Francesco: “Fratello gay, ego te accolgo”

Condividi questo articolo

Minacce, intimidazioni, scherno e violenza, tante facce di omofobia, bifobia e transfobia. La depenalizzazione mondiale dell’omosessualità? Invito ancora non accolto in molti angoli della Terra. Papa Francesco: “Accogliete gay e trans, è quello che farebbe Gesù oggi”. Mattarella: “Basta odio. La società viene arricchita dalle diversità”

La discriminazione sessuale è questione antica (risale al tempo della Genesi) e forse solo Noè non ne ha avuto cognizione, quando ha ospitato sull’arca esemplari della fauna altrimenti destinati ad affogare. Non ha respinto un leone gay, una gazzella lesbica e neppure una giovane scimmia trans. Non ha fatto distinzioni neppure la casta della nobiltà romana. I maschi gaudenti della latinità non hanno disdegnato divagazioni erotiche con giovanetti dell’epoca, ma in quel caso si trattava di bieco privilegio di schiavisti, distante anni luce dalla cultura della libertà sessuale.  Il seguito è un indecente capitolo dell’ambiguità, che ha inflitto sofferta clandestinità alle relazioni omosessuali e peggio, la loro persecuzione, che ha provocato la vergogna di uomini e donne gay. Ma omosessuali, lesbiche, bisessuali e transgender hanno anche attraversato la storia senza nascondere la loro ‘diversità’. Sono più di quanti si dica. Avreste mai pensato che Abraham Lincoln, (lo hanno detto storici e biografi), fosse segretamente omosessuale e scrivesse poesie dedicate alle relazioni gay? E che lo fossero Alessandro Magno,  Leonardo da Vinci,  Cristina di Svezia, Michelangelo, Hans Cristian Andersen, Truman Capote, Billy Holiday, Eleanor Roosevelt? Contro la piaga della discriminazione sociale, alcune frasi choc. Busi (scrittore): “L’omofobo è un omosessuale represso”. Franco Grasso (politico): “Una corretta educazione su questi temi la dobbiamo fare per chi ne soffre, sopraffatto da un’irrazionale paura, dal terrore di uscire di casa”. Monsignor Benvenuto Italo Castellani: “Ci sono 486 specie animali che contemplano l’omosessualità. Quindi non è una caratteristica puramente umana, non è una devianza, fa parte della natura”. Delia Vaccarello, scrittrice e attivista: “L’omofobia somiglia molto al razzismo, ma non punta il dito contro il colore della pelle, bensì contro il sentimento. L’ostilità non si basa sulla conoscenza delle persone, ma su come si presume siano, in quanto ritenute parte di una categoria associata all’ambiguità, alla disonestà, al vizio”. Carlo Giuseppe Gabardini, attore, rivolto a chi considera ancora l’omosessualità una malattia, nonostante sia stata cancellata dalla classificazione internazionale delle patologie, pubblicata dall’OMS: “Se sento che qualcuno lo afferma la reazione non è mai violenta. Lo considero alla stessa stregua di chi dice che ‘l’obesità è infettiva’, oppure che ‘masturbarsi rende ciechi’.  Mi fa pena e gli sorrido. come a un povero cieco”.

Non sono poche le storie di omosessuali e transessuali che, per sottrarsi all’umiliazione, a violenti pestaggi, si tolgono la vita. Una reazione estrema all’odio immotivato di chi non comprende che l’amore non ha sesso né genere. Ieri la giornata mondiale contro l’omofobia.

Condividi questo articolo

Lascia un commento