Io evado, tu evadi, egli evade e nessuno va all’inferno

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Ah, esistesse davvero il luogo della dannazione. Dante, spacciandola per vera, ha narrato la leggenda cattolica dell’Inferno. Per evidenti ragioni cronologiche manca nel capolavoro della sua Commedia il girone dove arrostire a fuoco tutt’altro che lento i trentamila evasori che nascondono tesori miliardari nei cosiddetti paradisi fiscali. Di nuovo un cenno alla narrazione della favola: premio, punizione, attesa di giudizio, ovvero Paradiso, Inferno e Purgatorio. Una favola, appunto. La cruda realtà è nella spaventosa cifra di trentamila soci del club dei nababbi, che riempiono di somme miliardarie i depositi clandestini di luoghi del mondo aperti alla custodia di ricchezze sommerse. La scoperta si deve al giornalismo internazionale d’inchiesta, alla task force di un pool indipendente, ribelle al conformismo dei media condizionati da complicità con i poteri forti. Ma chi sono i fuori legge che frodano il fisco e tutti noi contribuenti? Annotateli nella vostra agenda, elencate le categorie di truffatori che contribuiscono all’indecenza di ricchezze illimitate e tragiche povertà. Chi sono i grandi evasori? Decine di capi di Stato e di governo, centinaia di politici di quasi cento Paesi, ministri, premier e in altro ambito banchieri, industriali, famosi sportivi, esponenti della moda e dello spettacolo, delinquenti, trafficanti di droga.  Qualche nome ‘eccellente’? il premier della Ceoslavacchia, il ministro dell’economia olandese (puntiglioso critico del mancato rigore finanziario dell’Italia!), il presidente della repubblica Ucraina, politici del regime russo e udite, udite, probabilmente familiari di Putin (che smista le sue ricchezze nel Principato di Monaco). una sua ex governante (amante, madre di una figlia concepita con Putin?). La Russia, rivela l’inchiesta, sarebbe coinvolta più di chiunque altro (una cinquantina di oligarchi). Sconcertano i casi di Juan Carlo, re di Spagna abdicato, accusato di evasione fiscale, di Abdullah (100 milioni di dollari), dell’ex premier britannico Tony Blair, della famosa modella Claudia Shiffer, della cantante Shakira, dei colleghi straricchi Elton John e Julio Iglesias, di noti sportivi (Ancelotti). Nella lista nera anche mafiosi e nazifascisti (il boss della camorra Raffaele Amato) e non pochi italiani. All’indagine sugli offshore ha partecipato la redazione dell’Espresso e domenica prossima rivelerà molto di più sullo scandalo dei miliardi ‘esentasse’, di chi li sottrae al fisco. Le anticipazioni ieri e oggi le ha pubblicate la Repubblica.

Tifosi della Fiorentina, mascalzoni, beceri razzisti, che domenica hanno insultato i giocatori africani del Napoli (“scimmia di merda”), denunciati da Koulibaly, hanno rivelato anche di essere vigliacchi: non potendo negare di averlo fatto, hanno messo in dubbio che i giocatori azzurri abbiano percepito le ingiurie. [“Vorremmo sapere come ha fatto Koulibaly a sentire le voci dalla curva che si sente a malapena quello accanto a noi. Pensassero ai versi che fanno in campo che nemmeno Mario Merola, invece di fare sempre le vittime”]. Insulti anche durante l’intervista a Koulibaly del dopo partita. Non basta di sicuro la condanna formale del mondo del calcio e purtroppo nessuno ha il coraggio di punire il razzismo da stadio con un numero di partite casalinghe senza pubblico, unico deterrente per mettere fine all’ignobile fenomeno.

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