assume un altro incarico strategico: concentra infatti nelle sue mani le iniziative speciali sul fronte delle forze convenzionali in Europa.

Altri trionfi al fianco di Hillary Clinton: prima come portavoce del Dipartimento di Stato, poi come supervisore di tutte le iniziative, diplomatiche e non solo, sul sempre strategico (e a lei molto caro) fronte euro-asiatico. Con un chiodo sempre fisso in testa: contrastare, con tutti i mezzi, il nemico numero uno di sempre, Putin il Diavolo, l’autore di tutte le “attività maligne” griffate Russia.

 

 

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