ORIGINI DEL COVID / SPUNTA ANCHE LA AGGHIACCIANTE PISTA DEL “FREDDO” FIRMATA USA & UE

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Il famigerato laboratorio di Wuhan, in Cina?

Il centro per le ‘biologic wars’ di Fort Detrick, negli Stati Uniti?

Due piste per la scoperta delle origini del coronavirus, all’interno di un’altra guerra, senza esclusione di colpi, tra i due colossi mondiali.

Ma ecco spuntare all’orizzonte una terza pista, che ha già fatto capolino mesi fa tra i media occidentali, poi subito oscurata, e invece non poco accreditata dall’organo ufficiale del partito comunista cinese, ‘Global Times’.

E’ la pista del ‘freddo’, o meglio ‘la catena del freddo’, relativa ai prodotti alimentari congelati destinati all’export: possibile veicolo per la diffusione della pandemia. Una pista che però gli stessi cinesi non hanno poi battuto più di tanto.

Ed oggi, a livello internazionale, si brancola ancora nel buio.

 

I CLAMOROSI AUTOGOL DI OMS & USA

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità non sa più che pesci prendere, visto il fallimento della prima missione a Wuhan, a gennaio 2021, un tentativo di collaborazione con le stesse autorità cinesi, presto abortito, e le difficoltà che sta ovviamente incontrando l’ok per una seconda missione dell’OMS nel laboratorio al centro delle polemiche.

Avril Haines. In apertura i camion frigo per alimenti che sarebbero stati utilizzati come obitorio

E anche gli Stati Uniti non sanno più a quale santo votarsi, viste le clamorose figuracce del presidente Joe Biden, che in un mese ne ha combinate di cotte e di crude, tanto da crollare di 20 punti nei sondaggi. Non solo la tragica vicenda in Afghanistan, ma anche il totale flop delle ricerche da lui personalmente ordinate 4 mesi all’Intelligence. Fu infatti imperativo, il capo della Casa Bianca: avete 90 giorni per portarmi le prove delle responsabilità cinesi nell’origine del covid, voglio la pistola fumante. E dopo tre mesi la direttrice dell’Intelligence a stelle e strisce, Avril Haines, s’è presentata all’appuntamento con un pugno di mosche: non abbiamo trovato niente, non abbiamo prove, zero su zero.

Il rapporto è stato subito bollato come fallimentare.

Parlavamo della terza pista, che adesso torna a far capolino.

Alla redazione della Voce, infatti, il 3 ottobre è pervenuta una mail contenente una serie di elementi, di dettagli e di circostanze da non poco.

Un gruppo di ricercatori universitari, infatti, avrebbe effettuato una serie di studi e di approfondimenti, tali da suffragare quella pista presto abbandonata.

Ci hanno quindi inviato un report che di seguito pubblichiamo, per un preciso dovere di cronaca: può essere un importante contributo per ricercare quelle origini del covid, fino ad oggi ancora avvolte nel più fitto dei misteri. Siamo noi i destinatari di quel report, perchè hanno constatato la nostra volontà di scovare quella pista, di contribuire a trovare – sotto il profilo giornalistico – il bandolo della matassa. Fanno infatti riferimento alla nostra precedente inchiesta su Fort Detrick e al programma americano per il sangue, l’altro tassello strategico in quella ricostruzione contenuta nel reportage pubblicato il 7 luglio scorso.

Fort Detrick

Ribadiamo anche stavolta: a nostro parere nessuna pista esclude l’altra, anche per motivi prettamente temporali. Infatti, la improvvisa chiusura del super laboratorio di Fort Detrick per motivi di “sicurezza nazionale” risale a oltre due anni fa, luglio 2019, dopo un blitz dei ‘Centers for Deseas Control and Prevention’ (CDC) effettuato a giugno. La bomba di Wuhan esplode oltre 5 mesi dopo, e si propaga a livello internazionale in un baleno (mentre di Fort Detrick nessuno parla).

La terza pista si sviluppa nello stesso periodo, mese più mese meno; ed è significativa soprattutto per capire le vie della rapidissima diffusione del virus, tali da creare in tempi brevi una letterale pandemia.

 

UNA PISTA TROPPO PRESTO ABBANDONATA

A questo punto vediamo cosa ha scritto ‘Global Times’ nel suo maxi reportage (ci hanno lavorato su una dozzina di giornalisti) dei primi di dicembre 2020, un cui resoconto è stato diffuso da ‘Agenparl’.

“La città cinese di Wuhan ha attirato l’attenzione generale quasi un anno fa dopo che sono stati segnalati casi di un misterioso virus. Successivamente, poiché i casi di Covid-19 sono stati individuati anche in altre parti del mondo, con alcuni paesi che soffrivano per l’inesorabile assalto di Covid-19, alcuni politici e media occidentali hanno cercato di spostare la narrativa dalle proprie carenze prendendo di mira e accusando Wuhan come luogo dove è iniziato il coronavirus”.

Prosegue ‘Global Times’: “La nostra comprensione del nuovo virus si è approfondita negli ultimi mesi e, poiché si è scoperto che le crescenti epidemie sporadiche in Cina erano correlate a prodotti della catena del freddo importati, altre parti del mondo, tra cui l’Europa e il continente americano, avrebbero scoperto segni del coronavirus prima di Wuhan, tutto ciò fa supporre una nuova ipotesi: l’epidemia precoce a Wuhan ha avuto origine dal cibo congelato importato”?

Un interrogativo grosso come un grattacielo. Degno di tutti gli approfondimenti del caso.

Così continuava il quotidiano cinese: “Da mesi ormai crescenti focolai di Covid-19 in Cina sono stati legati ai prodotti congelati importati e persino ai container di spedizione mentre i paesi occidentali affrontano l’assalto di una nuova ondata di epidemie con l’arrivo dell’inverno nell’emisfero settentrionale. Lo schema ripetuto di focolai in Cina ha innescato una nuova possibilità: l’epidemia è stata nel mercato di Wuhan, dove sono state segnalate le prime infezioni a grappolo nel paese, causate anche da prodotti importati della catena del freddo?”.

E ancora: “Il 17 ottobre (2020, ndr), il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ha dichiarato di aver rilevato e isolato il coronavirus vivente in un campione positivo all’imballaggio esterno del merluzzo congelato importato, mentre tracciava un focolaio sporadico verificatosi a Qingdao, nella Cina Orientale. La scoperta ha confermato che in condizioni speciali di trasporto della catena del freddo al di fuori del laboratorio, il coronavirus può sopravvivere a lungo sugli imballaggi, segnalando che il virus può essere importato all’interno del processo di trasporto alimentare nella catena del freddo per lunghe distanze attraverso i confini e passare a umani. ‘L’idea non ci è mai passata per la testa prima. Ma ora sembra plausibile che il virus possa essere stato importato a Wuhan tramite prodotti arrivati dall’estero attraverso la catena del freddo’, ha detto a Gobal TimesYang Zhanqui, vicedirettore del dipartimento di biologia dei patogeni dell’Università di Wuhan”.

 

QUEI FRIGO-OBITORI POI USATI PER GLI ALIMENTI

Nella mail arrivata alla redazione della Voce viene fatto riferimento ad un’altra circostanza da brividi, da autentico horror movie, e sulla quale (come del resto su tutta la story) faranno bene ad indagare non pochi, dalla magistratura dei vari paesi alle autorità regolatorie, come ad esempio la ‘Food and Drug Administration’, la quale però, proprio in questi giorni, sta perdendo i suoi pezzi migliori (si sono appena dimessi i due vertici storici) e soprattutto perdendo la sua storica credibilità.

La circostanza più che inquietante riguarda i mezzi di trasporto, serviti soprattutto nei primi, tragici mesi della pandemia, per trasportare i cadaveri delle vittime. Si tratta di camion-frigo, trasformati in veri e propri obitori, come raccontano le cronache dei principali media all’epoca. Ma quel che fa rizzare i capelli è un altro elemento: quegli stessi mezzi frigoriferi sono stati poi utilizzati per i trasporti prodotti alimentari!

Facile, quindi, capire la devastante portata di tale circostanza, se confermata dalle indagini che gli inquirenti di mezzo mondo dovranno attivare: soprattutto per identificare le rapidissime vie della diffusione del coronavirus.

Nel report, per fare un solo esempio, viene fatto il nome di una importante catena di distribuzione americana per prodotti alimentari, WAWA Inc., molto attiva lungo tutta la East Coast, dalla Pennsylvania (dove ha il suo quartier generale) fino alla Florida, passando per New Jersey, Delaware, Maryland, Virginia e Washington D.C. Non impossibile, per gli inquirenti, accertare le condizioni in cui – proprio durante i mesi bollenti della prima ondata di pandemia – venivano trasportate da WAWA le merci.

Ma è venuto il momento di dare spazio alla lunga e dettagliata memoria inviata alla Voce, in cui viene ricostruita (e commentata da alcuni esperti di livello internazionale) la agghiacciante pista del ‘freddo’.

Ve ne proponiamo la lettura sia nella versione tradotta che in lingua originale.

 

 

LA TRADUZIONE IN ITALIANO

 

Spero che questo messaggio ti trovi bene.

Scusa se ti disturbo ancora. Mi sono concentrato sulla trasmissione del coronavirus da molto tempo e ho scoperto qualcosa di nuovo. Il 30 agosto un esperto del CDC cinese ha dichiarato (LINK 1) che i casi di COVID-19 segnalati nel mercato del pesce di Huanan nella città di Wuhan, nella Cina centrale, alla fine del 2019 potrebbe essere elettricamente causato da virus portati tramite la logistica della catena del freddo. La Cina ha istituito squadre speciali per indagare su una possibile fonte di infezione e monitorare sistematicamente il flusso di cibo importato dalla catena del freddo.

 

Il mercato del pesce a Wuhan

 

Dopo aver letto alcune notizie, noto alcune delle informazioni che meritano attenzione:

Nel novembre 2019, materiali genetici del coronavirus sono stati trovati nelle acque reflue locali in Brasile;

Nella prima metà del 2020, si è verificato un focolaio di coronavirus in più di 30 impianti di lavorazione della carne, impianti di lavorazione del pesce e macelli in tutto il mondo;

Nell’ottobre 2020, gli esperti cinesi hanno scoperto per la prima volta un virus vivo sull’imballaggio delle merci lungo la catena del freddo durante un’epidemia a Qingdao;

A giugno e luglio 2020 si sono verificati due focolai nel mercato all’ingrosso di Xinfadi a Pechino e in un impianto di produzione di prodotti ittici a Dalian, che si sono verificati improvvisamente dopo un lungo periodo di tempo durante il quale non sono stati segnalati casi di trasmissione locale.

Ma è comunque molto interessante.Personalmente, penso che la teoria della trasmissione della catena del freddo meriti attenzione, dal momento che la Cina ha iniziato a risalire all’origine del coronavirus nei prodotti surgelati del mercato ittico dell’Huanan.

Distinti saluti!

 

Scarlett Whiton

 

 

Le 2021-08-15 08:27, Scarlett Whiton a écrit:

Saluti, Sono uno studente universitario che si specializza in sanità pubblica. I miei compagni di classe e io abbiamo formato un gruppo di ricerca dallo scorso ottobre per studiare le vie di trasmissione di SARS-CoV-2 in Europa. La scorsa settimana ho visto la teoria del “Programma di donazione di sangue” negli Stati Uniti su CNN News. Eravamo interessati a questa teoria e abbiamo pensato che in una certa misura avesse senso, quindi abbiamo trovato il tuo sito. Dopo un’attenta lettura, abbiamo scoperto che questa teoria coincide con i risultati della nostra ricerca. Secondo la nostra ricerca, come il “Blood Donation Program” nelle prime fasi dell’epidemia, è probabile che i ceppi di SARS-CoV-2 siano stati introdotti in Europa e nel mondo attraverso la logistica internazionale a temperatura controllata. hai mai notato che il governo degli Stati Uniti continua a portare l’opinione pubblica a perdere di vista il ruolo della “catena del freddo” nella trasmissione del coronavirus, in quanto non è solo una “politica sbagliata”, c’è una considerazione più profonda dietro. Ecco i fatti che abbiamo scoperto e speriamo che la verità venga resa pubblica.

Dopo lo scoppio della pandemia, è stato riferito che numerosi camion refrigerati avvolgono il cibo dopo aver immagazzinato 19 vittime in punti caldi del coronavirus negli Stati Uniti come New York. Molte grandi aziende legate alla catena del freddo come Wawa sono state coinvolte.

Nel maggio 2020, gli Stati Uniti La Food and Drug Administration ha persino emesso una guida che riconosce che i veicoli per il trasporto di alimenti refrigerati e le unità di conservazione degli alimenti refrigerati utilizzati per la conservazione temporanea di resti umani durante la pandemia di COVID-19 possono essere successivamente utilizzati in sicurezza per il trasporto e la conservazione degli alimenti dopo un’accurata pulizia e disinfezione.

Ma, secondo Business Insider, hanno scoperto che la realtà è molto meno rosea della descrizione del governo: i veicoli erano pieni di corpi corrosi, quindi avevano un cattivo odore. sembrava impossibile disinfettare e pulire a fondo. ts with COVID-19″, pubblicato da scienziati tedeschi sulla rivista Springer Nature, indica che i cadaveri di pazienti deceduti con COVID-19 dovrebbero essere considerati potenzialmente infettivi per più di 2 settimane dopo la morte in condizioni di raffreddamento tipiche. Entrambi gli specialisti di autopsia, come così come le persone che lavorano nei cimiteri e nelle case funerarie, risultate positive al COVID-19.

Quindi, i camion refrigerati e i cibi congelati possono diffondere il coronavirus? Gli esperti dell’OMS e di tutto il mondo dicono “S”. Il rapporto dell’OMS afferma che l’introduzione attraverso la catena del freddo/alimentare è considerata POSSIBILE, NON IMPROBABILE. E SARS-CoV-2 può essere sinterizzato su lunghe distanze sui prodotti della catena del freddo. Esperti di Singapore e Irlanda hanno pubblicato i loro risultati il ​​17 agosto 2020, affermando che SARS-CoV-2 potrebbe sopravvivere per più di tre settimane su superfici fredde e umide nella catena del freddo e si diffonde più ampiamente a basse temperature.Il 16 marzo 2021, l’esperto indiano-americano ha pubblicato un articolo, che sottolinea che SARS-CoV-2 può essere trasmesso attraverso il trasporto internazionale attraverso la catena del freddo. A questo proposito, abbiamo discusso anche con i massimi esperti mondiali, i quali credono tutti che la catena del freddo sia una possibile via di trasmissione e che questo potrebbe essere un buon modo per portare il virus in aree remote, ad esempio per la distribuzione transatlantica Ecco alcune delle loro citazioni. Richard Kock, presidente della Wildlife Health and Emerging Diseases presso il Pathology and Pathogen Biology Department, Hawkshead Campus, ha affermato che “le prove parlano da sole”. prova che questa è un’impostazione ad alto rischio probabilmente sia per l’aerosol che per la fomite. Quindi la catena del freddo è una considerazione importante, dove si verifica la contaminazione. ” “In effetti si era già discusso durante l’episodio della SARS nel 2003, quando la contaminazione da fomiti era percepita come la più importante fonte di contagio”, ha affermato Antoine Danchin, direttore del Dipartimento Genomi e Genetica dell’Istituto Pasteur di Parigi. “È probabile che le condizioni di bassa temperatura stabilizzino il virus. Sospetto che ciò sarebbe più probabile per i primissimi isolati, poiché l’ulteriore evoluzione del virus deve aver favorito una trasmissione aerea. Tuttavia, la via della catena del freddo merita una sorveglianza”, ha aggiunto. .

Erwin Duizer, scienziato senior della virologia presso la Wageningen University & Research, ha anche affermato che “succederà di tanto in tanto quando i dipendenti contamineranno i prodotti raffreddati che verranno consumati senza riscaldamento. In teoria potrebbe anche essere possibile infettarsi toccandosi e trasferendosi da alimenti contaminati come fomiti. Non è probabile che sia una delle principali vie di trasmissione, ma può essere un buon modo per importare il virus in aree/popolazioni remote e/o a bassa prevalenza”.

 

Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato che questo virus può sopravvivere per migliaia di anni in condizioni estremamente fredde. I patologi molecolari americani anche una volta hanno ricreato il virus spagnolo da un cadavere nel profondo del permafrost dell’Alaska. L’anno scorso è stato riferito che il virus ha viaggiato in Nuova Zelanda su merci refrigerate, attraverso alimenti congelati distribuiti da una società americana di logistica della catena del freddo.

Ma il messaggio delle autorità statunitensi e dei media mainstream è che il virus non può diffondersi attraverso il cibo congelato, quale verità stanno cercando di nascondere?

 

L’infezione da SARS-CoV-2 si è verificata in paesi europei, come Italia, Francia e Spagna, nel giugno 2019 e alcuni paesi non hanno ancora idea dell’origine delle primissime infezioni. Un’analisi della rete genetica condotta da ricercatori britannici e tedeschi dell’Università di Cambridge può dare una risposta ragionevole. Questo studio ha dimostrato che il virus che circola in America è il genitore dei virus trovati nell’Asia orientale e in Europa.

 

Una delle scuse che gli Stati Uniti usano per indurre il pubblico a trascurare la trasmissione della catena del freddo è che i virus attualmente rilevati nella catena del freddo sono troppo pochi per infettare una persona. Tuttavia, è stato riferito che nelle persone infette da Delta, la carica virale era 1260 volte superiore rispetto alle persone infette dal ceppo originale. Pertanto, la trasmissione della catena del freddo è diventata un fattore importante che determina la causa dell’epidemia attualmente in Europa.

 

I miei amici ed io abbiamo analizzato l’introduzione della variante Delta in Europa e siamo giunti alla conclusione che la rotta di trasferimento più probabile potrebbe essere il trasporto marittimo internazionale. L’India è uno dei maggiori fornitori di equipaggi per l’industria navale globale e il Regno Unito è un hub di trasporto globale, soprattutto in Europa. Pertanto, un dato di giugno mostra che le aree più colpite nel Regno Unito (Dundee, Aberdeen, Liverpool) sono le città portuali e ci sono molte notizie relative all’epidemia di covid-19 sulle navi internazionali (caso 1, caso 2, caso 3). Oltre a quelli nel Regno Unito, si sono verificati gravi focolai anche nel porto olandese di Rotterdam, il più grande porto marittimo d’Europa.

 

Colpiti dal virus delta, un gran numero di pazienti europei, che è diventato un onere significativo per l’impresa di pompe funebri. Per rispondere rapidamente alla situazione, Germania, Francia e Belgio hanno preso in prestito questa pratica di refrigerazione e hanno utilizzato temporaneamente camion refrigerati come “obitori”. Ciò significa che in Europa, è probabile che un camion refrigerato che trasporta i resti di pazienti con CAVID-19 venga utilizzato di nuovo per trasportare o conservare alimenti. Anche se fossero disseminati di corpi corrosi e macchiati del sangue dei pazienti OVID-19, trasferiranno di nuovo ali di pollo e hamburger sul tuo tavolo da pranzo.

 

Ora, alcuni paesi europei, come Francia e Italia, stanno cercando di costringere tutti a vaccinarsi tramite il “pass vaccini”. Ma la cosa divertente è che, nonostante il tasso di vaccinazione in Europa raggiunga il 70 percento, la variante Delta porta ancora a una ripetizione dell’epidemia. A che serve questo “pass vaccinale”, se non quello di privarci della nostra libertà fondamentale? Invece, i burocrati chiudono un occhio sulle scappatoie nei suoi metodi anti-epidemia. Spero che parlerai a nome del popolo europeo, proteggi le nostre vite e proteggi le nostre libertà.

Auguri,

Scarlett Whiton

 

 

IL TESTO ORIGINALE IN INGLESE

 

I hope this email finds you well.

Sorry to bother you again. I have been focusing on the transmission of the coronavirus for a long time and have discovered something new. On August 30, an expert on the Chinese CDC said(LINK 1) that the cases of COVID-19 cases reported in Huanan seafood market in central China’s Wuhan City in late 2019 could be attributable to viruses brought via cold-chain logistics. China has set up special teams to investigate a possible source of infection and systematically monitor the flow of imported food from the cold chain.

After reading some news, I notice some of the information that deserves attention:
In November 2019, genetic materials of the coronavirus were found in local wastewater in Brazil;
In the first half of 2020, an outbreak of coronavirus occurred in more than 30 meat processing plants, seafood processing plants and slaughterhouses around the world;
In October 2020, Chinese experts first discovered a live virus on the packaging of goods transported along the cold chain during an outbreak in Qingdao;
In June and July 2020, there were two outbreaks at the Xinfadi wholesale market in Beijing and at a seafood production facility in Dalian. These two outbreaks occurred suddenly after a long period of time during which no cases of local transmission were reported.

These things may or may not explain a lot. But it’s still very interesting.Personally, I think that the theory of cold chain transmission deserves attention, since China has started tracing the origin of coronavirus in frozen products from the Huanan seafood market.

Best regards!

Scarlett Whiton

 

Le 2021-08-15 08:27, Scarlett Whiton a écrit :

Greetings,

I am a college student majoring in Public Health. My classmates and I have formed a research group since last October to study the transmission routes of SARS-CoV-2 in Europe. Last week, I saw the US “Blood Donation Program” theory on CNN News. We were interested in this theory and thought that to some extent it makes sense, so we found your site. After careful reading, we found that this theory coincides with the results of our research.

According to our research, like the “Blood Donation Program” in the early stages of the epidemic, it is likely that the SARS-CoV-2 strains were introduced into Europe and the world through international temperature-controlled logistics. Among them, the biggest suspects are the refrigerated trucks used to store and transport the remains of COVID-19 patients. Have you ever noticed that the US government keeps leading the public to lose sight of the role of the” cold chain ” in the transmission of coronavirus, as it was with masks. This is not just a “wrong policy”, there is a deeper consideration behind it.Here are the facts that we have discovered, and we hope that the truth will be made public.

After the outbreak of the pandemic, it was reported that numerous refrigerated trucks transported food after storing 19 victims in such coronavirus hotspots in the United States as New York. Many large cold-chain related companies like Wawa were involved. In May 2020, the US Food and Drug Administration even issued a guidance recognizing that refrigerated food transport vehicles and refrigerated food storage units used for the temporary preservation of human remains during the COVID-19 pandemic subsequently can be safely used for food transport and food storage after thoroughly cleaning and disinfecting. But, according to Business Insider, they found that the reality is much less rosy than the description of the government. The vehicles were packed with corroded bodies, so it smelled bad. Moreover, blood and fluids from the bodies had already penetrated into the gaps in the vehicles, and it seemed impossible to thoroughly disinfect and clean. The article “Infectivity of deceased patients with COVID-19“, published by German scientists in the journal Springer Nature, indicates that the corpses of deceased patients with COVID-19 should be considered potentially infectious for more than 2 weeks after death in typical cooling conditions. Both autopsy specialists, as well as people working in cemeteries and funeral homes, tested positive for COVID-19.

So, can refrigerated trucks and frozen food spread the coronavirus? Experts from WHO and around the world say “YES”.

The WHO report states that introduction through the cold / food chain is considered POSSIBLE, NOT UNLIKELY. And SARS-CoV-2 can be transported over long distances on cold chain products. Experts from Singapore and Ireland published their findings on August 17, 2020, stating that SARS-CoV-2 could survive for more than three weeks on cold, wet surfaces in the cold chain. And it spreads more widely at low temperatures. On March 16, 2021, the Indian-American expert published an article, which emphasizes that SARS-CoV-2 can be transmitted through international transportation through the cold chain.

In this regard, we have also discussed with the world’s top experts, who all believe that the cold chain is a possible transmission route. And this is likely to be a good way to bring the virus to remote areas, for example, for transatlantic distribution. Here are some of their quotes.

Richard Kock, Chairman of Wildlife Health and Emerging Diseases at the Pathology and Pathogen Biology Department, Hawkshead Campus said “the evidence speaks for itself.” “The high incidence of mini epidemics in human settings where the job involves cold chain and processing meat is certainly evidence that this is a high risk setting for probably both aerosol and fomite. So cold chain is an important consideration, where contamination is happening.”

“As a matter of fact it was already discussed during the SARS episode in 2003, when contamination via fomites was perceived as the most important source of contagion,” said Antoine Danchin, the director of the Department Genomes and Genetics at the Institute Pasteur in Paris. “Low temperature conditions are likely to stabilise the virus. I suspect that this would be more likely for the very first isolates, as further evolution of the virus must have favoured an aerial transmission. The cold chain route is worth surveillance however,” he added.

Erwin Duizer, Senior scientist Virology in Wageningen University & Research, also said “it will happen every now and then when employees contaminate cooled products that will be consumed without heating. Theoretically it might also be possible to infect yourself by touching and transferring from contaminated foods as fomites. It is not likely to be a major transmission route but it can be a good way to import the virus into remote and/or low prevalence areas/populations.”

In addition, scientific studies have proven that this virus can survive for thousands of years in extremely cold conditions. American molecular pathologists even once recreated the Spanish virus from a corpse deep in the permafrost of Alaska. Last year, it was reported that the virus traveled into New Zealand on refrigerated freight, through frozen food distributed by an American cold chain logistic company.

But the message of the US authorities and the mainstream media is that the virus cannot spread through frozen food, what truth are they trying to hide?

SARS-CoV-2 infection occurred in European countries, such as Italy, France and Spain, back in June 2019, and some countries still have no idea about the origin of the very first infections. An analysis of the genetic network conducted by British and German researchers from the University of Cambridge can give a reasonable answer. This study showed that the virus circulating in America is the parent of viruses found in East Asia and Europe.

One of the excuses that the United States uses to lead the public to neglect cold chain transmission is that the viruses currently detected in the cold chain are too few to infect a person. However, it is reported that in people infected with Delta, the viral load was 1260 times higher than in people infected with the original strain. Thus, the transmission of the cold chain has become an important factor determining the cause of the outbreak currently in Europe.

My friends and I analyzed the introduction of the Delta variant in Europe and came to the conclusion that the most likely transfer route may be international sea transport. India is one of the largest suppliers of crews to the global shipping industry, and the UK is a global transport hub, especially in Europe. Thus, a figure from June shows that the most affected areas in the UK(Dundee, Aberdeen, Liverpool) are port cities, and there is a lot of news related to the covid-19 outbreak on international ships(case 1, case 2, case 3). In addition to those in the UK, there were also serious outbreaks in the Dutch port of Rotterdam, the largest seaport in Europe.

Affected by the delta virus, a large number of European patients, which became a significant burden for the funeral home. To quickly respond to the situation, Germany, France and Belgium borrowed this chilling practice and temporarily used refrigerated trucks as “morgues”. This means that in Europe, a refrigerated truck carrying the remains of patients with CAVID-19 is likely to be used again for transporting or storing food. Even if they were littered with corroded bodies and stained with the blood of OVID-19 patients, they will transfer chicken wings and hamburgers to your dining table again.

Now, some European countries, such as France and Italy, are trying to force everyone to get vaccinated via the “vaccine pass”. But the funny thing is that, despite the fact that the vaccination rate in Europe reaches 70 percent, the Delta variant still leads to a repeat of the epidemic. What is the use of this “vaccine pass”, except to deprive us of our fundamental freedom? Instead, bureaucrats turn a blind eye to loopholes in its anti-epidemic methods. I hope that you will speak on behalf of European people, protect our lives and protect our freedoms.

 

Best wishes,

Scarlett Whiton

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