“Parlate chiaro, grazie!”

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Ma fateci capire, caspita…come direbbe ogni umano frastornato, privato di  comprensibili informazioni del ‘caso’ che incombe sul mondo (nessuno s’illuda, una guerra che coinvolgesse direttamente la Russia e inevitabilmente gli Stati Uniti non potrebbe che esondare e coinvolgere l’insieme di amici-nemici del Pianeta). È nel giusto la fragilità politica di Biden, che ci terrorizza con annunci a ripetizione di imminenti invasioni russe dell’Ucraina; sono invece attendibili gli analisti, che giudicano bluff reciproci le minacce dei due sfidanti; ha consistenza il timido ottimismo di Draghi, che si è recato a Mosca in missione, come Di Maio e dice il vero l’ambasciatore ucraino in Gran Bretagna, evidentemente portavoce del suo governo, che sembra aver acceso il calumet della pace con l’offerta a Mosca di rinviare l’adesione alla Nato; sono da temere le provocazioni della Russia, accusata di inventare pretesti per dare inizio all’invasione, o sortirà l’effetto desiderato l’invito di Papa Francesco alla pacificazione? Fateci capire: il presunto prologo della guerra per ora minacciata serve forse a mascherare consistenti sofferenze di Biden e Putin, pressati da forti e incontrollate pressioni interne dei sovranisti? Ha fondamento la critica estrema ai due presidenti di alimentare i venti di guerra per favorire i potenti produttori di armi? In rapida successione Francia e Italia si auto invitano a Mosca e dialogano con il Cremlino, ufficialmente in veste di Paesi pacificatori: a orecchie indiscrete arriva però l’eco di fitte trattative per strappare a Putin il “da” a deroghe ‘pro domo sua’ dell’atto terroristico, che priva mezza Europa del gas e sovrappone alla crisi da pandemia il colpo basso delle fonti di energia negate, comunque insufficienti. Fateci capire: dove eravate, da cosa eravate oberati al punto da non operare per prevenire possibili crisi energetiche o per non subirne passivamente le conseguenze? Da ultimo, fateci capire se è decisione legittimo o un abuso il raddoppio dei costi di acqua, gas, elettricità e se il governo ha facoltà di vigilare su aumenti ingiustificati, frutto di speculazione.

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