En attendant Berlusconì

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Furbo il cavaliere: sembra di non voler coinvolgere i compari della destra (evidentemente è fallita la campagna acquisti condotta in tandem con un socio esterno altrettanto impresentabile e qualche anima in pena di impossibilitati a guardare con ottimismo al futuro di politico, ovvero di parlamentare). Comunque ‘meno male che Silvio c’è’ ha calpestato la ribalta della notorietà, che per uno con il suo passato giudiziario è già un premio rubacchiato che lo fa e restare al proscenio in questo giorno forse decisivo per la successione a Mattarella. In streaming, o di persona, se confermasse di rinunciare alla candidatura, Berlusconi accompagnerebbe la dichiarazione con parole da ‘patriota’ che si immola sull’altare dell’etica personale per il bene del Paese. Un capolavoro, si definisce così a Napoli, di ‘cazzimma’, che è più di astuzia. I bookmakers in questi giorni hanno fatto gli straordinari per star dietro alla libido degli scommettitori, agli habitué dell’azzardo, ai quali non è parso vero il diversivo di deviare le puntate dal calcio e altre futilità al toto presidente. In questi giorni, per non interrompere la buona abitudine di confrontarsi con la magistratura, il padrone delle ferriere, al secolo l’inventore della televisione commerciale, sottrarrebbe tempo e residue energie alla fidanzata e all’amata cagnetta per difendersi nelle aule della giustizia, ma in verità finisce per frequentarle sempre molto  poco con mille stratagemmi legali, non ultimo l’ennesimo rinvio del ‘Ruby ter’, che lo vede accusato di avere ‘comprato’ il silenzio delle testimoni di cene con ospiti non proprio educande. In piena vigilia di chiarimento sul ‘sì o no’ all’assurdo di salire sul Colle, su segnalazione della Banca d’Italia impegnata contro il riciclaggio, spunta il caso di 70mila euro consegnati da Berlusconi a Julinda Lupi, di nazionalità albanese. Le causali: ‘prestiti’, ‘regali’. La donna avrebbe utilizzato parte della somma, per consegnarla al magistrato Cosimo D’Arrigo, che ha lamentato di avere problemi con i pagamenti di un appartamento in affitto a Roma, contratto gestito da una società di Calabretta, un forzitaliota calabrese passato alla Lega. D’Arrigo scagionò Berlusconi dalle accuse di aver realizzato fondi ‘neri’ con proprie aziende, di appropriazione indebita e frode fiscale.  I difensori dell’inventore di Forza Italia negano che la donna albanese sia coinvolta nelle indagini sul loro assistito. Eppure fioccano le stranezze: la signora in questione, a dispetto della crisi da pandemia (sua la perdita di 162 mila euro, del 90% di ricavi di imprenditrice, ha comprato dall’Inpgi (Istituto giornalisti) un negozio di Roma costato 700mila euro, grazie a un mutuo della banca Mediolanum, di cui è socia la Fininvest di Berlusconi. E voilà, rien ne va plus!

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