USA / LA RIVOLTA DI 19 STATI CONTRO JOE BIDEN PER I VACCINI

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Rivolta di molti Stati federali, negli Usa, contro l’amministrazione Biden e la sua politica in tema di obblighi vaccinali.

Ben 19 su 50, infatti, sono sul piede di guerra e hanno annunciato forti   liniziative egali per combattere le azioni dell’esecutivo, che vengono senza mezzi termini bollate come “illegali, incostituzionali e poco sagge”.

Tutto ciò fa seguito all’ordine esecutivo firmato dal capo della Casa Bianca, Joe Biden, lo scorso 9 settembre, con il quale è stato richiesto praticamente a tutti i dipendenti federali di sottoporsi alla vaccinazione contro il covid 19, come basilare condizione di impiego. Nel novero sono compresi tutti i dipendenti federali civili e gli appaltatori.

L’ordine entra ufficialmente in vigore fra poco più di un mese, l’8 dicembre. Sono previste deroghe od esenzioni solo per rigorosi motivi medici e religiosi.

Secondo la normativa che entrerà in vigore, “gli appaltatori che non si conformano possono perdere i contratti governativi”: il che significa, in soldoni, per molte aziende chiudere i battenti o ridurre di parecchio l’attività, visto che i dipendenti e i lavoratori che non vogliono sottoporsi al vaccino sono una bella fetta, pari a circa il 15-20 per cento del totale.

Ecco cosa scrive il sito ‘epochtimes.com’: “Tutti i 19 stati cercano di bloccare il requisito di Biden, sostenendo che il mandato viola la legge federale sugli appalti ed è una violazione del potere federale. Gli stati sostengono anche che il mandato di Biden per i vaccini viola il 10° emendamento che separa il potere tra il governo federale e quello statale; usa la spesa federale per costringere gli stati, il che è incostituzionale; e non ha permesso correttamente 60 giorni di commenti e discussione pubblica”.

Greg Abbott

Ecco come si sono mossi, sotto il profilo giudiziario, tutti gli stati.

Ad una corte federale del Missouri si sono rivolti Alaska, Arkansas, Iowa, Montana, Nebraska, New Hampshire, North Dakota, South Dakota, Wyoming, oltre allo stessoMissouri. Un’altra maxi causa presentata in un tribunale distrettuale della Georgia, vede coinvolti Alabama, Idaho, Kansas, South Carolina, Utah, West Virginia oltre alla stessa Georgia. Atti legali distinti, invece, hanno presentato il Texas (presso il tribunale di Galveston) e la Florida, che è stata la prima, in ordine di tempo, ad aprire il fuoco di fila.

Sentiamo cosa sostengono alcuni governatori e procuratori generali.

Secondo Ken Paxton, procuratore generale del Texas, “l’amministrazione Biden ha ripetutamente espresso il suo disprezzo per gli americani che scelgono di non farsi vaccinare, e ha commesso ripetuti abusi federali per costringere gli americani a qualcosa che non vogliono. Il governo federale non può spogliare gli individui della loro scelta di ottenere o meno un vaccino. Se il presidente pensa che la sua pazienza si sta esaurendo, sta chiaramente sottovalutando la mancanza di pazienza dei texani, i cui diritti sta violando”.

Passiamo al governatore dello stesso Texas, Greg Abbott: “Secondo un mio ordine esecutivo, nessun texano può essere costretto a fare l’iniezione di vaccino. L’ordine di Biden dovrebbe essere dichiarato illegale. La sua amministrazione sta usando sotterfugi per realizzare ciò che non possono ottenere direttamente, ossia la conformità universale con i loro mandati sui vaccini, indipendentemente dalle preferenze individuali, dalle esigenze sanitarie e dalle credenze religiose”.

E’ la volta del procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt: “Se il governo federale tenta di esercitare incostituzionalmente la sua volontà e costringe gli appaltatori federali a rendere obbligatorie le vaccinazioni, la forza lavoro e le imprese potrebbero essere decimate, esacerbando ulteriormente la catena di approvvigionamento. Lungi dall’aumentare l’economia e l’efficienza negli appalti, il mandato del vaccino per gli appaltatori avrà effetti deleteri sull’economia, causando dimissioni su larga scala dei dipendenti non vaccinati. Queste conseguenze dirompenti si oppongono direttamente sia all’economia che all’efficienza”.

Secondo il procuratore generale del Nebraska, Doug Peterson, “l’amministrazione Biden ha violato la dottrina Anti-Commandering e l’Administrative Procedures Act, creando una situazione del tutto insostenibile”.

Concetto ribadito dal governatore della Georgia, Brian Kemp, secondo cui “il mandato dell’amministrazione Biden ha messo le agenzie e i funzionari statali della Georgia in una posizione insostenibile”.

Brian Kemp

Va giù duro, Kemp: “Oltre ad essere una violazione illegale e anticostituzionale, questo mandato di vaccinazione sugli appaltatori federali non farà altro che dividere ulteriormente gli americani e ostacolare la nostra economia. I sondaggi mostrano che il 70 per cento degli americani non vaccinati dicono che lascerebbero il loro lavoro se la loro azienda richiedesse il vaccino covid-19. Dal punto di vista del datore di lavoro, 9 su 10 temono riduzioni significative della forza lavoro se dovessero implementare i mandati del vaccino”.

E incalza: “Non permetteremo all’amministrazione Biden di aggirare la legge o costringere i lavoratori georgiani a scegliere tra il loro sostentamento e questo vaccino. Il mandato potrebbe stare in piedi solo se il Congresso degli Stati Uniti lo avesse approvato in una legge”.

Proprio come da noi succede con il ‘Green Pass’, messo in campo perché il governo Draghi non ha il coraggio di introdurre, con una legge ad hoc, l’obbligo vaccinale. Per manifesta paura sia della palese anticostituzionalità, che della montagna di cause, ricorsi e richieste di risarcimenti che si scatenerebbero per le tante morti e i tanti danni collaterali già causati in questi mesi dai vaccini.

 

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