Poco spazio? Molte scuse per le omissioni

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È un permanente insulto all’etica  politica, fino a provocare conati di vomito. È stomachevole, la reiterata presenza di Salvini Matteo in tutti i tg e i talk show frequentati a iosa dai soliti noti della partitocrazia italica. La nausea cresce  a dismisura per la facciona bronzea in perenne evidenza del ‘carrocciaro’,  che non fa una piega se la cronaca giudiziaria si arricchisce quasi ogni giorno di ammanettati e indagati leghisti. La mole di eventi nefasti attraversa la figura sovrappeso del capintesta di Pontida senza lasciare traccia. Lo strambo fenomeno ha forse una giustificazione: sono troppi i casi di condannati di cui il Salvini dovrebbe dar conto; sottrarrebbe tempo  e spazio alle esternazioni di auto compiacimento che gli consentono generosamente i media, oramai oligopolio della destra (Rai, Mediaset, quotidiani, settimanali, tv e radio private). Vediamo: tali Rubba e Manzoni, revisori contabili della Lega in Parlamento, condannati a 5 anni, a 4 anni e 4 mesi, a conclusione del processo con rito abbreviato con oggetto l’indagine sulla compravendita della sede (capannone di Cormano) della  Fondazione Lombardia Film commission, ente partecipato di Regione e Comune di Milano. Avrebbero drenato 800 mila euro di fondi pubblici. Sono accusati di peculato e turbata scelta del contraente. I due imputati sono interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e per quattro anni dall’esercizio della professione di commercialista, oltre che condannati al risarcimento alla Fondazione Lombardia Film e al Comune di Milano. I leghisti in questione si sarebbero spartiti metà degli 800mla euro con il  commercialista Scillieri (che ha già patteggiato 3 anni e 4 mesi), titolare dello studio nel centro di Milano registrato come primo domicilio della lista ‘Lega per Salvini premier’. L’indagine si ricollega all’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni truffati allo Stato dalla Lega. Troppo spazio occuperebbe il racconto di tutti gli uomini del carroccio di cui si è occupata  la magistratura per reati di corruzione e comportamenti razzisti, sessisti. Rispondono “presente” all’appello Siri, ideologo della flat tax,  condannato per bancarotta fraudolenta, indagato per una presunta tangente da trentamila euro, ricevuta per favorire l’ex consulente per l’energia di Salvini, Paolo Arata. Condannato a tre anni e cinque mesi il viceministro leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi. “Spese pazze” della Regione Liguria. Ammenda di 20mila euro comminata al sindaco leghista di Pontinvrea Camiciotti per questo commento sui responsabili di uno stupro a Rimini: “Dovevano essere mandati ai domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso”.  E poi, il viceministro dell’economia Garavaglia, in quota leghista, accusato di turbativa d’asta e danno erariale per aver venduto lo storico palazzo milanese Beretta (gara da 11 milioni di euro, pena richiesta due anni).  Riccardo Molinari, capogruppo Lega alla Camera: condanna in appello a undici mesi per peculato. Per lo stesso processo un altro leghista, il deputatoTiramani,  condannato in secondo grado a 17 mesi, sempre per peculato. Che dire di Massimiliano Romeo, capogruppo al senato della Lega? Condannato per aver speso circa 22mila euro di soldi pubblici, addebitati alle Regione Lombardia,  in lussuosi ristoranti milanesi. A pari merito va citato tale Ciocca, eurodeputato leghista. In pole position, nell’elenco in corso, c’è il siciliano Angelo Attaguile, potente al punto che Salvini lo ha omaggiato inchinandosi: finte denunce per ottenere la scorta e raggiro degli elettori, amico dei Genovese, sotto inchiesta per riciclaggio. ‘Problemini’ (!!!) anche per tale Marti accusato di legami con ambienti vicini alla Sacra Corona Unita e qualche problema da risolvere anche per il senatore Roberto Marti, accusato di legami con ambienti vicini alla Sacra Corona Unita. Cinzia Bonfrisco, senatrice veneta, salvata dal ‘no’ della Giunta per le autorizzazioni  a procedere  dall’accusa di aver favorito con emendamenti ad hoc, l’imprenditore Gaetano Zoccatelli, direttore generale del Consorzio Energia Veneto, in cambio di lussuose vacanze e dell’assunzione di una “persona cara”. Ancora? Sindaco di Visso, ora deputato della Lega, destinatario di accuse pesanti: sarebbero finiti su conti privati 120 mila euro di donazioni destinate ai terremotati. Quasi dimenticavamo Fontana, presidente della regione lombarda, indagato per aver favorito l’acquisto di presidi sanitari dalla fabbrica del cognato e di cui è socia la moglie. E allora, sorprende se il Salvini Matteo dichiara che il possibile ‘socio’ politico Berlusconi è il candidato ideale per la successione di Mattarella?
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