Si salvi chi può

Condividi questo articolo

Non è semplice affrontare il caos dell’affollato pianeta dove confliggono in deludente contrapposizione le tante anime della partitocrazia. Lucia Annunziata direbbe “è una roba difficile”, termine a cui fa ricorso per una sua pigrizia verbale, per non voler dedicare tempo alla pesca nella straripante ricchezza della lingua italiana, di definizioni appropriate, come ‘evento’, ‘questione’, ‘tema’, eccetera.

Dalla forzatura imposta a Mattarella, stoico servitore dello Stato, già proiettato e con pieno merito nel futuro di sereno, nobile pensionamento, residua un 50 percento del movimento inventato, poi sconquassato dal comico prestato alla politica, da Conte, neo presidente ‘dilettante allo sbaraglio’; sopravvive il 50 percento di una Lega ‘slegata’, a guida dello sconclusionato ‘papeetaro’ Salvini. Gli uni, gli altri, escono con le ossa rotte dai rispettivi disastri e in rabbiosa, inevitabile confusione.

Tra gli italiani con la testa a posto, che hanno indotto deputati e senatori a riaffidare il Quirinale alla sperimentata saggezza di Mattarella, si fa strada la speranza di un’Italia prossima alla piena maturità democratica, di un auspicato bipolarismo della politica, dell’universale (o quasi) antitesi progressisti-conservatori. La precondizione, ecco il problema, è la compattazione dell’ampio arcipelago di isole, isolotti e piccoli atolli, ora dispersi in mare aperto, in un unicum laburista, contrapposto alla destra, agli eredi del neofascismo postbellico, a gruppi eversivi. Certo, è una vera impresa abbattere l’egocentrismo di mestieranti della politica statisticamente irrisori e inglobare il loro 2-3 per cento di consensi. Il primo obiettivo, di non poco conto, è   la sconfitta dei negazionisti, di chi contesta, perché storicamente non verosimile, l’idea di rivoluzione, dell’empito collettivo per approdare al confronto democratico tra due poli e in un futuro politico non lontanissimo. Non ci scoraggiamo, o almeno proviamo a non arrenderci, ma è dura. Ecco il fantasmagorico caleidoscopio dell’italica partitocrazia, del ‘nostro’ circo Barnum: Coraggio Italia, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Lega Salvini premier (!!!), Liberi e Uguali, Movimento 5Stelle, Partito Democratico, Gruppo Misto, Alternativa, Azione+Europa-Radicali italiani, Centro democratico, Maie-Psi-Facciamoeco (!!!), Minoranze linguistiche, Noi con l’Italia-Usei-Rinascimento ADC, Non iscritti.

Condividi questo articolo

Lascia un commento