Scenari possibili quando taceranno le armi

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Dov’e’ il piano dell’oligarchia globalista di fare della Cina il suo strumento al posto degli USA? (vedi Lynn Forester Rothschild e le varie multinazionali occidentali che si reggono esclusivamente sulla produzione cinese)

Sottodomanda: la Cina potrebbe tradire Putin?

Sotto sotto domanda: Putin ha rinunciato ad un accordo con l’Europa? O anche con gli USA?

Piu’ sotto ancora: come va la lotta di fazione interna alla Cina?

 

Non penso che la Cina possa fare il “doppio gioco” con la Russia al momento. Per essere cinici, il nazionalismo cinese non potrebbe contemplare una sconfitta frontale e irrimediabile della Russia. Rimarrebbe isolata e poco dopo, sconfitta.

 

A causa della campagna di propaganda ai confini della realtà (l’unica vera arma rimasta in mano agli oligarchi “occidentali” una volta risucchiati da Putin in uno scontro in cui si vince o si muore senza trucchetti temporeggiatori), moltissime persone anche normalmente lungimiranti, non capiscono che quella di Putin è stata in effetti una vera mossa di Judo. E cioè: l’identificazione e lo scatenamento di una forza potentissima da parte del nemico. Cioè la rabbia irrazionale e smisurata contro Putin e la Russia.

 

Al contrario di ciò che vanno ripetendo i cretini ben informati, non è l’oligarchia che ha sbilanciato, de-stabilizzato (ha fatto perdere l’equilibrio a) Putin, ma è Putin e il suo team che hanno sbilanciato l”Oligarchia.

 

Putin ha spezzato il gioco del tira e molla prescritto dai computer della RAND/MIC. Un gioco che l’élite dei Grands Commis ed esperti politici, economici, militari, propagandistici ecc. pensava avrebbe portato allo sfinimento delle resistenze russe. Una strategia della goccia d’acqua cinese. Negoziati e mediazioni e parole parole parole per impedire alla vittima (Russia) di reagire. Sarebbe dovuta essere narcotizzata e imbrogliata passo passo e poi, al momento in cui il dio Computer avrebbe concluso che si poteva attaccare, taglio netto alla vena giugulare e… Finis Russiae.

 

Putin e il suo team doveva preparare tre cose molto attentamente:

 

1) Creare una situazione interna in cui il Presidente è il boss inattaccabile (nonostante che, ovviamente, gli oligarchi e gli economisti monetaristi esistono ancora – e non sono piccoli! – ma non sono imprescindibili)

 

2) Preparare una coalizione internazionale, sia a livello istituzionale di stati che di forze notevoli dentro certi stati (Cina, of course, ma anche India e MOLTI altri pezzi che adesso verranno alla luce)

 

3) Preparare la Russia militarmente, scientificamente, tecnologicamente, economicamente, finanziariamente (tipo: ammassare quanto più oro possibile) in modo che il paese sia in grado di assorbire qualsiasi (qualsiasi) prevedibile urto dall’esterno.

 

Naturalmente, nel frattempo, come Cesare Borgia prima del suo piazza pulita degli oligarchetti romagnoli-marchigiani, doveva dissimulare. Doveva mantenere la pretesa che avrebbe rispettato il limite invalicabile delle politiche monetarie (aspetto e prego che adesso si Glazyev-ifichi apertamente) e avrebbe continuato a partecipare fino alla morte alle mediazioni e negoziati da magliari napoletani che il computer degli oligarchi aveva prescritto e che veniva pantomimato grottescamente dai vari Macron, Johnson, persino lo ‘scaltro’ Draghi e il non furbissimo apprendista New Hitler, Klaus Schwab.

 

I problemi rimanevano, naturalmente. Non può′ esistere uno schema perfetto e indolore a quel livello. Il catalizzatore necessario si chiama coraggio unito a prudenza, intelligence, e saggezza. In linguaggio machiavellico: virtù.

 

Il catalizzatore si è espresso nella decisione (penso, in termini generali, presa da tempo) di lanciare l’operazione speciale in Ucraina in quel preciso momento – dopo aver saggiato tutti i terreni, diplomatico, militare, politico, finanziario, economico. E dopo aver saggiato la resistenza all’urto della Cina, dell’India et altri. Quindi: Alea Iacta Est. Il non prendere quella decisione o il procrastinarla troppo avrebbe portato a dove combattere in condizioni ancora peggiori nel futuro. Dato che non c’era nessun dubbio nel Team Putin (vedi l’abbandono, con gusto, del linguaggio diplomatico da parte del grande Lavrov, ad esempio) che più′ tempo passava e più l’aggressione sarebbe state violenta.

 

Giustamente Putin ha pubblicamente paragonato la situazione a quella del Patto Molotov/Von Ribbentrop. Patto firmato per guadagnare tempo, ma che aveva finito per fare perdere tempo e fare perdere 27 milioni di russi.

 

Non è minimamente immaginabile che Putin e i suoi non avesse considerato tutte le conseguenze (tutte) di quella decisione. La propaganda che dipinge un Putin insabbiato in Ucraina, rigettato in tutto il mondo (Mamma mia che brutta figura!) e pronto ad essere defenestrato dal suo popolo – cioè’ dagli oligarchi e dagli ‘economisti’ innamorati di Elvira Nabuillina.

 

Ma qui sta proprio il punto della mossa di Putin. Al di là delle ovvie finalità’ esterne, l’operazione ucraina e la reazione da tarantolati dell’oligarchia globalista e collegate nazioni captive, ha scatenato una massa d’urto psicologica e in parte anche fisica sulla popolazione russa che ha fatto scattare una reazione patriottica tra la popolazione. Certo, ha creato paura, senso di isolamento. Ma, quello che i lavati nel cervello occidentali non capiscono, sta creando in Russia uno shock salutare simile a una Pearl Harbor o meglio, a una dichiarazione di guerra da parte di Hitler.

 

Questa è una reazione che si protrarrà’ e crescerà’ nel tempo. Abbiamo visto solo l’inizio di questo processo. E appare chiaro che il Team Putin, lungi dall’essersi pentito, sta spingendo sull’acceleratore della reazione patriottica. Contrariamente al sentimentalismo fumoso, i pianti sulla fine della democrazia in Ucraina (sic!), questa reazione patriottica in Russia è basata sulla realtà. E mentre i fumi propagandistici dell’occidente si diraderanno rapidamente (e non possono attecchire in profondità), la mobilitazione Russa crescerà e renderà la resistenza e la volontà di reagire russa, sempre più solida e determinata.

 

Gli oligarchi russi, che Putin ha tollerato ma ha “cordon-sanitizzato” con cura e efficacia (chiaramente sa tutto di loro e dei loro rapporti con il nemico), adesso faranno gran rumore, specie con lo stridio dei loro denti. Ma si troveranno obiettivo del risentimento popolare, ogni giorno di più.

 

E la furia scomposta del nemico, dà a Putin un altro vantaggio da Judo, e cioè’ l’eliminazione dei fondi degli oligarchetti russi nei paradisi fiscali. Questi fondi rubati regolarmente alla ricchezza nazionale russa sono il segreto della potenza interna degli oligarchetti, specie dopo che Soros e altre bande, frutto della creatività’ rothschildiana, sono state ‘spente’.

 

Il furto di quei fondi russi all’estero è una perdita per la Russia? Si, certamente! Ma il guadagno ricavato è molto maggiore. La perdita del potere di corruzione oligarchico dentro la Russia e d’incapacità’ degli oligarchetti di continuare il saccheggio e di sostenere le erbacce monetariste cresciute nelle crepe dello stato russo.

 

Più l’oligarchia mondialista manterrà’ la sua isteria autolesionista e più il popolo russo si coalizzerà’ dietro a Putin.

 

C’è poi l’aspetto cinese. La furia imbecille dei globalisti mette la Cina di fronte ad una decisione da cui non si può′ sfuggire. O con la Russia all the way, o isolamento e sudditanza e taglio delle gambe da parte degli stessi mondialisti.

 

Da come la vedo io: Putin ha fatto molto lavoro dentro la Cina. Lo si può′ vedere da una progressiva perdita d’amore da parte di organi globalisti verso quella che una volta era la tanto amata Cina. Ricordiamo i grandi exploit di Lynn Forester Rothschild in Cina e la sua campagna per importare il suo Capitalismo Inclusivo (!) e diventare così (sotto il tallone amorevole della Lynn e dei suoi amici alla Klaus Schwab) la grande potenza mondiale, il Reich per i prossimi mille anni!

 

La decisione Ucraina di Putin ha prodotto (e produrrà ancor più nel prossimo futuro) anche uno scrollone notevole dentro la Cina. Le frazioni rothschildiane  saranno sempre più isolate e separate – nella mia modesta opinione – come il loglio dal grano. La scomposta violenza dei globalisti aiuta molto in questi senso.

 

Certo, non è finita. Ma il processo avviato dalla decisione ‘virtuosa’ di Putin e i suoi si farà’ sentire sempre di più′ man mano che i fumi dell’alcool a Londra e a Washington si diraderanno e le prescrizioni dementi dei computers della RAND cominceranno a essere viste per quello che sono: pazzie suicide, non più solo omicide.

 

E la relazione Russia-Europa? E’ finita per sempre, pietra tombale e requiem? Non mi sembra proprio. Infatti, l’inizio di relazioni razionali e reciprocamente benefiche tra le parti del continente eurasiatico (e infatti anche tra America e Russia) potranno iniziare SOLO dopo che la marcescente impalcatura su cui si reggono dopo il saccheggio fisico e morale (attuato dagli hubristici mondialisti luciferini) sarà stata risanata a fondo e ricostruita. Cioè dopo che i regimi dittatoriali imposti dai globalisti saranno stati superati.

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