EFFETTI COLLATERALI / PERCHE’ NON SONO IMPOSTI I TEST GENETICI ?

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Il sito cattolico di controinformazione “La Nuova Bussola Quotidiana” ha raccontato la kafkiana storia di una dottoressa umbra, da anni medico di base, oggi indagata dalla Procura di Perugia per ‘falso ideologico’.

E’ accusata, infatti, di aver fornito certificazioni, ad alcuni pazienti, finalizzate all’esenzione dal vaccini per motivi di salute.

In sostanza, ha fatto in pieno il suo dovere, cosa che tanti, troppi colleghi non fanno.

E invece di ricevere un plauso, ora si vede indagata.

Di seguito vi proponiamo la lettura dell’istruttivo servizio della ‘Bussola’.

 

Ma vogliamo aggiungere una notizia di particolare rilevanza, che approfondiremo nei prossimi giorni con una inchiesta ad hoc.

E’ ormai accertato, sotto il profilo scientifico, che esiste una predisposizione genetica per diverse patologie: comprese, per fare un solo esempio, quelle neuro-cardiologiche. In sostanza, attraverso esami e test genetici ad hoc, per ogni individuo è possibile appurare la predisposizione, o meno, ad infarti, ictus, trombosi, con una percentuale di ‘rischio’ molto attendibile.

Ora, incrociando i risultati di questi test con le controindicazioni dei vaccini, soprattutto quelli a mRNA (cioè su base genetica) come Pfizer e Moderna, è possibile ‘prevedere’, anticipare, capire se il ‘vaccinando’ corre un pericolo, e in che misura, se riceve l’inoculazione.

A questo punto, in presenza dicerti dati inequivocabili, è possibile valutare in modo serio il rischio che viene corso. E su questa base può essere rilasciato un certificato di esenzione dal vaccino. A ‘prova di bomba’.

Sorgono spontanei alcuni interrogativi.

Come mai fino ad oggi il Ministero della Salute, il sempre solerte Comitato Tecnico Scientifico, l’Istituto Superiore di Sanità e le altre autorità (sic) in materia sanitaria, non hanno previsto, anzi IMPOSTO, questi esami per un semplice motivo di cautela e precauzione, come sempre invocato dal grande Luc Montagnier?

Come mai è stato IMPOSTO un OBBLIGO VACCINALE tout court, invece di IMPORRE un sacrosanto esame che verifichi se il vaccino non può avere un effetto molto grave per quell’organismo?

Come mai, ancora, non è stata prevista la GRATUITA’ di questi fondamentali test genetici, che dovrebbe essere totalmente a carico dello Stato?

Ci pare ovvio, in un Paese che voglia definirsi civile e non una macelleria sociale, dove i buoi vengono impunemente mandati a morte.

Il segreto, a quanto pare, sta tutto in una sigla: MTHFR, ossia il test base per ‘leggere’ la predisposizione genetica alle patologie neuro-cardiologiche. Altri esami utili per completare il quadro sono la conta piastrinica, l’omocisteina e il D-dimero.

Di seguito, ecco il pezzo della ‘Bussola’.

 

 

«Ho esentato dal vaccino i miei pazienti a rischio. Ora sono indagata»

Ha rilasciato esenzioni da vaccino covid ad alcuni suoi pazienti con tanto di scheda anamnestica, esami diagnostici e referti specialistici. Ma tanta solerzia non è bastata a una professionista della provincia di Perugia, la quale si è ritrovata così indagata per falso ideologico dalla Procura del capoluogo umbro.

A novembre il medico aveva ricevuto una visita dei Nas in ambulatorio per prelevare – senza mandato – le cartelle cliniche di alcuni pazienti. Nei giorni scorsi è arrivata la conferma di un procedimento aperto a suo carico per falso ideologico: «Ma quale ideologia?», si chiede lei stupita e amareggiata alla Nuova Bussola Quotidiana che l’ha contattata.

«L’unico motivo che mi ha spinto a esentare questi miei pazienti è stato un sacrosanto principio di prudenza a cui ogni medico in scienza e coscienza avrebbe il diritto e il dovere di ispirarsi».

25 cartelle cliniche per altrettante esenzioni da vaccino covid. Forse la Procura sospetta che dietro ci sia un’operazione di esenzioni facili? «Non lo so proprio – aggiunge la dottoressa umbra -. Di sicuro non si tratta di “esenzioni facili” men che meno di mercato delle esenzioni: in scienza e coscienza confermerei ancor oggi quelle esenzioni».

Ma di quali pazienti si tratta? «Pazienti con storia di epilessia, con linfomi, con storie neoplastiche gravi, pazienti con crisi ipertensive e altre patologie che possono essere fattori di rischio acclarati per una vaccinazione. Addirittura, in certi casi ho con me i certificati degli specialisti di salute pubblica che sconsigliano la vaccinazione. Si tratta di pazienti affetti da patologie immunitarie o cardiache, pazienti con asma cronica grave o con choc anafilattici pregressi».

Dunque, stando alla professionista – che chiede attraverso il suo avvocato di rimanere anonima -, quanto è stato fatto risponde né più ne meno che ad un’attenta e scrupolosa valutazione circa il cosiddetto rapporto rischi/beneficio. Un rapporto che in questi mesi di campagna vaccinale di massa è stato considerato spesso erroneamente in senso collettivista. Invece – e le storie delle reazioni avverse che la Bussola racconta da agosto scorso stanno a dimostrarlo – il rapporto rischi/beneficiova considerato sempre personale come riferito al solo paziente che si deve decidere se esentare o vaccinare, ai suoi fattori di rischio, alle interazioni di causa possibili e alle sue condizioni di salute.

C’è poi un secondo fattore, che andrà chiarito in sede legale. La Procura sarebbe entrata in possesso delle cartelle ciniche senza un regolare mandato. «Non mi è stato mai notificato un mandato – come invece dovrebbe avvenire – e anche questo aspetto l’ho vissuto come una violenza ulteriore nei miei confronti e nei confronti dei pazienti i cui dati sono sensibili e di loro esclusiva proprietà».

La dottoressa ci tiene a precisare di non essere affatto un medico no vax: «Si tratta di un appellativo che rifiuto sdegnata: sono vaccinata, ho fatto vaccinare la mia famiglia, ho vaccinato i miei pazienti, ma non posso tacere che di fronte a fattori di rischio particolari, una vaccinazione come questa potrebbe essere controproducente».

E allora, che cosa potrebbe essere successo? «Spero di poterlo appurare nel corso del prossimo interrogatorio e di chiarire il tutto – prosegue -, ma devo ribadire che la certificazione di esenzione è una possibilità prevista dalla legge, non credo affatto di aver commesso un delitto. Anzi, semmai il delitto potrebbero averlo commesso tutti quei colleghi che hanno omesso di certificare per tanti loro pazienti una esenzione pensando che il vaccino dovesse essere un farmaco adatto a tutti indistintamente, indipendentemente dalla personale storia clinica. In questi mesi abbiamo assistito ad un fatto che non ha precedenti nella storia della medicina: la somministrazione dello stesso farmaco a tutti, come se andasse bene alla popolazione da 0 a 100 anni senza alcuna distinzione. E questo – lo ribadisco in scienza e coscienza – è un messaggio anti-scientifico».

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