Denise e la maledetta tv

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Mente, da spudorato fan di “Meno male che Silvio c’è” chi si dice mestamente addolorato per la precaria salute del Berlusca: finge di credere autentica, cioè senza trucchi, la nuova performance teatrale del ‘ma come sta male’ il pluricondannato e inquisito padrone di Mediaset e beni immobiliari. Succede che sarebbe a un niente dalla chiusura il   sipario del processo Ruby Ter, che imputa al ‘cavaliere’ il reato infamante di corruzione in atti giudiziari. Sarebbe, perché la super parcella riconosciuta allo studio legale che lo assiste, in perfetta sintonia con l’autorevole sentenza medica del San Raffaele a guida Zangrillo, suo medico personale, sollecita lo slittamento della seduta conclusiva del processo per impedimento dell’imputato a far valere le proprie ragioni in aula.  Di rinvio, in rinvio (è un nostro malevolo sospetto?) la sentenza potrebbe finire nel nulla. La strategia del rimandarla all’infinito (anche questa tesi è da perfido giustizialista?) si avvale della fantasiosa idea di ripetuti malesseri, conseguenza del Covid, tali da indurre i tutori della salute del Berlusca a prescrivere i  ricoveri, che ‘per puro caso’ coincidono con i giorni precedenti le udienze del processo. Niente di grave dicono i bollettini medici, però meglio che l’imputato Silvio non si muova dal San Raffaele. Voilà, la legge è uguale per tutti, anzi quasi per tutti.

Con un tratto di matita blu si può, si deve cancellare la speculazione indecente che ha trasformato la tragedia della scomparsa di una bambina in un nuovo esempio di sciacallaggio mediatico o quanto meno nel sordido uso del mezzo televisivo, che suddito del dio ascolto e dei milioni investiti dalla pubblicità, tutto spettacolarizza (ricordate il caso di Vermicino, del bambino finito in un pozzo e la brutale invadenza delle telecamere?).   In Italia, ogni anno scompaiono nel nulla quasi diecimila bambini e ragazzi. Tragedia immane. Denise Pipitone, bambina di Mazara del Vallo, è sparita diciassette anni fa e il dramma di questo terribile evento è diventato un racconto seriale di dolore dei genitori e di presunti ritrovamenti, smentiti, ma in evidenza ossessiva nel mondo dell’informazione e specialmente dei talk show. Ultimo atto di una vergognosa sceneggiata è il programma di un’infima emittente russa, che ha trasmesso in diretta, alla presenza di una giovane donna somigliante alla madre di Denise, il raffronto tra il suo e il sangue della bambina scomparsa. La conclusione dell’esemplare modello di televisione spazzatura, della cinica spettacolarizzazione di un caso doloroso, che ha conosciuto infinite degenerazioni in infiniti Tg e programmi di intrattenimento: la giovane donna russa non è Denise Pipitone finita chissà come in Russia. Ignorate le speculazioni delle Tv commerciali (Barbara d’Urso e compagnia per nulla bella) è inevitabile commentare la rappresentazione del ‘caso’ di ‘Chi l’ha visto’, programma, che sulla vicenda Denise ha ‘vissuto di rendita’ e che in assoluta incoerenza ha criticato il programma russo per le ragioni citate, ma gli ha dato visibilità, mostrando varie fasi della trasmissione. Il peggio: ‘Chi l’ha visto’, in possesso della registrazione conosceva in anticipo l’esito del confronto in diretta del sangue. Sobrietà e rispetto per la vicenda Denise avrebbe preteso che la Sciarelli limitasse la ripetuta attenzione per l’evento alla secca smentita di aver ritrovato la bambina scomparsa, anziché arzigogolare a lungo e mostrare il programma della deprecata emittente russa. Una domanda, che riteniamo legittima: perché un serial costruito nel tempo sulla povera Denise e non sulle altre migliaia di bambini sottratti ai loro genitori?

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