STATI UNITI / COME BIG PHARMA CORROMPE LA “FDA”

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Come Big Pharma corrompe la ‘Food and Drug Administration’, la potente Agenzia statunitense che deve istituzionalmente controllare il settore alimentare e quello farmaceutico.

Sta circolando negli Usa, diffuso da ‘Project Veritas’, un video esplosivo, nel quale viene intervistato dal suo fondatore e animatore, James O’ Keele, un “funzionario esecutivo” della FDA, Chris Cole.

Le polemiche stanno divampando negli States, mentre la FDA glissa e si limita a commentare: “La persona nel video presumibilmente non lavora su questioni relative ai vaccini e non rappresenta il punto di vista della FDA”.

Al contrario, la pagina Linkedin di Cole lo descrive come funzionario all’interno delle ‘Countermesures Initiatives’ della FDA, organismi che svolgono un ruolo fondamentale nel garantire che farmaci, vaccini e altri prodotti per contrastare virus e varie patologie siano sicuri ed efficaci.

Scorriamo alcuni passaggi salienti dell’intervista.

“Le aziende farmaceutiche, le aziende alimentari, le aziende che producono vaccini ci pagano centinaia di milioni di dollari all’anno per assumere e indurre i revisori ad approvare i loro prodotti”.

“Fondamentalmente, addebitiamo all’industria milioni di dollari per assumere più revisori di farmaci e revisori di vaccini che accelereranno il processo di approvazione. Quindi, le aziende farmaceutiche guadagnano di più”.

 

“La FDA attenua l’impatto delle tariffe degli utenti sulle loro operazioni, perché sanno che dipendono dalle compagnie farmaceutiche, dalle compagnie di vaccini e da queste altre società per il funzionamento della loro agenzia”.

“Sarai escluso dall’ottenere altri lavori perché un altro ufficio non vorrà assumerti, se hai parlato di qualcosa, giusto o sbagliato che sia. Vogliono assumere una persona sicura, che possa fare il lavoro, ma non necessariamente è un’ottima assunzione”.

Il funzionario esecutivo FDA, Christopher Cole, dunque, parla esplicitamente di revisori addomesticati, ed assunti in gran numero, per procedere il più celermente possibile ai processi di valutazione e approvazione di farmaci e vaccini. E tutto è finalizzato a far crescere in modo esponenziale i profitti delle aziende farmaceutiche ed ovviamente anche quelle impegnate nella produzione di vaccini.

Sorge a questo punto spontanea la domanda: è successo proprio questo in occasione dell’approvazione lampo dei primi vaccini anti covid, ossia quelli di Pfizer e Moderna?

Una storia più volte raccontata dalla Voce e che ha dell’incredibile.

Il 23 agosto 2021, infatti, improvviso e imprevisto arriva l’ok della FDA ai due vaccini americani, un’approvazione in via definitiva, che quindi sancisce la fine dell’uso in via emergenziale.

Tempi e modalità vengono letteralmente bruciati. La dead line, il termine per tutte le sperimentazioni, i test e i ‘trials’ era stata prevista per il 31 dicembre 2023: quindi quasi due anni e mezzo dopo!

Il che significa che, in soldoni, sono mancati all’appello quasi 2 anni e mezzo di fondamentali test. Sono bastati appena 4-5 mesi!

 

 

Incredibile ma vero. E come ha dimostrato in modo scientifico un’inchiesta condotta dal ‘British Medical Journal’, quei trials sono stati in gran parte taroccati, condotti in modo del tutto approssimativo. Lo ha infatti rivelato al BMJ una ricercatrice, Brook Jackson, incaricata di dirigere dei trials, e che ha inutilmente denunciato alla FDA quei fatti gravissimi: e per tutta risposta l’Agenzia l’ha licenziata in tronco!  Ora si capisce, alla luce della nuova denuncia di Cole, perché la FDA abbia insabbiato le denunce della ricercatrice.

Da rammentare, inoltre, che pochi giorni dopo la più che anomala approvazione, a fine agosto 2021 si è dimessa una figura storica nell’organigramma di FDA, ossia Marion Gruber, in servizio da 32 anni e da tempo al vertice dello strategico ‘Office of Vaccines Research & Review’. E si è dimesso anche il vice, Phil Kraus, entrambi in evidente disaccordo con la decisione di approvare in fretta e furia i vaccini di Pfizer e Moderna.

A questo proposito, si rammentano anche le forti pressioni esercitate dalla Casa Bianca, e personalmente da Joe Biden, sui vertici FDA. Come sfondare, comunque, una porta aperta, vista la gran voglia della ben pagata (dalle aziende farmaceutiche) FDA di dare il via libera definitivo ai vaccini.

Vertici (gli ultimi due) in perfetto conflitto d’interesse. Il commissario al timone di FDA per un biennio (2018-2019), Scott Gottlieb, terminato il suo mandato ha avuto addirittura la faccia di bronzo di passare con un faraonico contratto negli alti ranghi di Pfizer, la ‘controllata’ speciale. Mentre il suo successore, e attuale commissario, Robert Califf, fa per professione il super consulente delle star di Big Pharma: il massimo.

Come mai la magistratura americana, solitamente rigorosa, in questa story ha totalmente chiuso gli occhi e insabbiato tutto?

 

NELLE IMMAGINI, due fotogrammi dall’intervista a Cole, che è possibile vedere integralmente al link

https://www.projectveritas.com/news/fda-executive-officer-exposes-close-ties-between-agency-and-pharmaceutical/

 

 

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