IL NON-DISCORSO DI SERGIO MATTARELLA / ALCUNI OMISSIS   

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Avete mai sentito parole così vuote come quelle pronunciate da robot-Mattarella nel saluto di fine anno?

Un discorso così privo di ogni contenuto?

Una sceneggiata tanto penosa e indegna per un paese civile?

Eppure, nessuno fiata, nessuno osa commentare niente, tutti genuflessi davanti ad un capo dello Stato ectoplasma in rampa d’addio.

 

Qualche frasetta? “Grazie Italia. Non mi sono sentito mai solo, anche nei momenti più bui”.

“Non sprecate i vaccini”.

“Giovani, mordete la vita”.

Siamo alla primina con le enunciazioni e i propositi degli scolari più in gamba?

Oppure su “Scherzi a parte”?

 

Avremmo promosso l’alunno Mattarella, anche solo a mo’ di incoraggiamento, se avesse rammentato uno, anche uno solo dei giganteschi problemi che attanagliano l’Italia, uno solo dei drammi che ci pesano sul groppone. Anche soltanto “per far vedere”, nel momento dell’addio al “suo” (sic) popolo.

 

Ma vuoi dire una parola, anche mezza, sulla colossale crisi economica che stiamo traversando e ancor più ci colpirà?

Sugli italiani sempre più poveri, come mostrano con crudezza i dati dell’Istat e non dei complottisti? Alla faccia di una ripresa che non esiste, e che esiste solo nel cervello di lorsignori, dei ladri di Stato e di democrazia?

Sulle ultime tasse che colpiscono le tasche di chi meno ha, come incredibilmente palesa l’ultima manovra finanziaria di fine anno, un vero   killeraggio sociale ed economico?

Su quell’azione di contrasto all’evasione fiscale, quella vera, sempre sbandierata e sempre meno attuata, anzi mai lontanamente neanche iniziata?

Sui raccapriccianti rincari delle bollette che colpisce sempre chi meno ha    dall’inizio di quest’anno e il governo fa solo finta di voler tamponare?

Sulle mance da fame che vengono recapitate a tutti i pensionati, una delle vergogne più macroscopiche, il segno palese di una totale inciviltà, di una giustizia sociale mai attuata?

Nemmeno una parola su quella Costituzione che ogni giorno, nei fatti, viene sempre più calpestata, oltraggiata, vilipesa, offesa, fatta a morsi e brandelli da ciurmaglie e gangs che ci sgovernano ormai da anni?

Neanche una sillaba sulla (non) azione di contrasto alle mafie che, silenziosamente, o meglio nel più totale silenzio mediatico, hanno ormai preso il controllo di interi pezzi del paese, di intere fette dell’economia, di interi segmenti delle risorse pubbliche?

Neppure un cenno alla sanità pubblica ormai agonizzante, perché con la comoda scusa del covid intere fette della popolazione alle prese con patologie tumorali, cardiache, psichiche e via di questo passo vengono ormai abbandonate al loro destino?

O mezza parola sulle montagne di fake news propalate dalle solite gang partitiche e da saltimbanchi della ricerca sui numeri del covid, sugli effetti avversi da vaccino, sulle speculazioni delle case farmaceutiche, sulle autorizzazioni taroccate e via disinformando?

 

E la ciliegina finale. Possibile mai che il Capo di uno Stato, non della repubblica delle banane, non trovi per un attimo la decenza di chiedere scusa agli italiani per lo stato ormai da coma irreversibile in cui versa la nostra Giustizia, del tutto incapace – da anni – di garantire il minimo sindacale ad ogni italiano?

Una giustizia neanche più da quinto mondo. Perché sono ormai troppi, ormai la ‘regola’ i casi di giustizia negata, calpestata, così come la ‘Memoria’ di tanti, troppi italiani.

Non si vergogna, signor presidente Mattarella, di lasciare la più alta poltrona di uno Stato che in 30 anni e passa non è riuscito a trovare i mandanti delle più vergognose stragi di Stato, nonché dei più clamorosi depistaggi, sempre di Stato?

Ustica, Moby Prince, Capaci, via D’Amelio, Mogadiscio (dove vennero   trucidati Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) non sono solo dei luoghi segnati sulla cartina geografica o nei libri di storia.

Sono dei buchi neri, delle ferite lancinanti e ancora aperte, delle vergogne incancellabili.

E anche lei, ormai ex presidente Mattarella, non ha mosso un dito.

L’unica consolazione: il suo successore – visto il totonomi che impazza -non sarà certo migliore di lei.

 

P.S. Chi vuole, può confrontare il discorso del presidente Mattarella con la preghiera invettiva di Papa Francesco, che la Voce ha pubblicato ieri:

O Croce di Cristo – Papa Francesco contro coloro che condannano il giusto

  di Redazione

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