TONY BLAIR / IL NEO CAVALIERE CHE FALSIFICA & DISTRUGGE     

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Appena nominato dalla regina Elisabetta ‘Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera’, la suprema onorificenza del Regno Unito, Tony Blair rischia di essere subito disarcionato.

Ha già raggiunto il top della 800 mila firme, infatti, la petizione sottoscritta dagli inglesi ‘angry’, ossia furibondi, incazzati per la trovata di fine d’anno di una regina sempre più nel pallone, non solo per motivi anagrafici, ma anche per gli scandali che ruotano sempre più vorticosamente intorno alla casa reale, dall’affaire Epstein che tira in ballo il principe Andrea, alle sparate griffate Megan.

Ma ecco che ad inizio anno piove a catinelle benzina sul fuoco delle polemiche. Perché è fresco di stampa il libro bomba firmato da Geoff Hoon, vent’anni fa ministro della Difesa nel governo guidato da Blair.

Un volume di memorie intitolato “See How They Run” che tradotto vuol dire ‘Guarda come correvano’, le cui anticipazioni sono state pubblicate sul ‘Daily Mail’.

Le clamorose rivelazioni riguardano il colossale depistaggio operato da Blair sul fronte della guerra all’Iraq di Saddam Hussein.

Geoff Hoon. Sopra, Tony Blair

In sostanza, nel libro l’ex ministro afferma che al suo principale segretario privato era stato ordinato “senza mezzi termini” da Jonathan Powell, capo dello staff blairiano, di leggere e poi di bruciare immediatamente il parere-documento stilato dal procuratore generale Lord Goldsmith proprio sulla bollente questione irachena.

Si trattava di un parere del tutto negativo, scritto da Goldsmith proprio su richiesta del governo, che voleva il suo autorevole avallo per legittimare l’intervento degli Usa e degli alleati in Iraq. Il procuratore generale sostenne che non esisteva alcuna base legale per l’intervento, e quindi disattese le aspettative del premier. Che, a quel punto, decise di non tenerlo in alcun conto, di nasconderlo, anzi meglio distruggerlo.

A poco conta che, in un secondo momento, e cioè a pochi giorni dall’inizio del conflitto, lo stesso Goldsmith cambiasse idea, almeno nelle sue dichiarazioni ufficiali. Resta il fatto, incontrovertibile, di quel documento distrutto, bruciato, e vale sopra ogni cosa che a dichiararlo, oggi, sia nientemeno che l’allora ministro della Difesa, addirittura firmando un libro d’accusa.

Sei anni fa, del resto, una apposita commissione parlamentare, aveva già anticipato quel che ora diventa ufficiale: la ‘Commissione Chilcot’, infatti, aveva redatto un pesantissimo rapporto, che tirava in ballo tutte le responsabilità di Blair nella falsificazione delle prove sul fatto che Saddam Hussein fosse in possesso di letali armi di distruzioni di massa. Il rapporto è stato pubblicato nel 2016, ma già qualche mese prima il solerte ‘Daily Mail’aveva anticipato il contenuto. Ed in quella occasione il premier menzognero (‘liar’, che fa tanto rima con Blair) ebbe la faccia tosta di bollare quelle anticipazioni di fatti reali come “assurdità”.

E in precedenza, comunque, cominciavano a rimbalzare notizie e indiscrezioni sul castello di bugie messo su dal premier per contribuire alla costruzione di quelle gigantesche fake, tanto per suggellare meglio il ‘patto di sangue’ sottoscritto con George W. Bush che è costato anche agli inglesi centinaia di vittime, tra i militari, oltre ad aver provocato un’ecatombe tra gli innocenti civili irakeni.

Queen Elizabeth ci ha pensato ben 14 anni prima di concedere l’alta onoreficenza, che ritualmente viene elargita in modo automatico alla fine della premiership. E’ arrivata oggi, in un momento che più sbagliato non si può.

Dichiara Philippe Sands, docente all’University College di Londra e noto avvocato per i diritti umani: “Quando Lord Goldsmith ha scritto la consulenza legale avvertendo che la guerra in Iraq poteva essere illegale, difficilmente si sarebbe potuto aspettare che a coloro che avevano ricevuto una copia sarebbe stato detto di ‘bruciare dopo aver letto’. Ministri, Parlamento e pubblico sono stati indotti in errore da Blair a sostenere una guerra giudicata da molti come illegale e come un crimine. Nella moderna Gran Bretagna, a quanto pare, un così manifesto atto di trasgressione non preclude l’offerta di un riconoscimento di alto livello”.

Ma dalla petizione popolare che continua a far proseliti possono arrivare non poche sorprese…

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