“Ho acceso un mutuo”

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Dice una metafora popolare che “la vita è fatta a scale, c’è chi scende e chi sale”. Meglio scendere, certo, meno fatica e zero ansimare.

Fischia il vento (delle maldicenze) infuria la bufera (dei detrattori) e il prof del pool virologi, mito televisivo del sì vax, ovvero Andrea Crisanti, tra gli esperti di Covid il più prudente sul vaccino salvifico, è docente ordinario, con residenza londinese e moglie professionista. La quota intrigante, biricchina, acchiappa notizie ‘scoop’ dei media informa l’Italia della pandemia che il prof ha coronato il sogno di grandeur, anche a sfondo  sociale, che ha fatto sua la villa veneta del ‘600 ‘Priuli Custoza’, un ettaro di giardini e la dotazione da grand hotel di sette bagni. Costo? Due milioni di euro (lui dice meno), pari a quattro i miliardi delle vecchie lire. Come fa un pur stimato docente universitario con moglie professionista, a staccare un assegno con la cifra indicata? Apriti cielo…Il ‘fatto’ scatena critiche furibonde dei social no vax. Insinuano sovvenzioni occulte delle multinazionali come la multimiliardaria Pfizer e favolosi introiti televisivi. Il noto virologo ribatte punto su punto: “Investiamo i risparmi di una vita e siamo stati parchi, utilizziamo le risorse di coppia accumulate in una vita. L’argomento nodale: “Abbiamo acceso un mutuo, è stato come acquistare una casa medio-grande in centro a Padova” (???, ndr). Il prof. racconta anche (perché non credergli?), che per le presenze televisive non ha percepito compensi. Che dire, a noi comuni mortali non rimane che stupirci e congratularci per la credibilità del virologo che ha potuto chiedere e ottenere il maxi finanziamento. La villa, dichiara Crisanti sarà della comunità per iniziative culturali .

Ecco, c’è’ chi scende e chi sale. ‘Cavaliere del lavoro’, ‘Commendatore’ e qualunque altra onorificenza: è il suggerimento per il presidente Mattarella, perché convochi Simone Terreni, amministratore delegato dell’azienda VoipVoice, in provincia di Firenze e lo gratifichi. Federica Granai, perde il lavoro e sostiene il colloquio preliminare con l’Ad per essere assunta. Lo informa di essere incinta e sfida l’arretratezza della società maschilista che rifiuta di dare lavoro a donne prossime madri. “Tutto qua?”, commenta il datore di lavoro, “Bellissima notizia” La Voip Voice assume Federica Granai, che supera a pieni voti due colloqui, tre prove pratiche e un periodo di smart working. Dopo il parto riprende a lavorare in presenza e a giorni alterni da casa.  Simone Terreni: “Spero presto che quello sguardo di paura iniziale, che ho visto in Federica, sparisca presto dagli occhi di tutte le donne che devono comunicare ai propri datori di lavoro l’arrivo di un figlio. Spero che non si chieda mai più a una donna se ha figli o ha intenzione di farne. Spero che compaia in tutti, soprattutto negli imprenditori, il sorriso per la bellezza di una vita nuova che sta arrivando. Un bambino non deve essere mai essere un problema”

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