LEGHISTI / DA MASSONI O DA FASCISTI, ALL’ASSALTO  DELLE POLTRONE

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Leghisti massoni o paramassoni all’assalto delle istituzioni pubbliche lombarde.

La Voce ha documentato giorni fa la nomina di Gianalberico De Vecchi come Difensore civico della Lombardia, presentando un curriculum del tutto inadeguato, in cui l’unico titolo è addirittura taroccato.

Una poltrona, quella del Difensore, per la quale si era candidato un altro leghista, Corrado Della Torre, al quale di tutta evidenza non bastava la super pagata carica di direttore generale dell’ALER, la società pubblica che si occupa di case popolari nelle province di Brescia, Cremona e Mantova, direttore al quale spetta un appannaggio da ben 170 mila euro lordi l’anno.

Ricostruiamo in breve le due storie, di pretto stampo leghista.

Ecco le ultime sul fronte del Difensore civico (per saperne di più basta

cliccare sul link in basso). La nomina del massone Del Vecchio è stata contestata punto per punto da un candidato che, al contrario, aveva tutte le carte in regola: ossia pluriennale esperienza in materia di pubblica amministrazione, avendo gareggiato nel 2006 per la carica di ‘Ombudsman’ a livello europeo (e classificandosi al secondo posto) e occupando di nuovo da tre anni e mezzo quella di ‘Difensore civico’ in Campania. Si tratta di Giuseppe Fortunato, un avvocato amministrativista di lungo corso.

Qual è stato, invece, l’unico ‘ingrediente’ che ha caratterizzato il pedigree di Del Vecchio? Un Master in diritto tributario ottenuto alla Statale di Milano. Una perfetta auto-attribuzione, visto che all’Università meneghina non si è tenuto, nell’anno indicato, alcun Master in diritto tributario. Ma solo un ‘corso di perfezionamento’, cosa diametralmente diversa e di ben diverso peso.

Ma cosa ha fatto, in questi giorni, la Regione Lombardia per contestare quanto sostenuto da Fortunato? Ha interpellato la Statale. E sapete quale domanda ha posto? Se Del Vecchio aveva partecipato ad un Corso (non un Master) in diritto tributario. La classica ‘presa per i fondelli’, una domanda scientemente malposta, tanto per perdere tempo e fare in modo che l’abusivo Del Vecchio non venga schiodato da quell’incarico ottenuto in un modo che con la legalità, il merito e la trasparenza non ha nulla a che vedere.

Passiamo al secondo caso. Che vede come protagonista un ex consigliere regionale della Lega, attualmente direttore generale della strategica ALER, la società che si occupa del destino di molti immobili pubblici, ossia le case popolari di tre province lombarde.

Nel suo pedigree fanno capolino non solo un albero genealogico lungo mezzo chilometro, fra alabarde e stemmi nobiliari d’ogni risma, ma anche l’affiliazione ad un misterioso e a quanto pare potente organismo paramassonico: stiamo parlando dell’ ‘Ordine dei poveri cavalieri di Cristo’.

Non è una boutade o un giochino di parole, si tratta della ‘Militia Templi – Christi pauperum militum ordo’, fondata nel 1979 dal Conte Marcello Alberto Cristofari della Magione, che ne divenne il primo Gran Maestro.  Sede magistrale nel Castello della Ragione a Poggibonsi, in provincia di Siena, nel 1990 ha ottenuto dall’allora arcivescovoGaetano Bonicelli la proclamazione ad “ordine laicale di tradizione cattolica e di impostazione monastico-militare”. Un bel mix che, in teoria, intende ispirarsi alla tradizione dei Cavalieri Templari.

E sono anche le simpatie nazi a fare del milite – direttore un caso degno di nota nella galassia leghista. Sul suo profilo Facebook ha fatto capolino per svariati giorni la foto di un militare in alta uniforme nazi; del resto, si è fatto immortalare col capo Matteo Salvini in maglietta nera e la scritta tennis Bovegno.

Mesi fa poi Della Torre s’è accanito con le povere Sardine, quando, sempre via Facebook,ha postato, con spiccato aplomb britannico: “Le Sardine infilatevele nel culo”, cui ha fatto seguito un significativo “Sardine, già dal nome capisci che sono dei poveri sfigati mentecatti”.

Ma gli sfigati mentecatti hanno risposto per le rime: “Ancora propaganda fascista e nazista del Direttore dell’Aler di Brescia Corrado della Torre”. Con tutti i problemi che ci sono sul territorio, anche in tempi di covid, “un dirigente di un importante ente pubblico, quello che gestisce le case popolari, anche quelle del comune di Brescia, trova il tempo e ha lo spirito di fare apologia del fascismo e del nazismo! Non è possibile che la collettività paghi un lauto stipendio ad un dirigente pubblico che passa il tempo a scrivere post inneggianti al fascismo o ad alimentare divisioni e razzismo tra gli inquilini delle case popolari”.

La poltrona di presidente ALER è occupata da Albano Bertoldo, molto vicino alla ministra Maria Stella Gelmini, in questi giorni critica della gestione berlusconiana di Forza Italia, evidentemente ammaliata dalle sirene leghiste. Sul fronte locale, fra gli aficionados si segnala l’ex assessore ai lavori pubblici della Provincia di Brescia Pietro Bondoni, condannato nel 2016 ad un anno e mezzo per un giro di appalti.

Ma tornando ai nostri due protagonisti, De Vecchi e Della Torre, hanno una stella polare, e politica, in comune: si tratta dell’ex consigliere regionale del Carroccio e ora potente senatore leghista, Massimiliano Romeo. Anche lui alle prese con non pochi grattacapi giudiziari. I soliti ‘complotti’?

 

 

Nella foto Corrado Della Torre con Salvini

 

 

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