Sussurri leghisti

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Il verme solitario che infesta la pancia degli eredi di Bossi non è un’esclusiva di Salvini e scoprirlo conferma l’urgenza di un antidoto che impedisca il pericoloso diffondersi anche nel corpo di insospettabili.  Non avremmo mai pensato a casi di complicità leghista di Sala, sindaco democratico di Milano, sorpreso in un indecoroso ‘a tu per tu’ con Fontana, governatore della Lombardia, pupillo di Salvini. A proposito dei fondi europei per l’Italia, del Piano nazionale di Ripresa e Resilenza (222,1 miliardi di euro), ecco i passi del loro dialogo (intercettato): Caro Beppe, è un casino il Pnrr e noi mettiamo a terra un ca..o(Fontana). Sala si dice preoccupato “Perché è tutto Sud, Sud, Sud. Basta sempre Mezzogiorno (sic!)  bisognerebbe farsi più furbi”. Così i due nemici (?) amici, che sembrano intenzionati a stipulare un nuovo atto di solidarietà separatista. Il commento di un lettore del Fatto Quotidiano: “Penso che per il sud sarebbe meglio collaborare con qualche nazione del nord Europa che con questi nordisti da barzelletta. Pensino ai loro imbrogli e casini piuttosto che esprimere giudizi sui comuni del sud.  Se proprio vogliono fare qualcosa restituiscano le ricchezze del Mezzogiorno che hanno depredato dall’Unità d’Italia in poi. Pensino a casi come quello di Sesto San Giovanni, dove sindaco e assessori di centrodestra pensano ad aumentarsi lo stipendio con i soldi del Comune”. Mara Carfagna, ministra per il Sud: “La quota di Pnrr destinata al Sud è un’opportunità anche per il Nord. Se cresce il Sud cresce l’Italia”. Il sindaco di Milano (pentito?): “Il Pnrr è un aiuto per le realtà territoriali in difficoltà. Destinare al Sud il 40% delle risorse italiane è una giusta, incontestabile decisione”. Ci va giù duro la rete di sindaci del Sud: “Caro Sala, parliamo dei 7 miliardi dell’alta velocità ferroviaria Genova-Milano, degli investimenti infrastrutturali degli ultimi 30 anni, concentrati per l’80% nel Centro Nord. Parliamo dei soldi dell’Expo e delle Olimpiadi invernali, della mancanza di una reale politica industriale per il Sud. La lotta alle disuguaglianze è la vera sfida della modernità, manca una politica industriale per il Sud. Non è detto che ogni evento internazionale debba svolgersi necessariamente a Milano, che ogni insediamento produttivo debba localizzarsi nei suoi dintorni. Ti chiediamo di farti promotore di iniziative per Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo. Sono realtà che hanno potenzialità inespresse e molto da offrire al sistema Paese. Se cresce il Sud, cresce l’Italia”. Forse per non screditare Sala, sindaco antagonista della destra, la sorprendente scelta dei democratici di delegare alla rappresentante di governo di Forza Italia, il compito di contestare il sindaco lui e Fontana: storicamente e ora, in questa circostanza, scena muta della folta compagine di ministri, deputati e senatori meridionali. Silenzio anche sulla drammatica vicenda di 240 dipendenti senza lavoro di Catania, licenziati dalla mega multinazionale del farmaco Pfizer, che ha incassato molte decine di miliardi solo con la vendita del vaccino anti Covid.

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