Questa vince… questa perde

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Noi presi in giro, raggirati da prestigiatori dilettanti, maldestri che replicano ritualmente il trucco abusatissimo della partner ‘segata’ a metà, dell’asso di cuori che con un soffio magico e un ‘sim salabim’  diventa re di quadri: provano a buggerarci spacciando i soliti giochi di potere per rispettosi inchini a princìpi che calpestano sistematicamente: fingono di competere da destra, sinistra, centro e miscugli a latere di parlamentari senz’arte né parte, interessati con tenacia degna d’altro a remare in qualunque direzione abbia come meta il ‘pacchetto’ di vantaggi e privilegi acquisiti con colpi di votazioni ad hoc. Incombe sull’ insopportabile chiacchiericcio da mercato rionale la plateale ipocrisia, in par condicio, di quanti intercettano il  microfono di giornalisti quirinalisti e svicolano dall’incapacità-impossibilità di previsione sulla figura del prossimo capo di Stato con totale ambiguità: “Noi proponiamo una personalità di alto profilo”, firmato Lega, Pd, 5stelle, Italia preceduta da Forza, Fratelli, Viva, Gruppo misto, minoranze etniche, eccetera. Il gioco delle tre carte sembra essersi trasferito dai vicoli che a Napoli confluiscono nella piazza Garibaldi ai dintorni di Montecitorio. Gli imbonitori che vagano nei pressi della ‘Camera’ alimentano un turbinìo di fake news, si propongono con mazzetti di rose appassite ancor prima di essere offerte ai media affamati di indiscrezioni. Evidente la difficoltà di riempire con qualcosa di tangibile lo spazio delle maratone televisive e danzano a vuoto i nomi di vittime sacrificali immolate per prendere tempo, per bruciare improbabili ‘quirinabili’. Commuove l’impegno sacrificale del folto manipolo di interpreti del nulla, che per ore s’ingegnano a stuzzicare la curiosità dei rispettivi utenti Tv con un gioco di finte, dribling, lob, tunnel, cross e fiondate finite inevitabilmente a fondo campo. Le ammiraglie dell’informazione, per sostenere l’impossibile ruolo di indovini, mandano in campo i comandanti, nella fattispecie i direttori dei Tg. Se la 7 si affida a Mentana, capitano di lungo corso, il Tg1 rivela il lato narcisista di Monica Maggioni che, abbandonato il ruolo di direzione del giornale, invade tutto lo spazio della rete con una sovresposizione che mette in panchina conduttori di Tg e chiunque le sia al fianco. Si va avanti con ore di nebulosità che non dirada neppure con i frenetici clic sugli smartphone degli inviati esposti al freddo, al gelo) e degli ospiti negli studi.  La sensazione dell’italiano con sale in zucca: Letta e Salvini, Conte e Tajani, Crosetto e Renzi sono in partita con dosaggi doppi di energia politica, scesi in campo consapevoli che al 90esimo della partita di andata e ritorno (Quirinale, Palazzo Chigi) la sfida non potrà concludersi in parità, che vittoria e sconfitta domineranno lo scenario istituzionale del Paese in modalità progressista o sovranista.  E forse è stata l’unica certezza da lunedì in qua.

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