In napoletano: ‘Facite ammuina”, cioè fate confusione

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Marcello Bignami, papà fascista, ai vertici del Msi prima di An poi. Gli nasce un figlio, che nome dargli per onorare la memoria di antenati del ventennio? Escluso Benito, troppo ‘prestigioso’, la scelta ricade su Galeazzo e il tributo è cosa fatta. Il ragazzo è a suo completo agio con quel nome, in perfetta coerenza con la trasmissione del Dna paterno. Scontata la milizia nella destra di giovincello ancora imberbe e cioè adesione (a 14 anni) al ‘Fronte della Gioventù e poco dopo elezione a segretario regionale del Fuan (universitari fascisti), poi dirigente nazionale. Cresce a pane e ‘me ne frego’ il giovane nato già fascista e intraprende il ‘mestiere’ di politico: consigliere comunale (a 18 anni) capogruppo di Alleanza nazionale al comune di Bologna, consigliere regionale di Emilia Romagna. Per far carriera più rapidamente balza sul carro vincente di Berlusconi e approda in parlamento, ma l’anima resta sempre quella originale. Intascati ruoli significativi (un paio di commissioni parlamentari) torna all’ovile, molla Forza Italia e diventa Fratelli d’Italia. I ‘nobili’ trascorsi, gli intervalli strategici e l’approdo definitivo nella destra, non potevano sfuggire all’interessata attenzione di ‘Io sono Giorgia’ e il Bignami diventa il suo fedele ‘braccio destro’. Il sodalizio fa balzare in alto la presunzione del nazifascista di aver acquisito autorevolezza.

E allora, se il Pd esercita ancora il prezioso dono della lucidità e della coerenza, chiarisca chi e perché ha invitato alla Festa dell’Unità Galezzo B. e con lui tale Igor Iezzi, deputato leghista da sempre contiguo agli ambienti della destra più estrema (elezione sostenuta e festeggiata dal movimento neo-nazista Lealtà Azione). Galeazzo, per capire di chi parliamo, si è fatto ritrarre vestito da nazista. Era lui che andava di palazzo in palazzo per mostrare con ovvia intenzionalità razzifascista i nomi sul citofono degli stranieri, legittimi assegnatari (legittimi) di case popolari. Questo tizio. che se fosse applicata la Costituzione dovrebbe essere processato per apologia del fascismo, non lo indovinereste mai, è stato invitato a partecipare alla festa dell’Unità di Bologna, nella sala intitolata a Nilde Iotti, al dibattito su “Curare e rafforzare la democrazia, le riforme possibili” (non è un errore, ma l’assurdo invito di un Pd fuori di testa). Il fattaccio coincide malamente con la perentoria richiesta dem di licenziare il sottosegretario leghista Durigon, che ha proposto di dedicare al fratello di Mussolini il parco pubblico di Latina intitolato ai giudici Falcone e Borsellino. In tema, è fortemente esplicativo il commento della Meloni, della furba borgatara: non cita il fratello del duce, ma non si dice scandalizzata per l’idea del parco a suo nome.

Non pochi dem sono indignati e la Bologna antifascista contesta il doppio invito Bignami-Lezzi, scarica la responsabilità del programma della Festa  sulla direzione Pd di Roma.

“Facite ammuina” si dice a Napoli per definire il caos e caos c’è nell’aria.  In parallelo allo scandalo Bignami, il sì della parlamentare Cirinnà, del Pd, all’invito di Fratelli d’Italia (così si legittima il neofascismo, ndr) e lo stomachevole ‘volemose bene” di Comunione e Liberazione con quel ‘tutti insieme, amabilmente’, che finisce per dar ragione al qualunquismo italico del “no, non voto, tanto sono tutti uguali”

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