Fischia il vento e infuria la bufera…

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“Ma sono pazzi?” La domanda ha fatto il giro del mondo e specialmente tra chi ha vissuto o peggio vive la sciagura della guerra. Purtroppo Putin pazzo non è e minaccia una specie di prova generale della fine del pianeta che si autodistrugge con il paventato ricorso agli ordigni nucleari, risorsa estrema per aver ragione del ‘nemico’. Pazzo non è Biden, costretto dal calo di consensi a tentare il recupero facendo leva sul sovranismo di mezza America. Il tycoon del Cremlino, secondo gli analisti di settore, sarebbe a un niente dal via all’invasione dell’Ucraina, per impedire al Paese, secondo europeo per estensione territoriale dopo la Russia, di uscire dall’alveo di ex affiliata alla matrigna Urss, per aderire alla Nato. Di decisivo interesse, se confermata, l’iniziativa dell’ambasciatore ucraino in Gran Bretagna. Intervistato dalla BBC ha lasciato intendere che il suo Paese potrebbe non aderire alla Nato pur di evitare la guerra. Ieri nel ragionare in queste note quotidiane sull’annunciata catastrofe di un conflitto nel cuore dell’Europa, l’invito al governo di Kiev di accantonare l’ambizione a far parte della comunità europea e appunto della Nato. Mentre la tensione tocca punte di immensa pericolosità. ‘Impazzisce’ la sfida Putin-Biden a colpi di uomini e armi schierate per l’invasione dell’Ucraina e la prevista risposta, il sanguinoso respingimento. Il febbrile lavorio degli 007 Usa ritiene di poter pronosticare l’attacco sovietico per dopodomani, mercoledì 16 febbraio, ma c’è chi sospetta che si tratti di un’inedita provocazione degli omologhi di Mosca per intimorire l’Occidente. Intanto è in pieno svolgimento la guerra di nervi tra i due presidenti, che anche sul fil rouge del watts App non cedono di una virgola e confermano le rispettive posizioni. Biden: “In caso di attacco risponderemo con decisione e severità”. Putin: “Isteria americana al suo massimo”. Il governo di Kiev sul Putin pensiero: “È in preda a una sorta di paranoia antiamericana”.

Paura dei 200mila ucraini che vivono e lavorano in Italia, ma anche idee contrastanti. Una cameriera: “Stavo bene con l’Unione Sovietica perché potevo studiare gratuitamente. Abbiamo sempre avuto buoni stipendi. Quando ci siamo separati dalla Russia, sono iniziati grandi problemi…” E un connazionale: “Sono molto preoccupato perché il nostro grande amico, per così dire la Russia, ha ferito il nostro popolo per molti secoli.” Chi non è tra i preoccupati per la minaccia di una guerra in Europa, dopo oltre settant’anni di pace? Ovvio, chi lucra con la vendita di batterie di missili, elicotteri militari, aerei, carrarmati, [S1] ordigni nucleari, armi chimiche. “Ma sono pazzi?” “Anche, sì”

In sperimentazione (su animali, ma presto sugli uomini) un vaccino che immunizzerà contro tutte le varianti di Covid-19: merito dei ricercatori del Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità italiano.

Atalanta-Juventus 1 a 1 e ancora una polemica sui ‘favori’ alla squadra di Agnelli. Come molte altre volte arbitraggio contestato. Il direttore generale della squadra orobica: “Szczesny (portiere della Juve) da rosso e c’era un rigore per noi non concesso”. Imputato è l’arbitro Mariani, che non ha espulso il portiere bianconero per un contrasto grave con Koopmeiners e non ha accordato all’Atalanta un rigore per fallo volontario di mano in area di De Ligt. Niente di nuovo sui contestati ‘favori’ di cui gode la potenza della Juventus. Sul ‘caso’ neppure una parola di Repubblica, quotidiano della Fiat-Juve,  ma giudizi entusiastici su quant’è bella, forte e gagliarda la squadra bianconera!

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