ANTHONY FAUCI / NELLE MAIL BOLLENTI LE CONECTION CON LA CINA A BASE DI COVID

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Sta per scoppiare negli Stati Uniti la ‘bomba’ Fauci.

Al centro i misteriosi – ma non ancora per molto – rapporti ‘scientifici’ con i cinesi ed in particolare con i ricercatori del famigerato laboratorio di Wuhan e il capo del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, George Gao.

Falling stars, commentano non pochi analisti statunitensi a proposito delle vicende per certi versi parallele di Anthony Fauci e Bill Gates, fino ad oggi due Giganti osannati dai media e dall’opinione pubblica, due Salvatori della Patria e del Mondo, grazie al loro indefesso impegno nella battaglia del secolo, quella contro il Mostro Covid.

Adesso negli States spuntano un migliaio di mail – non poche dal contenuto quanto meno controverso – che il ‘Washington Post’ è riuscito ad ottenere in base al ‘Freedom of Information Act’ e sta cominciando a pubblicare.

Inizia il FauciGate?

Bill Gates con Anthony Fauci, che vediamo anche nella foto di apertura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il periodo della corrispondenza è quello bollente dei primi mesi dopo l’esplosione dell’epidemia da Covid-19: in particolare si tratta del bimestre marzo-aprile 2020.

Nel frattempo (e cioè prima del giallo-mail) c’è chi comincia a chiedere che Fauci venga incriminato e processato, proprio per quelle connection cinesi e, quindi, per avere sulla coscienza non pochi milioni di vittime.

Rand Paul

Lo ha fatto nei giorni scorsi, ad esempio, il senatore Rand Paul, che il 25 maggio ha accusato senza mezzi termini Fauci di ‘spergiuro’ per aver minimizzato, nelle sue dichiarazioni del 12 maggio, circa quei rapporti più che border line. “Ha mentito al popolo americano”, sono le durissime parole di Paul, il quale ha chiesto che Fauci sia subito “indotto a testimoniare sotto giuramento” sul fatto che il NIAD, ossia il ‘National Institute of Allergy and Infectious Diseases’ che il super virologo dirige da decenni, abbia finanziato le ricerche galeotte del laboratorio di Wuhan sul coronavirus. Non meno critico il governatore della Florida, Ron DeSantis, che punta l’indice su quei rapporti e chiede ugualmente una inchiesta chiarificatrice.

 

 

LE 866 MAIL PARTITE DAL ‘NIAD’ IN 60 GIORNI DEL 2020

Ma torniamo al ‘caso mail’, la bellezza di 866 nel giro di appena 60 giorni. Precisiamo che si tratta delle mail partite ‘ufficialmente’ dal NIAD, non di quelle personali che, di certo, nello stesso periodo saranno state inviate dal virologo.

Saltano subito all’occhio, non fosse altro che per il numero, quelle indirizzate in Cina. Soprattutto ai ricercatori di quel paese, ed in particolare ad uno scienziato, George Gao, una sorta di omologo di mister Fauci, visto che si tratta del direttore del ‘Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie’, nonché membro della ‘National Academy of Science Usa’.

George Gao

Gao, in una mail di inizio marzo 2020, tiene a minimizzare, se non a smentire, il senso di alcune sue dichiarazioni rilasciate alla rivista ‘Science’ in cui accusava il governo americano di “commettere un grave errore, non imponendo ai cittadini di indossare la mascherina”. Gao mette una pezza a colori: “Sono le parole del giornalista”. E poi aggiunge: “Collaboriamo per sconfiggere insieme il virus, per cancellarlo dalla Terra”. E il super virologo a stelle e strisce di rimando: “Capisco completamente. Nessun problema. Ce la faremo insieme”.

Fred Upton

In un’altra mail dell’8 aprile 2020, Gao solidarizza con il collega per le frequenti liti con il capo della Casa Bianca, Donald Trump. “Vedo che sei sotto attacco. Spero che tu stia bene in questa situazione così irrazionale”, gli messaggia. E Fauci lo rassicura: “Grazie per la tua mail, andrà tutto bene, nonostante qualche pazzo”.

Un parlamentare repubblicano, Fred Upton, eletto nel Michigan, chiede al super consulente della Casa Bianca (ha lavorato al fianco di 7 presidenti Usa) chiarimenti e lumi sull’utilizzo dell’Idrossiclorochina in quanto farmaco in grado di combattere il Covid, come propugnato da Trump. Fauci gli risponde: “E’ quasi certo che non serva”. Upton lo sprona: “Continui a dire la verità imposta dalla scienza”.

Per la cronaca, Upton è uno dei dieci deputati repubblicani che hanno votato a favore dell’impeachment di Trump, accusato di aver fomentato l’attacco a Capitol Hill.

E ancora per la cronaca, va sottolineato che solo negli ultimi mesi l’utilizzo dell’Idrossiclorochinacome fondamentale farmaco anti Covid (al pari dell’Invermectina) è stato legittimato e ‘liberato’ dai tribunali di mezzo mondo: da noi, ad esempio, c’è voluta la sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato il 12 dicembre 2020 per il disco verde e far sì che i medici di famiglia potessero prescriverne l’uso in fase precoce della malattia.

Ma torniamo a bomba, ossia al diluvio di mail griffate Fauci.

 

DA ANTHONY A BILL, WITH LOVE

Dai messaggi, emerge con chiarezza il forte legame del super virologo – guarda caso – con il già citato Bill Gates. Per la serie: Dio li fa e poi li accoppia. Una mail del 1 aprile (ma non è un pesce) documenta una lunga conversazione tra i due. Poi un dirigente della ‘Bill and Melinda Gates Foundation’, Emilio Emini, incaricato di seguire il dossier ‘vaccini’, scrive affettuosamente al capo del NIAD e braccio destro presidenziale: “La vedo tutti i giorni in tv… sono seriamente preoccupato per la sua salute… La nazione e il mondo hanno assolutamente bisogno della sua leadership”.

Fauci risponde alle ore 1,53 di notte: “Cerco di impegnarmi al massimo visto quello che stiamo passando”.

Fitto lo scambio di messaggi con il suo vice al NIAD, Hugh Auchicloss. Parecchio interessanti (soprattutto per gli inquirenti) quelli concernenti i fondi per le ricerche ‘estere’, soprattutto – of course – di marca cinese. Sono di non semplice decodificazione, e non solo per le complesse questioni tecnico-scientifiche trattate. Eccone un esempio. Risponde il Vice ad una mail del Capo: “Il documento che mi hai inviato dice che gli esperimenti sono stati eseguiti prima del guadagno della pausa funzionale, ma da allora sono stati rivisti e approvati dal NIH. Non sono sicuro di cosa significa, poiché Emily è sicura che nessun lavoro sul coronavirus sia passato attraverso il framework P3. Cercherà di determinare se abbiamo legami lontani con questo lavoro all’estero”.

Hugh Auchicloss

Scrive preoccupato Fauci ad Auchicloss: “E’ essenziale che parliamo questo AM. Tieni il cellulare acceso”. E poi aggiunge: “Ho una teleconferenza alle 7,45 con Azar. Probabilmente finirà alle 8,45. Leggi questo documento e l’e-mail che ti invierò ora. Avrai compiti oggi che devono essere fatti”.

Di quali compiti urgenti si tratta? Uno tra i tanti misteri custoditi in quei messaggi. E chissà quanti e quali saranno poi contenuti nelle mail personali!

Il ‘Washington Post’ rimarca le continue sollecitazioni che – stando alle mail – arrivano a Fauci dai media di tutto il mondo per rilasciare dichiarazioni o interviste. In prima fila quelli italiani, tanto che il quotidiano americano commenta: “è sommerso di richieste soprattutto dai media italiani”. E di certo, in pole position, ci sarà Fabio Fazio, che per ben due volte ha avuto la star dei vaccini in collegamento via satellite nel suo salottino domenicale, a confronto con la star de noantri, l’allergologo- massone (è infatti iscritto al ‘Grande Oriente d’Italia’) Roberto Burioni.

Una parola, un consiglio per tutti. Al Vate, con ossequio, si rivolge ad esempio il responsabile medico della NLF, la National Football League a stelle e strisce, Tom Mayer, il quale vuol sapere se si potranno giocare le partite con il pubblico. Lapidaria la risposta: “Sarà il virus a decidere per noi”.

Stando al contenuto delle mail, risulta che i contatti tra Fauci e la Casa Bianca vengono tenuti in modo particolare da Marc Short, capo staff del vice presidente Mike Pence. Tra i messaggi inviati da Short ne fa capolino uno, dal tono non poco sibillino: “Lei ha individuato i sintomi, ma ha sbagliato la diagnosi sulla causa”.

Poteva mai far riferimento, già allora, agli esperimenti di Wuhan finanziati dal NIAD?

Sui quali – va ribadito – i tribunali americani (e non solo, perché dovrebbe interessarsene anche la Corte internazionale dell’Aja per i crimini contro l’umanità) dovranno fare, prima o poi, chiarezza. E individuare tutti i responsabili della pandemia, e dei milioni di morti.

 

 

Ma per distrarsi e non pensare a tali fardelli, il Profeta di tutti i Vaccini sta per diventare una star anche nel mondo delle case editrici e cinematografiche, a botte di libri e pellicole.

 

PANDEMIA EDITORIALE

Tra pochi giorni, il 28 giugno, è atteso con ansia da grandi e piccini americani l’arrivo in libreria del volume illustrato “Dr. Fauci: How a Boy from Brooklyn Became America’s Doctor”, autrice Kate Messner, illustratrice Alexandra Bye. Ecco come viene presentato: “Prima di diventare il dottor Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectiuos Deseases, Anthony Fauci era un ragazzo curioso a Brooklyn, che consegnava ricette dalla farmacia di suo padre sulla sua bicicletta Schwinn blu. Suo padre e suo nonno immigrato hanno insegnato ad Anthony a fare domande, considerare tutti i dati e non arrendersi mai; e la capacità di Anthony di rimanere curioso e di comunicare con le persone gli sarebbe servita tutta la vita”.

Il libro su Fauci in uscita il 28 giugno

E ancora: “Questa narrativa avvincente, che attinge alle interviste che l’autore ha fatto con il dottor Fauci stesso, segue Anthony dai suoi inizi a Brooklyn attraverso la scuola di medicina e il suo ruolo impegnativo lavorando con sette presidenti degli Stati Uniti per affrontare alcune delle più grandi sfide di salute pubblica degli ultimi cinquant’anni, compresa la pandemia di Covid-19. Un ampio retroscena completa la storia del Dr. Fauci con una cronologia, letture consigliate, una diffusione completa di fatti sui vaccini e su come funzionano e i consigli del Dr. Fauci per i futuri scienziati”.

La ‘Walt Disney Company’ ha già programmato la realizzazione di un documentario, che andrà in onda entro la fine del 2021 sul suo canale di proprietà, il ‘National Geograpich’. Dalle mail, tra l’altro, emerge il forte impegno profuso dall’ex capo della Disney, Bob Iger, per mandare in porto il progetto.

Non è certo finita qui. Perché è in fase di lancio un libro ‘serio’, che dovrà insegnare al Mondo cosa sono i virus, cosa è il covid, a cosa servono i vaccini. Insomma, la vera Bibbia firmata Fauci per il nostro domani liberato dalle pandemie.

Sarà sempre edito da ‘National Geograpich Book’ e si intitolerà “Aspettatevi l’inaspettato: dieci lezioni sulla verità, il servizio e la via da seguire”. Un Decalogo in piena regola: ma peccato che il primo piede sia stato messo – clamorosamente – in fallo.

L’uscita del libro, infatti, è prevista per il 2 novembre 2021 (proprio il giorno della Commemorazione dei Defunti…) ma forse per la fretta, o per la frenesia scientifico-letteraria, ne è appena uscita una sorta di anteprima, che ha rovinato i piani di distribuzione dei due colossi americani del settore, Amazon e Barnes & Nobles.

Un pasticciaccio brutto che ha fatto andare su tutte le furie i vertici dei due big.

Il sito ‘JustTheNews’ riferisce che la reazione è stata immediata e “il libro è stato cancellato dagli elenchi on line”.

Un vero ceffone per Maestro-Fauci che già pregustava incassi da record, da autentico sold out. Anche se i responsabili di National Geographic hanno subito messo le mani avanti, dichiarando al ‘Daily Mail’ che “il Dr. Fauci non guadagnerà alcuna royalty dalla sua pubblicazione”. E mettendo una pezza a colori sull’autogol: “Il libro è stato pubblicato prematuramente per la prevendita, motivo per cui è stato rimosso”. Parole senza senso, segno di evidente frenesia da incasso o, comunque, da auspicato guinness.

Ecco come viene lanciata l’Opera: “Prima di diventare il volto della Task Force del Coronavirus della Casa Bianca e il medico più fidato d’America, il dottor Fauci aveva già dedicato tre decenni al servizio pubblico. Coloro che cercano di vivere una vita più compassionevole e propositiva troveranno ispirazione nella sua prospettiva unica sulla leadership, aspettandosi l’inaspettato e trovando gioia nei momenti difficili”.

E ancora: “le riflessioni sincere in queste pagine offriranno un messaggio universale su come guidare i tempi di crisi e trovare resilienza di fronte a delusioni e ostacoli”. Mitico.

 

 

 

 

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