Grandi manovre, molto ambigue

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Flic e Floc, Stanlio e Ollio, Castore e Polluce, ogni altro esempio di dualità solidale, rafforza l’assioma ben rappresentato dal luogo comune ‘l’unione fa la forza’. Ancora lontano dall’imminente test elettorale delle amministrative, il binomio eterogeneo dei sovranisti di casa nostra, finanziato dal fondamentalismo cattolico Usa e dalla Russia di Putin, ha ingaggiato un’aspra contesa interna, non priva di colpi bassi, per imporre la propria leadership all’estrema destra della partitocrazia italica.  Il basculante Salvini al tavolo dell’ambiguità, ha scommesso su difetti di vista e udito di una significativa porzione di italiani, ma contemporaneamente ha intrattenuto rapporti da alleato, è stato    socio in affari governativi con la poco solida maggioranza di Draghi, ma anche calamita di delusi seriali, di scettici a prescindere, di nostalgici del famigerato ventennio, di razzisti, populisti. “Io sono Giorgia”, la biondina borgatara, a dar retta ai sondaggi,  accumula senza sosta like degli  sprovveduti ideologi  del “Si stava meglio quando pensavamo di stare peggio”. La ‘sorella’ di Fratelli d’Italia , ha continuato in sordina a fomentare il ribellismo degli incoscienti No Vax; ha dato sfogo a bassa voce all’istinto parzialmente represso dai neo fascisti, alla caciara dei suoi depu-disfattisti nelle aule parlamentari; ha indirettamente invitato gli  ex An, Msi, Alleanza nazionale e ora i suoi Fratelli d’Italia, all’intolleranza nei confronti di migranti, omosessuali, meridionali, democratici; ha contestato, senza neppure aver letto una carta di riferimento, qualunque atto di governo, strizzando l’occhio ceruleo all’anarchia del dissenso.  Con un funambolico coup de foudre, la strumentale riappacificazione del valpadano con la Meloni si è celebrata nel corso di una cenetta a due, chissà se a lume di candela e con sottofondo del ‘Chiaro di luna’. Improvviso revisionismo socio-politico-ideologico? Tutt’altro: i Castore e Polluce della destra italica hanno temporaneamente rinunciato al ruolo di capitano dell’improbabile alleanza, solo perché autorevoli analisti hanno pronosticato per le imminenti amministrativa la loro sconfitta a Milano, Napoli, Bologna e probabilmente anche a Roma. Cos’altro giustificherebbe il surreale ‘ballo di sanvito’ del carrocciaro, che in parlamento vota sì a provvedimenti del governo di cui fa parte e nello stesso luogo sacro, fa suo, cioè della Lega, il boicottaggio di Fratelli d’Italia sui temi della protezione dal Coronavirus?

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