VINCENZO SCOTTI / RINVIATO A GIUDIZIO PER L’AFFAIRE ‘LINK CAMPUS’

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L’ex ministro Vincenzo Scotti e Felice Romano, il segretario generale del SIULP, il sindacato di polizia, sono stati appena rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Firenze per l’inchiesta sugli esami facili alla ‘Link Campus University of Malta’.

Una notizia da non poco, accuratamente ‘oscurata’ dai media di casa nostra.

Solo una ‘breve’ sul ‘Mattino’ – forse perché Scotti è napoletano – e sulla ‘Nazione’, probabilmente perché le indagini sono partite dalla procura gigliata.

Per il resto, un vuoto mediatico che più assoluto non si può.

A quanto pare, dunque, l’udienza preliminare chiamata a pronunciarsi sulle pesanti richieste del pm, Christe Von Borries, ha deciso per il proscioglimento di 53 indagati, mentre altri 7 sono stati assolti con rito abbreviato e 9 sono stati i rinviati a giudizio.

Il pubblico ministero, dal canto suo, quasi due anni fa aveva chiesto la condanna dei 7 che avevano optato per il rito abbreviato e il rinvio a giudizio per tutti gli altri 62 indagati.

Pesanti i capi d’accusa: falsità materiale e ideologica e, per i vertici dell’ateneo, anche l’associazione a delinquere.

Secondo la minuziosa ricostruzione del pm, le irregolarità riguardano soprattutto il corso di laurea triennale in ‘Scienze politiche e delle relazioni internazionali’ e quello magistrale in ‘Studi Strategici e scienze diplomatiche’, in relazione agli anni accademici 2016-2017 e al 2017-2018.

Le lunghe indagini della procura fiorentina, in sostanza, hanno portato alla luce un vero e proprio ‘sistema’ di favoritismi, attraverso il quale molti studenti erano indebitamente ‘aiutati’. Ad esempio, facendo scegliere la sede in cui si sarebbe svolto l’esame, in base alle proprie esigenze: Firenze o Bologna invece che Roma. Oppure anche – incredibile a dirsi – presso i locali di un ‘mercato ortofrutticolo’. E non si trattava di esami della facoltà di agraria…

In apertura Vincenzo Scotti

Ed anche consentendo agli studenti di ‘concordare’ con i docenti gli argomenti e perfino le singole domande cui essere ‘sottoposti’ in sede di esame.

Non basta: perché a molti studenti – i ‘favoriti’ – proprio in occasione delle prove d’esame è stato consentito l’utilizzo di internet.

La ‘Voce’ ha seguito l’iter dell’inchiesta, come del resto ha dettagliato, nel corso degli anni, le spesso spericolate acrobazie degli atenei privati (ad esempio ‘Unint’, con gli altrettanti freschi rinvii a giudizio), anche quelli telematici, che da tempo vanno per la maggiore e sono sempre più sulla cresta dell’onda, come dimostra in modo plastico la ‘Pegaso story’.

Rammentiamo, in particolare, due articoli su Link a distanza esattamente di un anno, maggio 2019 e maggio 2020. Li potete leggere cliccando sui link in basso.

In essi si faceva riferimento ad un corso finito sotto i riflettori degli inquirenti, l’Humanitas Security, promosso dalla ‘Fondazione Sicurezza e Libertà’ (già il nome era tutto un programma), nato per impulso del numero uno del Siulp, Romano. Dettagliava il pm Von Borries: “Un corso mai riconosciuto dal ministero per l’Università e la Ricerca che veniva istituito ed erogato, tramite la Fondazione, agli studenti attraverso il Siulp”.

 

Joseph  Mifsud

E proprio in quegli anni finiti ai raggi x si era verificato un autentico boom nelle iscrizioni ai corsi Link, soprattutto da parte degli agenti di polizia iscritti al Siulp. E gli ‘studenti’ potevano tranquillamente versare quote d’iscrizione e tasse universitarie su un comodo conto corrente che faceva capo ad una banca di San Marino.

No problem. Da Malta a San Marino, del resto, il passo non è poi così lungo.

Sempre a proposito di Link, è finita nelle nebbie la story dei legami tra l’ateneo e i vertici 5 Stelle, visto che tra i suoi docenti avevano non poco ‘pescato’ Beppe Grillo & C. per reclutare il personale politico: per fare un solo esempio, Elisabetta Trenta, improvvisamente catapultata al ministero della Difesa con il Conte 1. Oggi Trenta milita nelle fila della creatura (esiste ancora!) fondata da Antonio Di Pietro, Italia dei Valori.

Così come, per ora, è finita nel dimenticatoio la spy story griffata Joseph  Mifsud, il misterioso docente maltese della Link un paio d’anni fa nell’occhio del ciclone per strane vicende lungo l’asse Usa-Russia.

Mai chiariti, in realtà, i veri rapporti intercorsi tra l’ex ministro Scotti (anche degli Interni, proprio nei giorni bollenti della strage di Capaci) e il docente maltese.

Segreti, forse, troppo ‘scottanti’?

 

 

Link

 

                         

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