Incoscienza o malafede, ecco il dilemma

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Essenziale, ma strambo e imperfetto dispositivo è la memoria, vittima della   morte senza resurrezione di cellule celebrali dell’emisfero destro, dove ha sede. In età avanzata gioca brutti tiri. [Ti ricordi, come fosse ieri, che a due anni o poco più una zia inacidita da zitellaggio ti riduceva le guance in rosso acceso con violenti pizzicotti e il gridolino “ma quanto sei bello!”. Memoria lunga, miracolosamente attiva]. Il suo contrario: [‘Ieri sera la mia Concettina (nome di comodo), moglie laboriosa dotata di estro gastronomico, cosa ha preparato per cena? Boh? Ecco la memoria corta].

Senza offesa, ma in quanto avanti con li anni, tanto da aver perso anche l’antica fama di tombeur de femmes, il gaudente e pericoloso negazionista Briatore, impresario di ‘balere’ in chiave moderna, ovvero di discoteche, piazzate qua e là in territori strategici, urla scompostamente insulti antigovernativi (e chissà cosa ne pensano i suoi partiti di riferimento, destrofili, soci dell’esecutivo). Si scaglia contro Draghi e il coprifuoco imposto in Sardegna, zona rossa, perché in una fase drammatica della pandemia, che di conseguenza impedisce anche i lauti incassi della lussuosa ‘Bimillionaire’, chiusa per Covid. Sbraita così Briatore: “Governo di svalvolati, il presidente del consiglio non è una guida forte (???). Mettono in ginocchio il mio futuro, quello vostro e dei vostri figli”. ‘Dritto e Rovescio’, programma al servizio della destra, Rete 4 berlusconiana, ospita un forsennato Briatore, pupille fuori dalle orbite, che insulta di nuovo il governo: “I virologi ogni giorno se ne inventano una, vogliono rovinare il 50% delle famiglie. La percezione è che qualcuno voglia far fallire questo Paese”. L’ex sciupafemmene va perdonato, perché vittima della richiamata memoria corta, o peggio, finge di dimenticare il passato prossimo, quando in adorazione del dio denaro accese un micidiale focolaio di contagi, proprio partendo dalla discoteca Bimillionaire, per non aver adottato misure di contenimento del virus. Che dire, privi di museruola, questi soggetti sono il vero pericolo del non ritorno alla normalità, ovvero l’esempio di insubordinato egoismo dei disfattisti seriali.

Domani è la festa degli italiani. Ne sono esclusi quanti non hanno vergogna a riconoscersi nel famigerato ‘Ventennio’. È il giorno della memoria e ricorda l’eroismo dei partigiani, delle popolazioni che insorsero, rischiando la vita, contro l’occupazione nazista del Paese. È il giorno delle 4 Giornate, di Napoli, che per prima costrinse i tedeschi a fuggire dalla città. Questa particolare citazione è rivolta specialmente allo sconcertante racconto di Augias “Città segrete” di qualche giorno fa. L’autore, non potendo ignorare il coraggio eroico dei napoletani, è riuscito nell’impossibile impresa di svilirne l’alto significato con la ignobile definizione di ‘rivolta di popolo provocata dalla fame’, non di insurrezione antifascista’!  Un vero sacrilegio, lettura blasfema di cui Napoli non può e non vuole assolverlo.

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